9 ore per polverizzare 205 milioni euro di fondi pubblici destinati alle auto elettriche. Un boom di richieste che neanche la Norvegia - il paese più elettrico d’Europa - ha mai registrato nella storia. Dobbiamo urlare al miracolo elettrico italiano o a un grande bluff perchè qualcosa non ha funzionato?

Nelle ore successive alla comunicazione della fine degli incentivi in molti hanno sollevato dubbi, parlando di anomalie o irregolarità. Nelle chat fra gli addetti ai lavori e le stesse concessionarie c'è chi sta accusando le società di noleggio come principali "colpevoli" per la vaporizzazione dei fondi e chi gli stessi Costruttori, rei di essersi "organizzati" per accaparrarsi quante più possibili prenotazioni.

I sospetti sono circolati anche durante la giornata di oggi, al punto da costringere il Mimit (il Ministero del Made in Italy) alla diffusione di alcuni dati che illustrano come sono ripartite le richieste degli incentivi sulla piattaforma online.

La piattaforma che crea sospetti

Per capire la dinamica di queste polemiche bisogna ricordare come funziona la piattaforma di cui tutti parlano e che dal 3 giugno ha iniziato a raccogliere gli ordini per i nuovi incentivi.

Il concessionario o rivenditore autorizzato che vuole ottenere il bonus a beneficio del proprio cliente deve collegarsi in una sezione dedicata sul sito del MISE e inserire i riferimenti del contratto (tipologia di auto, alimentazione.). Gli step sono due, uno preliminare in cui si inserisce una prima parte dei dati e il secondo confirmatorio, che presuppone l’arrivo della macchina e il pagamento. Il che deve avvenire entro 270 giorni dall’inserimento preliminare, altrimenti il bonus decade. 

Il fattore dirimente a questo punto è la tipologia di acquirente, che può essere una persona fisica o una giuridica. Nel primo caso servono le generalità dell’acquirente quando lo stesso è un privato (a cominciare dall’ISEE) il che significa che ad ogni prenotazione deve in qualche modo corrispondere un nominativo. Nel secondo caso basta ovviamente il nome dell’azienda che acquista l’auto e che sarà sempre la stessa se è una società di noleggio a lungo termine che "per mestiere" compra tante auto, se le intesta e le commercializza come servizio.

Da cui il sospetto: e se alcune di queste società si fossero organizzate per il click day, portandosi a casa la stragrande maggioranza degli incentivi auto? Il tutto senza un reale impegno, se non quello di completare la pratica entro 270 giorni...

I dati del Mimit

A raffreddare le polemiche ci pensano i dati diffusi dal Mimit secondo il quale "l 62% delle prenotazioni è stato effettuato, infatti, da persone fisiche tramite concessionario auto, mentre il restante 38% da persone giuridiche, tra cui le società di noleggio a lungo termine".

Numeri che seguono le dinamiche di mercato. Anzi, si discostano addirittura in favore dei privati. Guardando ai primi 5 mesi del 2024 infatti le auto con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 20 g/km vendute sono state 26.232, 11.489 a privati e 11.902 a società, comprese quelle di noleggio a lungo e breve termine. Praticamente 50-50.

La composizione delle vendite auto nuove in Italia tra gennaio e maggio 2024 (dati Unrae)

L'auto elettrica può interessare (anche gli italiani)

Ulteriori valutazioni si potranno fare solo quando le auto saranno immatricolate per davvero, ma sembra che questi incentivi - annunciati impropriamente con un anticipo di 6 mesi - abbiano semplicemente rallentato il mercato delle auto elettriche e allo stesso tempo accresciuto l'interesse degli italiani che si sono ritrovati tutti insieme ai nastri di partenza.

La conseguenza è quella più naturale del mondo: l'effetto molla. Ma in Italia siamo cosi disabituati alla "normalità" che non ci crediamo più. Né riusciamo prevederla.