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Renault 16 (1965-1980), la prima compatta compie 60 anni

Ha fatto apparire i modelli con la coda convenzionali vecchi, introducendo tecnologie mai viste prima e un design rivoluzionario

Renault 16 1965
Foto di: Hersteller

Oggi come oggi il segmento delle compatte a due volumi sta soffrendo, come altri, i SUV e il loro dominare praticamente ogni listino. Sessant’anni fa, però, la situazione era ben diversa: le compatte erano il simbolo del progresso. La prima a essere presentata fu nel 1965 la Renault 16, un'auto talmente particolare per il tempo da essere descritta dalla leggenda del motorsport Stirling Moss come “l’automobile progettata con maggiore intelligenza che abbia mai visto" mentre la rivista tedesca mot Auto-Kritik la definì “uno schiaffo alla tecnologia automobilistica tedesca”.

E non era solo un entusiasmo da salone dell'auto: il debutto del modello, nel marzo del 1965, rappresentò una vera e propria rivoluzione, capace di rompere con tutte le convenzioni automobilistiche dell’epoca. Ecco la sua storia

Anni '60, Renault pensa alle famiglie, non solo alla forma

In quegli anni, le berline a tre volumi dominavano incontrastate, con carrozzerie squadrate o trapezoidali, improntate a uno stile decisamente conservatore. L’idea che un’auto potesse essere elegante, spaziosa e versatile allo stesso tempo era praticamente assente.

Renault 16 (1965-1980)

Renault 16 (1965-1980)

Il mondo però stava cambiando. I difficili anni del dopoguerra erano ormai alle spalle. In Europa occidentale cresceva il benessere, si diffondevano i supermercati, aumentava il desiderio di mobilità e soprattutto, arrivavano i bambini. Tanti bambini: il baby boom degli anni '60.

Pierre Dreyfus, l’allora presidente di Renault, già artefice del successo della R4, affidò nel 1961 ai suoi tecnici una missione ambiziosa: costruire un’auto familiare completamente nuova. Doveva avere l’eleganza di una berlina, la versatilità di una station wagon e tanto spazio interno. Per garantire la massima abitabilità, si scelse la trazione anteriore. Per il resto, libertà totale ai progettisti.

Renault 16 (1965-1980)

Renault 16 (1965-1980)

Nasce un’icona fuori dagli schemi

Tra i giovani designer del neonato Bureau de Style c'era Gaston Juchet, 31 anni. Fu lui, nell’estate del 1961, a disegnare l’architettura innovativa della Renault 16: quattro porte, portellone posteriore e tre finestrini laterali per lato. Il risultato fu un’auto unica, realizzata in tempi record: in meno di quattro anni, Renault la mise in produzione e costruì appositamente un nuovo impianto a Sandouville, in Normandia. La produzione partì nel gennaio del 1965, seguita due mesi dopo dal debutto ufficiale al Salone di Ginevra.

Interni modulari, comfort da salotto

Dopo la presentazione la stampa fu entusiasta. Secondo i principali magazine europei, infatti, la R16 aveva qualcosa che nessun’altra offriva, una configurazione interna mai vista. I sedili posteriori erano completamente modulabili: ribaltabili, addirittura spostabili in avanti di 15 cm o rimovibili. Il bagagliaio passava così da 346 a ben 1.200 litri.

Altre soluzioni geniali (e oggi dimenticate) includevano la possibilità di ripiegare la panca posteriore sotto il tetto e appoggiare i cuscini contro i sedili anteriori, oppure configurare il sedile del passeggero in modalità riposo. La cosiddetta posizione mamma permetteva di avvicinare il sedile anteriore a quello posteriore, per tenere d’occhio un bimbo addormentato. Un’idea dolce, anche se oggi i crash test la boccerebbero senza pietà.

Renault 16 TX (1975)

Renault 16 TX (1975), gli interni

La Renault 16 era insomma pensata nei dettagli. L’altezza interna e le portiere ampie consentivano anche a chi indossava un cappello (usanza tutt’altro che rara, all’epoca) di sedersi senza toglierlo. La copertura del bagagliaio, invece, evitava che l’auto ricordasse troppo un veicolo da lavoro e isolava anche gli odori di pesce e formaggio, non certo insoliti dopo una spesa in mercati locali.

Un altro tocco di classe: l’allestimento “Grand Luxe”, molto richiesto in Paesi come la Germania, offriva un bracciolo centrale con vano portaoggetti. Grazie al cambio al volante, il guidatore poteva tenere comodamente il gomito appoggiato anche durante la guida. Non a caso auto motor und sport definì la R16 “un salotto viaggiante” dopo un test di durata di 50.000 km.

Renault 16 TX (1975)

Renault 16 TX (1975), gli interni

Motore in alluminio e trazione intelligente

Anche dal punto di vista tecnico, la R16 era all’avanguardia. Fu la prima Renault a montare un motore interamente in alluminio: un 1.5 litri da 55 CV, che salì nel tempo fino ai 93 CV della versione TX del 1973. Il motore era montato arretrato, quasi centrale, con il cambio davanti: una soluzione originale che portava solo il 55% del peso sull’asse anteriore, migliorando tenuta di strada e stabilità.

La sospensione posteriore a barra di torsione, ereditata dalla R4, permetteva un comfort eccellente e contribuiva alla capacità di carico. Curiosità: il passo era più lungo a sinistra che a destra (67 mm di differenza), un dettaglio invisibile ai più ma figlio di precise scelte tecniche.

Renault 16 TX (1975)

Renault 16 TX (1975)

Un successo planetario

Il pubblico apprezzò. Nel primo anno pieno di vendite, il 1966, in Francia vennero immatricolate quasi 69.000 Renault 16. Nel 1970 furono oltre 193.000 in tutto il mondo. Il titolo di “Auto dell’anno” - precisamente 60 anni dopo di quello ottenuto dalla nuova Renault 4 nel 2025 - assegnato nel 1965 da una giuria europea, e l’arrivo della versione TS nel 1968 con 83 CV, contribuirono alla crescita.

Nel 1969 partì anche l’esportazione verso Canada e USA, dove la stampa specializzata accolse l’auto con entusiasmo. Road Test arrivò a scrivere: “Bisognerebbe far guidare quest’auto a tutti i designer di Detroit per due settimane, nella speranza che si risvegli la loro fantasia”.

Renault 16 (1965-1980)

Renault 16 (1965-1980)

Evoluzione, restyling e fine produzione

Nel 1971 la R16 ricevette il suo primo restyling, con nuovi fanali posteriori più grandi e rettangolari. La carriera proseguì spedita: nel 1972 si raggiunse il traguardo del milione di unità prodotte. La vettura veniva ormai assemblata in 14 Paesi, da Trinidad all’Australia.

Nel 1973 fu presentata la TX, il top di gamma, mentre nel 1975 arrivò la sua erede, la Renault 20. Ma la R16 continuò ad avere un pubblico fedele: anche nel 1976 se ne vendettero oltre 100.000. La produzione cessò solo nel gennaio del 1980, dopo ben 1.845.959 esemplari costruiti.

Fotogallery: Renault 16 TX (1975)