Vai al contenuto principale

Perchè Apple CarPlay potrebbe diventare inutile

Secondo BMW, gli automobilisti usano oggi sempre meno le mappe tramite CarPlay, preferendo il sistema integrato, ma c'è un motivo

BMW Apple CarPlay
Foto di: BMW

Da qualche settimana guido quasi tutti i giorni un'auto ibrida plug-in, una BMW X3 30e del 2023 e la prima cosa che ho imparato è che - utilizzando il navigatore nativo dell'auto al posto di Waze o Google Maps tramite Apple CarPlay - l'auto è in grado di sapere in anticipo dove sta andando, riservandosi il giusto quantitativo di energia elettrica per quando ne avrà bisogno (per esempio per i tratti cittadini più impegnativi).

Questo fatto mi ha portato a una riflessione: una volta che questi navigatori evoluti saranno presenti su tutte le auto (quello di BMW è attualmente uno dei migliori che include anche il traffico in tempo reale, ma è solo un esempio e anche diverse altre Case offrono servizi simili), quale sarà il futuro di Apple CarPlay o di Android Auto?

L'elettrificazione fa la differenza 

Una possibile risposta arriva in anticipo proprio da BMW, che ha spiegato come - secondo recenti studi - i propri clienti hanno iniziato a usare sempre meno i sistemi di mirroring dello smartphone e tra qualche tempo potrebbero non essere più supportati. 

La riflessione di BMW arriva dopo la presentazione della nuova iX3 al Salone di Monaco 2025. Il nuovo SUV elettrico della Casa ha portato al debutto anche il nuovo sistema di infotainment iDrive X con Panoramic Drive, ovvero il primo sistema che, di fatto, potrebbe segnare un allontanamento progressivo dal supporto ad Apple CarPlay (il discorso vale anche per Android Auto che però BMW non ha mai avuto).

Non a caso, infatti, proprio a luglio la Casa aveva confermato di non avere piani per adottare la futura evoluzione del sistema a bordo delle proprie auto, ovvero Apple CarPlay Ultra: decisione allineata a quelle di Audi, Mercedes, Polestar e Volvo.

BMW iX3 (2026) - Foto

BMW iX3 (2026), gli interni

Foto di: BMW

Ma perché? Una delle prime cause di questa decisione potrebbero essere i costi di implementazione su schermi sempre più diversi. Ma non solo. Sull'altro piatto della bilancia ci sarebbero anche questioni legate all'elettrificazione evoluta ormai presente su tutte le auto.

Pensando infatti ad auto ibride plug-in o 100% elettriche i navigatori nativi dialogano con il powertrain, conoscendo lo stato di carica delle batterie e - in caso di sosta programmata - pre climatizzando gli accumulatori per portarli alla temperatura ideale, così da ridurre il più possibile i tempi di ricarica.

Un qualcosa che Apple CarPlay e Android Auto non possono fare, non potendo dialogare con la centralina, dalla quale passano tutte le informazioni fondamentali per il funzionamento dell'auto. Utilizzare quindi i sistemi di mirroring permette si di ascoltare la propria musica in streaming, telefonare e farsi leggere i messaggi, ma mette da parte tutta una serie di comodità alle quali è difficile rinunciare.

BMW iDrive panoramico

BMW iDrive X con Panoramic Drive

Foto di: BMW

E proprio a tal proposito Stephan Durach, Senior Vice President per lo sviluppo UI/UX di BMW, in un'intervista rilasciata a BMW Blog ha spiegato come i dati raccolti su oltre 10 milioni di veicoli non confermerebbero l’idea che Apple CarPlay sia lo strumento di navigazione preferito dagli utenti: “Si dice che tutti usino CarPlay per la navigazione, ma non è così. I nostri dati mostrano che i clienti si affidano più spesso al sistema integrato iDrive”.

La prima generazione di fari BMW Adattive LED con abbaglianti Laser, quest'ultimi attivabili solo in alcuni tratti autostradali e a determinate velocità grazie all'ausilio del navigatore
Foto di: BMW

Non è ancora detta l'ultima

Addio dunque definitivamente ai sistemi di mirroring? Un attimo. Come detto le due principali aziende, Apple e Google, stanno lavorando anche a nuovi sistemi ancora più avanzati: il CarPlay Ultra e una seconda generazione Android Automotive OS. Ma potranno dialogare con l'auto?

Nei primi esempi di CarPlay Ultra che abbiamo avuto modo di vedere dal vivo su alcune Aston Martin sembrerebbe di sì, in maniera ancora primordiale, così come l'attuale generazione di Android Automotive OS, che può capire la percentuale di carica dell'auto elettrica (come nel caso delle nuove Renault) e, tramite Google Maps integrato, cercare colonnine di ricarica nelle vicinanze.

Quel che resta da vedere è quali e quanti costruttori decideranno di adottare questi nuovi sistemi, piuttosto costosi da integrare e che obbligano necessariamente a una scelta in fase progettuale ancor prima di conoscere l'acquirente medio dell'auto a cui si sta dando vita: Apple o Google.

Apple CarPlay Ultra su Aston Martin

Apple CarPlay Ultra su Aston Martin

Foto di: Chris Rosales / Motor1

BMW è solo un esempio

Ovviamente il discorso di BMW, preso solo come esempio, può essere applicato a molte Case auto. Negli Stati Uniti General Motors ha scelto di eliminare completamente sia Apple CarPlay sia Android Auto dai propri modelli elettrici, mentre marchi come Rivian e Tesla non li hanno mai offerti e i motivi sono, in parte, sempre gli stessi.

CarPlay Ultra o la futura versione di Google Automotive potranno cambiare le carte in tavola? Per scoprirlo bisognerà attendere e vedere se gli sarà concesso di comunicare a pieno con i sistemi di bordo delle auto e con i powertrain.