L'Ue cambia i dazi sulle auto elettriche prodotte in Cina: +9% a Tesla
La Commissione europea rivede al ribasso le nuove tasse aggiuntive sulle vetture made in China e comunica la tariffa per Elon Musk
Cambiano ancora i dazi sulle auto elettriche prodotte in Cina e importate nell’Unione europea. Confermando sempre l’accusa a Pechino di tentare la conquista del Vecchio Continente con veicoli venduti a prezzi bassi grazie a dumping industriale, la Commissione dell’Ue riduce le tariffe punitive e aggiuntive sulle vetture made in China.
Variano quindi dal +9% al +36,3% le nuove tasse sulle auto elettriche di origine cinese: una quota da sommare al già esistente dazio del +10% (per un totale minimo del 19% e massimo del 46,3%) e che – al tempo stesso – rappresenta un piccolo taglio rispetto a quanto previsto in precedenza.
A essere colpiti sono costruttori come BYD (17%), Geely (19,3%), SAIC (36,3%), Tesla (9%) e quelle che Bruxelles chiama “altre società collaboranti” (21,3%) e “tutte le altre società non collaboranti” (36,3%), ovvero Case che avrebbero risposto o non risposto alle domande dell’Esecutivo europeo.
I dazi sulle auto elettriche cinesi
| Costruttore | Nuovo dazio | Dazio precedente | Totale |
| BYD | 17% | 17,4% | 27% |
| Geely | 19,3% | 20% | 29,3% |
| SAIC | 36,3% | 37,6% | 46,3% |
| Tesla | 9% | / | 19% |
| Altre società collaboranti | 21,3% | 21% | 31,3% |
| Tutte le altre società non collaboranti | 36,3% | 37,6% | 46,3% |
La novità principale riguarda il dazio del +9% a Tesla, che finora era stata condannata dalla Commissione senza un’indicazione precisa della pena, da applicare alle Model 3 sfornate nella gigafactory a Shanghai e destinate all’Europa. Poi, a sorpresa, arriva anche “la decisione di non riscuotere retroattivamente i dazi compensativi”, come scrive la stessa Bruxelles.
I prossimi passi
Adesso – fa sapere sempre l’Esecutivo dell’Ue – i costruttori avranno “la possibilità di richiedere audizioni con i servizi della Commissione il prima possibile e di fornire commenti entro 10 giorni”.
“Dopodiché – continua –, dopo aver preso in considerazione i commenti delle parti interessate, la Commissione presenterà la determinazione finale agli Stati membri, che voteranno” con “effetto vincolante”.
Bruxelles specifica anche che “le misure definitive devono essere imposte entro e non oltre 4 mesi dall’imposizione dei dazi provvisori” e “saranno in vigore per 5 anni, prorogabili su richiesta motivata e successiva revisione”. Significa che le nuove tasse non sono ancora definitive e potrebbe nuovamente cambiare. Ricordiamo infine che i dazi provvisori sono operativi dal 5 luglio.
Fonte: Commissione europea
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