Diesel Euro 5: romani e milanesi favorevoli al bando
L’auto resta centrale, ma la sensibilità ambientale aumenta: più della metà dei cittadini dice sì al bando dei diesel Euro 5 in città
I milanesi (62%) e i romani (52%) sono favorevoli al divieto di circolazione dei diesel Euro 5 nelle aree urbane. È questo il dato più netto e sorprendente che emerge dall’instant survey “La mobilità a Roma e a Milano”, condotta da Areté, società di consulenza strategica specializzata anche nel settore automotive.
In un momento in cui il dibattito sulla mobilità sostenibile si fa sempre più concreto, il sostegno popolare a misure restrittive sui veicoli inquinanti rappresenta un segnale forte. Soprattutto se si considera che in entrambe le città l’auto privata resta, per motivi diversi, ancora centrale nella vita quotidiana.
Roma dice sì, nonostante le sue difficoltà
A Roma, infatti, la maggioranza della popolazione continua a spostarsi in macchina: il (57%) utilizza l’auto privata per gli spostamenti abituali, mentre appena il (25%) si affida al trasporto pubblico locale. Una scelta spesso dettata più da necessità che da preferenze personali, considerando che 2 cittadini su 10 dichiarano di non avere alternative concrete all’uso dell’auto.
Eppure, anche in questo contesto, più della metà degli intervistati (52%) si dice pronto a sostenere il blocco degli Euro 5 diesel in città, pur consapevole delle possibili limitazioni alla propria mobilità.
A Milano la situazione è differente. Il trasporto pubblico raccoglie un consenso ben più ampio, con un uso regolare da parte del (42%) dei cittadini e un livello di soddisfazione che tocca il (77%). L’auto ha un ruolo più marginale, e questo spiega almeno in parte l’adesione più convinta al bando, che raggiunge il (62%).
Ma il dato resta comunque significativo, perché mostra come l’opinione pubblica urbana stia ormai interiorizzando il legame tra traffico, qualità dell’aria e salute pubblica.
Disposti a cambiare?
Secondo Massimo Ghenzer, presidente di Areté, la survey non solo mette a confronto due modelli urbani di mobilità, ma evidenzia anche una crescente consapevolezza ambientale. “A Roma prevale l’uso dell’auto privata, anche per carenza di alternative valide - sottolinea -, mentre a Milano si afferma una mobilità integrata e soddisfacente, dove trasporto pubblico e mezzi leggeri convivono. Ma il dato più interessante riguarda la percezione del problema ambientale, che sta portando i cittadini a sostenere restrizioni che fino a pochi anni fa avrebbero trovato molta più resistenza".
Il bando dei diesel Euro 5, già in parte avviato in alcune città italiane, con provvedimenti che variano da regione a regione, sembra quindi non essere più una questione solo politica o normativa. È diventato un tema sociale, che riguarda direttamente la qualità della vita urbana e la trasformazione del concetto stesso di mobilità.
In questo contesto, la ricerca Areté offre uno spunto utile anche per chi lavora nel settore automotive. La disponibilità dei cittadini a rivedere le proprie abitudini, anche quando fortemente legate all’uso dell’auto, apre margini di sviluppo per nuove soluzioni di mobilità: dall’elettrico al car sharing, passando per una logica di mobilità intermodale che tenga conto delle diverse esigenze tra centro e periferia.
E se Milano appare già proiettata verso una gestione integrata e sostenibile degli spostamenti, Roma si conferma il terreno più complesso, ma anche quello con il maggior potenziale di trasformazione. Una città dove l’auto resta spesso l’unica opzione, ma dove la volontà di cambiare, come dimostra il dato sul diesel, non manca.
Consigliati per te
Compreremo auto cinesi, come abbiamo fatto con le giapponesi e le coreane?
Offerta Renault Clio full hybrid, quanto conviene?
Il taglio delle accise è stato prolungato, di nuovo
La nuova BMW Serie 7 che non può andare in autolavaggio
IBM e Dallara: è accordo, così l’AI accelera la progettazione
La Mazda2 Hybrid si aggiorna
Ecco chi guiderà lo sviluppo delle nuove Lamborghini