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Qual è la vera colpa delle auto diesel nella Pianura Padana

Dati alla mano, le ragioni dietro il provvedimento contro i diesel Euro 5. Che potrebbe essere rinviato ancora una volta

Perché le auto diesel sono un problema per la Pianura Padana
Foto di: Shutterstock

Il blocco alle auto diesel Euro 5, previsto in Nord Italia a partire dal 1° ottobre, non arriva all’improvviso: era già stato calendarizzato per il 2024 ed è già stato rinviato. Esattamente come un anno fa, con l’avvicinarsi della scadenza crescono le preoccupazioni – legittime – di chi quelle auto le guida ogni giorno. E tornano puntuali le polemiche, alimentate dalla politica. In prima fila c'è il ministro Salvini, che ha presentato un emendamento per rinviare nuovamente lo stop.

Si parla di circa un milione di auto diesel in circolazione tra Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, che verrebbero fermate nei comuni sopra i 30 mila abitanti, peraltro negli orari in cui ci si sposta per andare a lavorare (dalle 8:30 alle 18:30 o dalle 7:30 alle 19:30, a seconda delle regioni).

È ovvio che un provvedimento così impattante non potrà mai essere popolare, ma per discutere quali potrebbero essere le soluzioni concrete bisogna capire fino in fondo la ratio dell'iniziativa. Perché, insomma, nella Pianura Padana il Governo ha deciso di fermare proprio i diesel Euro 5?

Il peccato originale: gli ossidi di azoto (NOx)

La auto e i camion con un motore diesel emettono notoriamente due inquinanti principali per i nostri polmoni: il particolato (o polveri sottili PM10 e PM2,5) e gli ossidi di azoto (NOx). Negli anni il loro livello di emissioni si è ridotto drasticamente grazie all'adozione di filtri antiparticolato sempre più efficienti, catalizzatori speciali, SGR e altre soluzioni. L'introduzioni di queste tecnologie ha creato un divario importante fra le auto diesel omologate Euro 5 e quelle Euro 6, in particolare a livello di emissioni di NOx, gas irritanti e dannosi per l’apparato respiratorio.

Emissioni Diesel Euro 4 Diesel Euro 5
Particolato 5 mg/km 4,5 mg/km
Ossidi di Azoto (NOx) 180 mg/km 80 mg/km
Monossido di carbonio (CO) 500 mg/km 500 mg/km

Chi inquina di più?

L'obiezione più comune è che le automobili incidono sull'inquinamento della Pianura Padana in modo marginale e che per risolvere il problema bisogna intervenire su altre fonti di inquinamento come fabbriche, allevamenti di bestiame ecc.

Le cose stanno effettivamente così quando si guarda alle emissioni di particolato (PM10) nell'aria: i veicoli diesel sono tutto fuorché i principali responsabili. Ma un ruolo cruciale i mezzi di trasporto ce l'hanno quando si prendono in considerazione le emissioni di NOx, come si può notare da questi dati estratti dal rapporto Mal d'Aria 2024 di Legambiente:

Fonti di inquinamento Pianura Padana PM10/PM2,5 NOx
Agricultura e allevamenti intesivi 20 - 30% < 5%
Trasporto su strada (auto e camion) 10 - 14% 40 - 50%
Industria 15 - 20% 20 - 25%
Riscaldamento domestico e commerciale 35 - 40% 10 - 15%
Altro (es. usura freni e gomme) 5 - 10% Minore da fonti non stradali
Scarica il rapporto Mal d'Aria 2024
Traffico e smog

Il traffico all'ora di punta in una città della Pianura Padana

Chi decide cosa fare

Chiarito che il blocco dei veicoli diesel Euro 5 sarebbe effettivamente utile per ridurre le emissioni di NOx, è importante comprendere da dove arriva il provvedimento. Il Governo italiano si è mosso quasi due anni fa, imponendo alle Regioni del Nord l’obbligo di adottare "misure urgenti in materia di pianificazione della qualità dell’aria e limitazioni della circolazione stradale", tramite il Decreto Legge 121/2023.

Palazzo Chigi ha agito per evitare nuove sanzioni da parte dell’Unione Europea e, in particolare, della Corte di giustizia, che con le sentenze C-644/18 del 2020 e C-573/19 del 2022 ha già condannato l’Italia per il sistematico superamento dei limiti previsti dalle direttive europee sulla qualità dell’aria. In particolare, l’Italia è chiamata a intervenire nelle aree più critiche per ridurre sia le concentrazioni di PM10, sia i valori medi annuali di biossido di azoto (NOx).

Ora però la Lega, il partito guidato dal ministro delle infrastrutture e dei traporti Matteo Salvini, ha presentato un emendamento che prevede che ogni regione (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) possa decidere in autonomia se bloccare o meno la circolazione delle auto diesel Euro 5, posticipando di anno in anno lo stop. Il ministro dell'ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato come tutte le Regioni, Emilia-Romagna esclusa, stiano sostenendo l'idea di uno slittamento. Tanto che il Piemonte ha già annunciato rimborsi per gli automobilisti che abbiano già installato Move-In, sistema basato sulla percorrenza chilometrica che permette di utilizzare un'auto diesel Euro 5 (o precedenti) anche in zone vietate, con una soglia basata sulla distanza. 

Salvini

Il Ministro Salvini ha già proposto un altro rinvio e propone:  "compensiamo altrove, facendo più parchi"

Il problema dell'inquinamento in Pianura Padana

Il problema dell’inquinamento atmosferico nella Pianura Padana è uno dei più gravi in Europa, e affonda le sue radici in una combinazione di fattori geografici, climatici e demografici. La conformazione del territorio gioca un ruolo chiave: essendo una vasta area pianeggiante chiusa a nord dalle Alpi e a sud dagli Appennini, la circolazione dell’aria è limitata e gli inquinanti tendono a ristagnare nei bassi strati dell’atmosfera.

A questa condizione si aggiunge una densità abitativa molto elevata: con una media di 355 abitanti per chilometro quadrato, quasi il doppio rispetto alla media nazionale, la Pianura Padana è una delle zone più popolate d’Italia.

Nebbia e smog a Milano

Nebbia e smog a Milano

Anche il numero di veicoli è impressionante: nelle quattro regioni che compongono quest’area – Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto – circolano oltre 15 milioni e mezzo di automobili, pari al 38,3% dell’intero parco auto nazionale. Le condizioni climatiche non aiutano: durante l’inverno, l’alta pressione atmosferica e le inversioni termiche contribuiscono a intrappolare gli inquinanti vicino al suolo, mentre in estate il caldo e l’assenza di vento favoriscono la formazione di ozono troposferico, un altro inquinante dannoso per la salute.

Chiunque consulti una mappa della qualità dell’aria in tempo reale – come quella offerta da Google Maps – può notare facilmente come i livelli di inquinamento siano quasi sempre più elevati in questa zona rispetto al resto del Paese.

La qualità dell'aria vista da Google Maps il 12 giugno

La qualità dell'aria vista da Google Maps il 12 giugno

Foto di: Google Maps

Un blocco giusto o un blocco sbagliato?

Ha ragione chi sostiene che il diesel inquina e che vada progressivamente abbandonato per tutelare la salute pubblica. Ha ragione il Governo, quando cerca – su spinta dell’Europa – di imporre limiti alla circolazione delle auto più inquinanti in aree fragili come la Pianura Padana. Ma hanno ragione anche gli automobilisti che si ritrovano, spesso all’improvviso, a non poter più utilizzare veicoli sì anziani, ma ancora perfettamente funzionanti, usati ogni giorno per esigenze concrete.

I cambiamenti possono esserci, anzi devono esserci, specialmente quando motivati da un interesse comune. Ma devono essere pianificati e accompagnati: non basta decidere lo stop, serve una strategia che tenga insieme la transizione ecologica e il rispetto delle difficoltà economiche delle famiglie. Servono incentivi reali per chi cambia auto, strumenti di mobilità alternativi accessibili ed efficienti, esenzioni mirate per chi vive in aree meno servite o ha redditi bassi. E soprattutto, serve coerenza e chiarezza da parte delle istituzioni: rinviare all’ultimo minuto non è una politica, è solo un modo per rimandare un problema che prima o poi tornerà più grande di prima.