Dal motore al codice: vi spiego come cambia il cuore di un’auto
Al Salone di Monaco, Bosch ha mostrato la sua strategia per i veicoli intelligenti e connessi
L’auto, ormai, è principalmente software. E lo sarà sempre di più. Bosch lo sa bene e al Salone di Monaco ha fatto il punto su quello che sta accadendo nel mondo delle quattro ruote e, soprattutto, su come si affrontano le sfide che consentiranno di evolvere nei prossimi anni.
Queste grandi sfide si chiamano intelligenza artificiale e guida autonoma. Si tradurranno in concreto in piattaforme mecccatroniche con sistemi integrati di controllo della dinamica del veicolo, e in componenti “by wire”, con sterzo e freni non più comandati da organi meccanici da ma impulsi elettronici. A tutto questo si aggiungeranno nuove interfacce utente, che eleveranno la user experience grazie a servizi digitali sempre più variegati ed evoluti.
Si sta aprendo, insomma, l'era dei software defined vehicles, quei veicoli in cui il software non sarà una componente, ma sarà il fulcro intorno al quale ruoterà tutta la progettazione di una vettura. Il fatto è questo nuovo approccio richiede un radicale cambio di paradigma. In una tavola rotonda organizzata sul tema, Bosch ha spiegato cosa dobbiamo aspettarci.
Innovazione continua
“I tempi stanno cambiando molto velocemente - ha detto Mathias Pilin, cto di Bosch Mobility -. Nell’era delle automobili vecchio stampo, quelle in cui era la meccanica a farla da padrone, i salti tecnologici avvenivano ogni 5 o 7 anni. Ora, con l’elettrico e l’elettronica, si può parlare di innovazione continua. Si cambia tecnologia ogni 12 mesi, anche meno. Chi si ferma resta fuori dalla competizione”.
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“Nei software defined vehicles - continua Pilin - l’innovazione si concentra principalmente su tre direttrici: elettrificazione, guida autonoma e user experience. Per noi tecnici, si tratta di una vera e propria rivoluzione. Non possiamo basarci su quanto fatto fino a ora, bisogna cambiare completamente punto di vista e trovare soluzioni diverse che permettano di soddisfare le nuove esigenze”.
La separazione tra hardware e software
Da un punto di vista strettamente tecnico, c'è una differenza enorme tra quanto si è fatto negli ultimi 20 anni e quanto si farà domani. Fino a oggi, infatti, hardware e software sono stati legati tra loro. L’hardware era il supporto fisico che garantiva certe prestazioni in termini di calcolo, il software era il linguaggio che veniva scritto per ottenere scopi specifici: il controllo attivo delle sospensioni, il funzionamento del cambio automatico e così via. In mezzo, c’era una piattaforma digitale che consentiva il dialogo proprio tra hardware e software. Il sistema, in un certo senso, era chiuso.
“Con i software defined vehicles - ha raccontato Michael Hoerig, Head of Technology Engineering Bosch Mobility - le cose cambiano completamente. Il software e l’hardware devono essere separati. Questo consentirà a chi scrive il software di realizzare un linguaggio informatico compatibile a prescindere dall’hardware su cui poggerà. Solo così si potrà esprimere il massimo potenziale. Se un produttore sceglierà schede madri di Qualcomm o Nvidia no farà differenza, il software sarà compatibile con tutte".
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È per questo motivo, per esempio, che si sta assistendo ad altri radicali cambiamenti: se prima i produttori di auto si sforzavano per avere il loro sistema operativo, ora preferiscono avere una base comune proveniente da terzi e concentrarsi nello scrivere quella parte di software che fa davvero la differenza. Quella, per intenderci, che ha degli effetti diretti sul comportamento dell’auto e sui servizi offerti. Quella che il cliente può effettivamente percepire.
Vedi tutte le notizie su Salone di Monaco Un approccio olistico
Bosch lavora da anni sia sul fronte dell'hardware sia sul fronte del software. Così facendo ha maturato una visione d'insieme sulle esigenze del mondo automotive e ha capito che per essere competitivi bisogna ragionare per macrosistemi.
“Senza una tecnologia hardware avanzata, anche l’auto più intelligente non si potrebbe muovere - ha dichiarato Camillo Mazza, general manager per l'Italia di Bosch -. Stiamo lavorando intensamente con il nostro team in Italia perché anche nel nostro mercato questo cambiamento tecnologico possa realizzarsi nei prossimi anni in tutti i settori della mobilità".
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Bosch, per questo, sta investendo in progetti come il Vehicle Motion Management o il computer ad alte prestazioni. Il primo è un sistema di controllo della dinamica del veicolo che controlla erogazione del motore, telaio, freni e sterzo lavorando in tempo reale sulle singole aree di intervento in modo coordinato. Il secondo una piattaforma hardware che riunisce al suo interno i componenti dedicati ad ADAS, infotainment e dinamica del veicolo.
L'idea di fondo, ribadita in occasione del Salone di Monaco 2025, è semplice quanto ambiziosa: accelerare la diffusione di tecnologie che abbiano effetti positivi su sicurezza, comfort di marcia ed esperienza a bordo.
Fotogallery: Il test del sistema brake-by-wire di Bosch
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