Cosa succede se non si ricarica l'aria condizionata
L'estate si avvicina. Come va controllato l'impianto di climatizzazione e quanto costa
L'impianto di climatizzazione di un’auto non dovrebbe mai richiedere una ricarica del gas refrigerante, perché il sistema è progettato per essere sigillato ermeticamente, senza dispersioni. Tuttavia, nella pratica, accade molto spesso che si debba ricaricare l’aria condizionata, di solito ogni due, tre anni oppure ogni 60.000 km.
Questo succede perché, anche in assenza di guasti evidenti, nel tempo si verificano inevitabili micro-perdite attraverso guarnizioni, tubi flessibili e giunzioni che, per quanto ben realizzati, non sono completamente impermeabili. Inoltre, materiali come le guarnizioni tendono a seccarsi o a deteriorarsi a causa del calore del motore, dell’invecchiamento e dell’esposizione a condizioni atmosferiche variabili.
- Perché e quando va ricaricata l'aria condizionata
- Cosa succede se non si ricarica l'aria condizionata
- Come si fa e quanto costa
Perché e quando va ricaricata l'aria condizionata
Un altro fattore da considerare è l’uso discontinuo del climatizzatore. Se viene usato raramente, l’olio che lubrifica il compressore non circola correttamente, con il risultato che alcune guarnizioni possono seccarsi più velocemente, facilitando ulteriori perdite. Anche le vibrazioni dell'auto, gli urti, un incidente o il normale assestamento del telaio possono contribuire ad allentare leggermente i collegamenti, favorendo la fuoriuscita del gas nel tempo.
In definitiva, un intervento periodico è consigliato, ma se la necessità di ricarica si presenta troppo frequentemente, ad esempio ogni anno, è probabile che ci sia una perdita anomala nel sistema che merita un controllo più approfondito.
Ricarica dell'aria condizionata su una Toyota Aygo (2016)
Cosa succede se non si ricarica l'aria condizionata
Come anticipato con il tempo si possono verificare diversi problemi. Ecco cosa succede:
- Perdita di efficienza: il sintomo più immediato è che l'aria non esce più fredda, oppure lo fa solo per poco tempo. Il gas refrigerante si disperde lentamente (anche senza perdite evidenti), e senza la giusta quantità, l'impianto non può funzionare correttamente.
- Maggiore usura del compressore: il compressore lavora di più per cercare di raffreddare, sforzandosi inutilmente, cosa che può causare un'usura precoce o addirittura il guasto del compressore.
- Possibili danni al sistema: senza gas, l’olio lubrificante non circola correttamente (viene trasportato insieme al gas), e alcune componenti interne possono rovinarsi per attrito o surriscaldamento.
- Aumento dei consumi: un impianto inefficiente può influire anche sui consumi di carburante (nelle auto), perché il compressore resta attivo più a lungo senza raffreddare a dovere.
- Condensa e cattivi odori: un sistema che non raffredda bene può anche non deumidificare correttamente, favorendo la formazione di condensa, muffe o cattivi odori nei condotti.
Ricarica dell'aria condizionata
Come si fa e quanto costa
La ricarica dell’aria condizionata viene effettuata collegando l’impianto dell’auto a una stazione di ricarica che aspira il gas residuo, rimuove l’umidità e in seguito reintegra il gas refrigerante insieme all’olio lubrificante necessario al compressore.
L’operazione dura in genere dai 30 ai 60 minuti e viene svolta in officina o in centri specializzati. È importante utilizzare il tipo corretto di gas, solitamente R134a per le auto più datate e R1234yf per i modelli più recenti.
Per la ricarica dell'aria condizionata è importante utilizzare il tipo corretto di gas
Il costo varia in base al tipo di gas e alla quantità necessaria, ma si aggira tra i 60 e i 100 euro, con punte superiori per il refrigerante più nuovo.
Maggiori dettagli e informazioni li trovate nel nostro approfondimento sulla ricarica dell'aria condizionata.
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