In arrivo nuovi incentivi auto, ma solo per le elettriche
Mancano dettagli su data di partenza, rottamazioni e sconti, ma ci sarebbero a disposizione 597 milioni di euro dal PNRR per i nuovi incentivi auto
Il Governo ha confermato: nel nuovo aggiornamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) tornano gli incentivi auto 2025, ma con una chiara direzione strategica. Stavolta, il sostegno pubblico alla mobilità sarà riservato solo alle vetture a basso impatto ambientale, in particolare alle auto elettriche. La notizia che sta rimbalzando in queste ore, è emersa nella serata del 19 maggio durante la riunione della Cabina di regia sul PNRR tenutasi a Palazzo Chigi, presieduta dal Ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. Lo stanziamento per questi nuovi incentivi auto ammonterebbe a 597 milioni di euro per sostituire 39.000 veicoli a combustione interna con altrettanti elettrici entro giugno 2026.
Nel quadro delle modifiche tecniche al Piano – pensate per garantire una maggiore efficacia nell’attuazione dei progetti e in risposta a nuove circostanze oggettive – è stato inserito anche un potenziamento degli investimenti nella mobilità sostenibile. A fianco delle risorse destinate al biometano e all’economia circolare dei rifiuti, l’intervento include un nuovo pacchetto di incentivi destinati all’acquisto di auto elettriche. Una misura che, almeno nelle intenzioni, vuole rilanciare un mercato in difficoltà.
Incentivi auto 2025: per quali modelli
Gli incentivi auto 2025 non saranno quindi dedicati a tutte le alimentazioni, come accaduto negli scorsi anni, quando i bonus statali erano rivolti a modelli con emissioni di CO2 fino a 135 g/km.
Le nuove misure sono infatti pensate per “incentivare il futuro della mobilità”, una formula che – secondo fonti vicine al Ministero – indica un perimetro limitato ai veicoli a basse o nulle emissioni di CO2. Il dettaglio operativo – ovvero importi, requisiti ISEE, rottamazioni e soglie di emissioni – sarà definito nei prossimi giorni, in attesa del passaggio parlamentare e dell’approvazione da parte della Commissione europea.
Da capire poi se gli incentivi auto 2025 avranno un tetto massimo di prezzo d'acquisto o meno. Nel 2024 rientravano le elettriche fino a 42.700 euro, IVA inclusa. In questo caso si potrebbe assistere a un ribasso dei listini di alcuni modelli da parte delle Case, per farli rientrare nell'ecobonus statale.
Incentivi auto: la tabella di quelli del 2024
| Incentivi Auto elettriche | |
| Emissioni CO2 | 0-20 g/km |
| Sconto con rottamazione | 9.000-11.000 € (11.250-13.750 € con maggiorazioni Isee, ma 8.000 € rottamando un’auto Euro 5) |
| Sconto senza rottamazione | 6.000 € |
| Riservato a | Persone fisiche, imprese di noleggio e car sharing |
| Limite di spesa | 35.000 € (esclusi Iva, Ipt e messa su strada) [42.700 € con Iva] |
| Mantenimento della proprietà dell’auto nuova | Almeno 12 mesi per persone fisiche e imprese di noleggio Almeno 24 mesi per car sharing |
| Caratteristiche auto da rottamare | - Categoria M1 - Intestata da almeno 12 mesi allo stesso intestatario del nuovo veicolo o a un familiare convivente - Omologata alle classi ambientali Euro 0-5 |
| Termine per l’immatricolazione | Entro 270 giorni dalla prenotazione dell’incentivo |
Auto elettriche: Italia fanalino di coda
La scelta del Governo sembra allinearsi con le raccomandazioni dell’Unione europea in tema di transizione energetica, ma arriva in un momento particolarmente delicato per il mercato auto italiano. L’Italia è infatti il fanalino di coda in Europa per penetrazione delle auto elettriche: nel primo quadrimestre del 2025, le auto elettriche hanno rappresentato il 5,07% delle immatricolazioni totali, in crescita rispetto al 2,76% dello stesso periodo del 2024, ma ancora distante dai livelli di altri Paesi europei.
| Paese | Quota immatricolazioni auto elettriche (gen-mar 2025) |
| Regno Unito | 20,7% |
| Francia | 18,2% |
| Germania | 17% |
| Spagna | 6,9% |
| Italia | 5,2% |
Eppure, il 2025 sembra essere l’anno giusto per una svolta. Stanno arrivando (o sono già arrivati) numerose nuove auto elettriche con prezzi più accessibili rispetto al passato – dalle citycar come Dacia Spring, Citroen e-C3 alle compatte come la Renault 5 E-Tech Electric, ai crossover compatti di marchi cinesi come BYD, MG e Leapmotor – e molti di questi sono già diventati best seller nelle rispettive fasce di prezzo. Un intervento pubblico ben calibrato potrebbe quindi intercettare un’esigenza reale di mercato.
Renault 5 E-Tech Electric
Citroen e-C3
MG4
Incentivi auto elettriche 2025: quando escono
Come detto non è chiaro quando verranno varati i nuovi incentivi auto 2025, né con quali modalità. Avendo indicato giugno 2026 come data entro la quale aggiornare il parco auto italiano il Governo si è dato del tempo, per limare al meglio ogni dettaglio evitando quanto successo nel 2024, con i fondi esauriti in poche ore per via di un assalto da parte delle società di noleggio.
Un compito che potrebbe richiedere del tempo, con la speranza che non si ripetano le lungaggini dello scorso anno: incentivi auto annunciati a gennaio ma varati mesi dopo, penalizzando un già triste scenario di immatricolazioni di auto elettriche in Italia.
Incentivi auto: una storia italiana di stop and go
L’annuncio degli incentivi auto 2025 è una buona notizia, ma riporta alla luce anche una criticità tutta italiana: l’instabilità delle politiche di sostegno al settore. Negli ultimi anni, il sistema di incentivi all’acquisto di auto elettriche è stato caratterizzato da modifiche improvvise, lunghi vuoti normativi e criteri talvolta troppo rigidi. Questo andamento “a singhiozzo” ha generato incertezza tra consumatori e costruttori, rallentando lo sviluppo di un mercato che avrebbe invece bisogno di regole stabili e visione a lungo termine.
Nel frattempo, altri Paesi europei si sono mossi con strategie più coerenti e strumenti più efficaci, spesso collegati a obiettivi ambientali e industriali di medio periodo. Per l’Italia, l’occasione del PNRR potrebbe rappresentare un punto di svolta: trasformare l’ennesimo incentivo temporaneo in una vera politica industriale credibile. Ma per riuscirci serviranno non solo fondi, ma anche chiarezza, semplificazione e continuità.
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