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L'Europa ha votato, spaccandosi, per dazi sulle auto elettriche cinesi

Nessuna maggioranza né a favore né contro i dazi sulle auto elettriche cinesi. La decisione spetta ora alla Commissione Europea

L'Europa vacilla sui dazi alle auto cinesi

Si è svolto oggi, in ritardo rispetto alla data fissata in origine, la votazione sulla conferma dei dazi sulle auto elettriche cinesi importate in Europa. Risultato: nessuno. Non è stata infatti raggiunta nessuna maggioranza qualificata -  15 stati membri che rappresentino il 65% della popolazione dell'Unione - né a favore né contro.

Come si procederà ora? La decisione finale la prenderà la Commissione Europea, intenzionata a continuare sulla propria strada.

I voti

Secondo quanto riportato dalle agenzie sono stati 10 gli Stati membri (Italia compresa, come anticipato tempo fa dal Ministro Antonio Tajani) a favore dei dazi sulle auto elettriche cinesi, mentre i voti contrari sono stati la metà: 5. A fare la differenza è stato l'alto numero di astensioni, ben 12. Ecco lo schema come riportato da Bloomberg:

A favore Contrari Astenuti
Bulgaria
Danimarca
Estonia
Francia
Irlanda
Italia
Lettonia
Lituania
Olanda
Polonia
Germania
Malta
Slovacchia
Slovenia
Ungheria
Austria
Belgio
Croazia
Cipro
Finlandia
Grecia
Lussemburgo
Portogallo
Repubblica Ceca
Romania
Spagna
Svezia

Un esito non scontato fino a ieri, con i "sì" che potevano contare sul sostegno di Paesi come Francia, Grecia, Italia e Polonia. Come si vede in tabella la Grecia si è invece astenuta. Un gruppo che non è riuscito a convincere gli indecisi, né tantomeno la Germania, a capo della fronda anti dazi, assieme alla Spagna, i cui rappresentati hanno infine optato per l'astensione.

I rappresentanti del Governo tedesco da tempo chiedono alla Commissione Europea di tornare sui propri passi, anche alla luce di preoccupazioni e pressioni dei propri costruttori locali (BMW, Mercedes e Volkswagen), al centro di eventuali risposte da parte di Pechino, che potrebbe aumentare le tariffe sulle importazioni di auto europee, specialmente quelle appartenenti a brand premium.

Dazi, cosa succede ora? 

Come detto la decisione finale spetterà alla Commissione Europea che, in una nota pubblicata al termine delle votazioni, ha specificato come siano ancora in atto i colloqui con la Cina per "esplorare una soluzione alternativa che dovrebbe essere pienamente compatibile con le norme del WTO (l'organizzazione mondiale del commercio) idonea a contrastare il problema delle sovvenzioni pregiudizievoli accertate dall'indagine della Commissione".

Di fatto quindi, nonostante l'intenzione di confermare i dazi, la Commissione non ha abbandonato il confronto con Pechino. Secondo alcune indiscrezioni di qualche settimana fa i costruttori cinesi avrebbero offerto, in cambio dell'abolizione dei dazi, diverse azioni come l'adozione di un prezzo minimo per le proprie auto elettriche vendute in Europa e un numero massimo di esportazioni annue. 

Il problema principale è che il tempo stringe: entro il 30 ottobre infatti dovrà essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale europea il regolamento di esecuzione della Commissione, contenente le conclusioni definitive dell'inchiesta. E l'adozione dei dazi, i cui importi saranno differenti per ciascun costruttore cinese, a seconda del grado di collaborazione offerto durante le indagini anti dumping.

Le reazioni

Non sono mancati chiaramente i commenti subito dopo l'esito del voto. In primis dalla Cina dove il Gruppo Geely (proprietario tra gli altri di Volvo, Polestar e Lotus) ha commentato:

Geely Holding esprime grande disappunto per la decisione della Commissione europea di imporre dazi compensativi sui veicoli elettrici prodotti in Cina. La decisione non è costruttiva e può ostacolare le relazioni economiche e commerciali UE-Cina, danneggiando in ultima analisi le aziende europee e gli interessi dei consumatori. Geely Holding sostiene sempre il libero scambio, si batte per una concorrenza leale e rispetta rigorosamente tutte le leggi e i regolamenti dei mercati in cui opera. Geely Holding è pienamente impegnata a fornire prodotti e servizi eccezionali agli utenti globali e collaborerà con i partner della regione dell'UE per trovare soluzioni

Acea invece (l'associazione dei costruttori auto europei) ha pubblicato la seguente nota:

L'ACEA ha sempre affermato che il commercio libero ed equo è essenziale per creare un'industria automobilistica europea competitiva a livello globale, mentre una sana concorrenza stimola l'innovazione e la scelta per i consumatori. Il commercio libero ed equo è essenziale per garantire condizioni di parità a tutti i concorrenti, ma è solo un aspetto della competitività globale. Affinché il settore automobilistico europeo sia competitivo nella corsa globale ai veicoli elettrici, è fondamentale una strategia industriale completa, come evidenziato nel rapporto Draghi. [...] L'ACEA si aspetta che il regolamento che impone le misure anti sovvenzioni venga pubblicato entro la fine di ottobre. Riconosciamo inoltre gli sforzi paralleli di Bruxelles e Pechino per negoziare una possibile alternativa ai dazi compensativi