I dazi di Trump: perché non ci sono Chevrolet per le strade d’Europa?
Le origini, le cause e i numeri che spiegano lo storico squilibrio negli scambi commerciali di auto tra gli Usa e la UE
JATO Dynamics ha appena pubblicato un nuovo studio che analizza le ragioni per cui le auto americane faticano a trovare successo in Europa. Secondo il whitepaper, una nuova ondata di protezionismo da parte degli Stati Uniti potrebbe avere un impatto profondo sull’intera industria automobilistica globale, nel tentativo di riequilibrare un rapporto commerciale storicamente sbilanciato con l’Unione Europea.
Il documento, intitolato "Capire lo squilibrio commerciale tra Stati Uniti ed Europa", approfondisce le cause di fondo di questo divario nei flussi di scambio automobilistici tra i due mercati. Non si tratta solo di dazi: se fino ad aprile i veicoli americani importati in Europa erano soggetti a un’imposta del 10%, l’Europa pagava solo il 2,5% per esportare i propri modelli negli USA.
Uno squilibrio storico Usa-Europa
Nel 2024, negli Stati Uniti sono stati venduti 16,09 milioni di nuovi veicoli leggeri. Di questi, solo il 61% è stato prodotto localmente, mentre il restante 39% è stato importato. Questo rende la quota di veicoli importati negli USA la più alta tra i mercati sviluppati.
Per fare un confronto:
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Nell’Unione Europea, le importazioni rappresentano solo il 26% delle nuove immatricolazioni.
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In Corea del Sud si fermano al 20%.
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In Giappone, addirittura, solo il 7,8% dei nuovi veicoli venduti è di origine estera.
Questo evidenzia una forte dipendenza del mercato statunitense dalle importazioni rispetto ad altri grandi mercati globali.
Oltre alla relativa dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni, un altro fattore significativo che contribuisce allo squilibrio commerciale con l’Europa è l’incapacità collettiva dei produttori di auto americani di offrire modelli con un vero appeal internazionale – con l’eccezione di Tesla.
Nel 2024, le vendite di veicoli fabbricati nell'UE negli Stati Uniti hanno superato le 821.000 unità, mentre le immatricolazioni di auto prodotte negli Stati Uniti nell'UE sono state solo 188.100 unità. Questo si traduce in un deficit di oltre quattro a uno.
Questo divario riflette non solo una preferenza europea per le auto prodotte nel proprio continente, ma anche le difficoltà dei costruttori americani nell’adeguarsi alle specifiche esigenze e gusti dei consumatori europei.
I motivi di questa dipendenza Usa dall'import di auto
Il motivo di questo divario risiede in gran parte nelle preferenze dei consumatori americani, che tendono a preferire veicoli più grandi. Secondo la ricerca, questo è uno dei principali fattori che distingue il mercato statunitense da quelli di altri Paesi.
I produttori di auto americani, nel corso degli anni, hanno sempre più adattato le loro operazioni per soddisfare la domanda interna di veicoli di dimensioni più grandi, come SUV e pick-up. Tuttavia, questo focus sulle preferenze del mercato domestico ha avuto un prezzo: i costruttori americani non sono riusciti ad adattarsi abbastanza rapidamente alle esigenze dei consumatori internazionali, che in molti mercati, come quello europeo, tendono a preferire veicoli più compatti, efficienti e con una maggiore attenzione alle caratteristiche ecologiche e tecnologiche.
In sostanza, mentre i produttori americani hanno soddisfatto alla perfezione la domanda interna, non sono riusciti a sviluppare modelli che avessero lo stesso appeal in mercati globali dove le preferenze e le normative sono molto diverse.
Sebbene i SUV godano di una popolarità simile sia nell’Unione Europea che negli Stati Uniti, con una quota del mercato delle auto nuove che nel 2024 è stata rispettivamente del 52% e del 57%, la differenza si amplia notevolmente quando si parla di SUV di grandi dimensioni, ovvero quelli superiori ai cinque metri di lunghezza.
Negli Stati Uniti, questi veicoli rappresentano il 21% di tutti gli SUV venduti, mentre in Europa solo il 2,4%. La disparità è ancora più evidente quando si considerano i pick-up: nel 2024, negli Stati Uniti sono stati venduti ben 2,95 milioni di pick-up, mentre nell'Unione Europea la cifra è di appena 156.300 unità.
Questo evidenzia le enormi differenze nelle preferenze dei consumatori: mentre negli Stati Uniti i veicoli di grandi dimensioni come SUV e pick-up sono molto popolari, in Europa la domanda è decisamente più orientata verso auto più compatte, efficienti e con una maggiore attenzione ai consumi e alle normative ambientali.
SUV e pick-up grandi piacciono quasi solo in America
Gli automobilisti americani amano i pick-up e i SUV di grandi dimensioni. Di conseguenza, i principali produttori automobilistici statunitensi si sono specializzati quasi esclusivamente in questi modelli, ma questa scelta si sta rivelando un arma a doppio taglio.
Se da un lato i pick-up e i grandi SUV sono stati una fonte primaria di profitti per i due più grandi costruttori americani – General Motors e Ford – dall’altro lato, la domanda di questi veicoli in altri mercati non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella negli Stati Uniti. In Europa, ad esempio, la preferenza per i veicoli più grandi è decisamente più contenuta, mentre in altri mercati come il Giappone o la Corea del Sud, i veicoli compatti sono nettamente più richiesti.
Questa concentrazione sul mercato interno ha limitato la capacità dei produttori americani di adattarsi a tendenze globali, penalizzando la loro competitività a livello internazionale, soprattutto in Europa, dove le preferenze dei consumatori sono molto diverse.
La mancanza di appeal globale per i veicoli di grandi dimensioni ha spinto sia General Motors che Ford a ridurre le loro operazioni all'estero, accentuando così la loro dipendenza dal mercato domestico e contribuendo ulteriormente allo squilibrio commerciale tra gli Stati Uniti e il resto del mondo.
Al contrario, i produttori europei hanno diversificato i loro portafogli, adattando i prodotti a una gamma più ampia di preferenze internazionali. Questa strategia ha permesso loro di entrare con maggiore efficacia nel mercato statunitense e in altri mercati globali, riuscendo a soddisfare le esigenze di consumatori con gusti e normative molto diverse.
Mentre i produttori americani si sono concentrati su un segmento di mercato più ristretto, i costruttori europei hanno saputo bilanciare meglio la produzione di veicoli per i propri mercati interni con la capacità di attrarre clienti in tutto il mondo.
L'autore dell'articolo, Felipe Munoz, è Automotive Industry Specialist di JATO Dynamics.
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