Le elezioni europee dell'8 e 9 giugno 2024 sono molto attese dal mondo auto, da tempo al centro di discussioni per il futuro della mobilità nel Vecchio Continente. Dallo stop ai motori termici previsto per il 2035 all'introduzione dello standard Euro 7 - rivisto al ribasso - sono molti i temi sul tavolo della Commissione.

Per questo l'Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) ha pubblicato un manifesto nel quale illustra le sfide cui sarà chiamata l'Europa nei prossimi anni:

"Decarbonizzazione e digitalizzazione dei processi produttivi, progressiva elettrificazione dei veicoli leggeri e pesanti, ricerca e adozione di vettori energetici a bassa o nulla impronta carbonica. Queste le complesse sfide regolamentari comunitarie che hanno spinto la filiera automotive europea ad affrontare la più grande rivoluzione della sua storia fronteggiando al contempo l’enorme pressione competitiva asiatica e statunitense"

I numeri dell'auto in Europa

Un'industria, quella dell'auto, che in Europa pesa per il 7% del PIL, occupando 13 milioni di lavoratori per un totale di 392 miliardi di euro di gettito fiscale. Un fulcro dell'economia dell'Unione e non solo. In Italia - stando ai dati pubblicati da Anfia - tra costruttori e componentistica si arriva al 5,6% del PIL, con più di 200.000 addetti e fatturato superiore ai 100 miliardi di euro. Allargando lo sguardo il mondo dei servizi alla mobilità rappresenta il 19% del Prodotto Interno Lordo, per un totale di 76 miliardi di gettito fiscale. Il comunicato sottolinea poi come

"L’80% delle regolamentazioni del settore automotive viene definito in Europa. È pertanto fondamentale che gli eletti al Parlamento europeo siano consapevoli dell’importanza che i prossimi 5 anni avranno per la tenuta industriale e sociale dell’industria italiana della mobilità. Se vogliamo dare alle nostre imprese la possibilità di competere ancora a livello globale, serve un approccio pragmatico e razionale nella regolamentazione".

Per questo l'Anfia sottolinea come "Il prossimo mandato europeo sarà fondamentale nella definizione di strategie di politica industriale".

Secondo l'associazione i pilastri sono: 

  • Rilancio e supporto degli investimenti delle imprese automotive per dare loro la possibilità di essere competitive a livello globale
  • Impegno della filiera verso l’economia circolare con produzioni carbon neutral al 2040
  • Ricerca e innovazione su batterie, idrogeno, intelligenza artificiale, guida autonoma e connessa, Software Defined Vehicles
  • Reskilling per gli attuali lavoratori del settore e formazione nuove competenze.
  • Diffusione omogenea in Europa delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici e per il rifornimento ad idrogeno. Diffusione dei Carbon neutral fuels

Obiettivi che richiederanno sforzi da parte di tutti gli attori, passando per differenti step:

  • Fase di “pausa regolamentare” che garantisca alle imprese una programmazione di medio e lungo termine
  • Regolamenti sui target CO2 di veicoli leggeri e pesanti: adozione di approccio tecnologicamente neutrale definizione di una metodologia di calcolo delle emissioni dei veicoli alimentati con “Carbon neutral fuels”
  • Piano di politica industriale europea per l’automotive: definizione rapida di una strategia
    settoriale che definisca priorità, linee d’azione e politiche da mettere in atto per rendere l’Europa un posto ancora attrattivo per produrre veicoli e investire in Ricerca e Sviluppo
  • Politiche commerciali con la Cina per bilanciamento dei dazi su import/export veicoli e parti e componenti
  • Value chain europea delle batterie. Stimolare lo sviluppo per rendere l’Europa indipendente
    nell’approvvigionamento e trattamento delle materie prime

L'Anfia chiama poi in causa i candidati italiani alle prossime elezioni europee, chiedendo loro di portare in Europa un nuovo approccio al tema

"Dagli europarlamentari italiani ci aspettiamo, quindi, che facciano squadra nazionale, per portare avanti uniti azioni fondamentali per la filiera italiana in considerazione della sua rilevanza. In particolare, ci riferiamo alla necessità di  poter considerare gli investimenti pubblici per la transizione energetica fuori dal ‘patto di stabilità’ e di adottare un ‘temporary framework automotive’ che consenta alle aziende di ogni dimensione e su tutto il territorio nazionale di essere supportate nella transizione”.

Il manifesto per le elezioni europee dell'Anfia