La storia di uno dei nomi più leggendari dati a un'auto
Pierre Veyron, pilota francese, è stata una figura chiave nella storia del Brand. Scopriamo come e perché
Con il suo motore W16 quadriturbo da oltre 1.000 CV e una velocità massima che sfiora i 490 km/h, la Bugatti Veyron 16.4 è diventata una vera e propria icona del mondo delle hypercar.
Prodotta dal 2005 al 2015, ha ridefinito i limiti della tecnica e delle prestazioni. Ma vi siete mai chiesti da dove arriva il nome “Veyron”?
Chi era Pierre Veyron
Il nome della Bugatti Veyron rende omaggio a Pierre Veyron, figura chiave nella storia del marchio francese. Nato nel 1903 a Berc, in Francia, Veyron dimostrò fin da giovane una spiccata attitudine per la tecnica e il pensiero analitico. Dopo gli studi in ingegneria, si avvicinò al mondo del motorsport, in grande crescita in quegli anni.
L’incontro con Ettore Bugatti fu decisivo. Veyron non si distinse solo come pilota, ma anche come ingegnere e collaudatore, guadagnandosi rapidamente la fiducia della famiglia Bugatti. All’interno dell’azienda ricoprì diversi ruoli: dallo sviluppo tecnico alla messa a punto delle auto da corsa, diventando un collaboratore prezioso per il marchio di Molsheim.
Pierre Veyron
Una carriera tra pista e officina
Pierre Veyron debuttò nelle competizioni alla fine degli anni '20, partecipando a gare in salita e prove di durata in Francia. Il primo successo importante arrivò nel 1930 con la vittoria nella sua classe (fino a 1.500 cm³) al Gran Premio di Ginevra.
Due anni più tardi, Ettore Bugatti lo ingaggiò ufficialmente come pilota e collaudatore. Veyron diventò così il ponte tra la pista e l’officina, contribuendo in modo determinante all’evoluzione tecnica delle Bugatti da corsa, come la Type 51 e, successivamente, la Type 57.
Tra i risultati di rilievo si ricordano una vittoria di classe all’Avus nel 1933 e un buon piazzamento al Gran Premio dell’ACF nel 1936, disputato a Montlhéry.
Pierre Veyron
La vittoria a Le Mans
Il punto più alto della sua carriera arrivò, però, nel 1939, quando Veyron vinse la 24 Ore di Le Mans in coppia con Jean-Pierre Wimille al volante della Bugatti Type 57C Tank. Una gara storica, vinta grazie a una combinazione di affidabilità meccanica, costanza e strategia. Quella del ’39 fu anche l’ultima edizione della corsa prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Dopo il conflitto, Pierre Veyron si ritirò progressivamente dalle competizioni, ma restò vicino a Bugatti, continuando a contribuire in ambito tecnico.
Pierre Veyron
Un’eredità che vive ancora oggi
Quando nei primi anni 2000 Bugatti - ormai sotto l’egida del Gruppo Volkswagen - si preparava a lanciare un’auto rivoluzionaria, il team guidato da Ferdinand Piëch decise di rendere omaggio a Pierre Veyron, scegliendo il suo nome per la nuova creatura.
Nacque così la Bugatti Veyron 16.4, capace di superare i 400 km/h e di rappresentare l’apice della tecnologia automobilistica dell’epoca. Un’auto da sogno, che portava con sé non solo numeri impressionanti, ma anche la storia e lo spirito di un uomo che aveva contribuito in modo decisivo al mito Bugatti.
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