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Rolls-Royce Ghost II, la prova immersiva in prima persona

Più di 5,7 metri di lunghezza e un V12 da 571 CV, per un prezzo di oltre 300.000 euro. Cosa significa "vivere" una vera auto di lusso

Rolls-Royce Ghost
13:57
Foto di: Motor1 Italy

Ci sono auto che sono meri mezzi di trasporto. Ce ne sono altre, invece, che pur condividendo il concetto iniziale con le prime, le basi progettuali, diventano qualcos'altro, qualcosa di speciale. Che alla fine sì, ti serve anche per spostarti, ma quello è solo un aspetto.

Pensiamo a una Ferrari o a una Lamborghini, per esempio. Mezzi che incarnano - sempre che di carne si possa parlare - l'adrenalina della guida sportiva. Ancora, a una Pagani, che non è un azzardo paragonare all'opera d'arte di un mastro artigiano. Oppure una Rolls-Royce, emblema ultimo del lusso su quattro ruote, esclusivo come pochissimi altri.

Ecco, salire a bordo di una Rolls-Royce, guidarla, "viverla", non è cosa da tutti i giorni. Ed è per questo motivo che, avendo l'opportunità di provare l'ultima generazione della Ghost, ho scelto di raccontarla in prima persona: per condividere, come se i miei occhi e le mie mani fossero vostri, un'esperienza fuori dall'ordinario. Buona visione!

Difficile chiedere di più

La Rolls-Royce Ghost Series II del video è quella pensata per chi gradisce passare anche parecchio tempo dietro. La Extended, infatti, è quella a passo lungo, con più centimetri per chi siede dietro. È lunga oltre 5,7 metri. Il frontale impone la sua presenza con la calandra “Pantheon”, che sembra davvero ispirarsi a un tempio classico. Sopra, lo Spirit of Ecstasy veglia discreto, pronto a scomparire se necessario.

Rolls-Royce Ghost II, la prova

La Rolls-Royce Ghost viene spesso scelta da chi vuole guidarla in prima persona

Foto di: Rolls-Royce

Le proporzioni rimangono armoniose anche nella versione allungata, mentre una linea dipinta a mano lungo la fiancata sottolinea la cura artigianale che accompagna ogni Rolls-Royce.

Rolls-Royce Ghost II, la prova

La versione Extended è più lunga di 17 centimetri a vantaggio dell'abitabilità posteriore

Foto di: Rolls-Royce

Le portiere posteriori si aprono al contrario e si richiudono anche da sole, elettronicamente, introducendo a un abitacolo che più che un interno sembra un ambiente separato dal resto del mondo. I materiali trasudano qualità e solidità e ogni superficie porta la traccia di una scelta precisa, pensata per chi la vive. Anche la plancia conserva un’impostazione classica: pochi fronzoli, ma con l’aggiunta delle funzioni moderne di cui non si può più fare a meno.

Rolls-Royce Ghost II, la prova

Si può avere a 4 o a 5 posti

Foto di: Rolls-Royce

Sedersi dietro significa entrare in uno spazio che non ha nulla a che vedere con il concetto tradizionale di abitacolo. I sedili diventano vere poltrone, regolabili fino a trasformarsi in chaise longue, mentre attorno si ritrovano accessori che impreziosiscono la percezione generale: un tavolino rivestito in legno, uno schermo che permette di seguire film o musica in viaggio, un frigo bar nascosto tra le sedute. Sopra la testa, il cielo stellato illumina l’ambiente con punti di luce che ricordano una notte limpida, resi ancora più sorprendenti dalle "stelle cadenti" e dal fatto di poter scegliere la costellazione che si vuole vedere.

Jet privato su ruote

Al volante la Ghost non cambia registro: non è chiaramente un’auto sportiva ma un incrociatore capace di trasformare ogni percorso in un movimento fluido. Il V12 da 6,75 litri e 571 CV resta impercettibile, mentre il cambio automatico a otto rapporti lavora senza la minima vibrazione, fino a sembrare un monomarcia.

Rolls-Royce Ghost II, la prova

Il V12 è poderoso ma sempre ben isolato

Foto di: Rolls-Royce

Le sospensioni planari leggono l’asfalto attraverso le telecamere e preparano in anticipo ogni ruota, cancellando gran parte delle imperfezioni. La trazione integrale e le quattro ruote sterzanti migliorano la stabilità e rendono più gestibili dimensioni e peso, comunque importante: oltre 2,5 tonnellate.

Rolls-Royce Ghost II, la prova

Le sospensioni si chiamano "planari" perché è come se le ruote non toccassero l'asfalto

Foto di: Rolls-Royce

Alla fine però non sono i suoi numeri a restare impressi, quanto piuttosto la sensazione di viaggiare in un luogo sospeso, dove anche il tempo sembra rallentare. Una magia che solo una Rolls-Royce può regalare. Perfetta? Giudicate voi, dopo però aver visto la prova della coupé Spectre.