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Perché l'auto diesel è morta o lo sarà presto

Cosa condanna l'auto a gasolio a un inesorabile calo delle vendite in Europa, dove il parco circolante diesel è ancora al 40%

Lo stop alle auto diesel
Foto di: Shutterstock

Le auto diesel non sono ancora morte, ma di certo non godono di ottima salute, né Italia né in Europa. Nel nostro Paese le auto alimentate a gasolio hanno raggiunto una quota di mercato del 13,9% sull'immatricolato dell'intero 2024, ovvero poco più di un'auto su dieci tra quelle nuove targate.

Ancora peggio è andata nei primi tre mesi del 2025 che hanno visto la quota delle vendite di auto diesel scendere ulteriormente a un magro 9,8%, minacciate nella classifica delle alimentazioni dalle auto a Gpl che toccano il 9.2%.

Immatricolazioni Italia gennaio-marzo 2025

Alimentazione Immatricolato Quota percentuale
Ibride (MHEV + HEV) 201.453 45,0%
Benzina 118.535 26,5%
Diesel 43.820 9,8%
Gpl 41.315 9,2%
Elettriche 23.073 5,2%
Ibride plug-in (+REEV) 18.916 4,2%
Metano 0 0,0%
Idrogeno 0 0,0%

La situazione in Europa (EU+EFTA+UK) non è molto migliore per le auto diesel che nell'intero 2024 hanno visto le immatricolazioni del nuovo scendere a una quota di mercato del 10,4% contro l'11,9% del 2023. Una tendenza al costante ribasso confermata dai dati di gennaio-febbraio 2025 che riportano uno share del diesel calato ulteriormente all'8,8% del mercato e ormai insidiato dalle ibride plug-in.

Immatricolazioni Europa (EU+EFTA+UK) gennaio-febbraio 2025

Alimentazione Immatricolato Quota percentuale
Ibride (MHEV + HEV) 687.709 35,1%
Benzina 562.513 28,7%
Elettriche 330.584 16,9%
Diesel 172.758 8,8%
Ibride plug-in (+REEV) 148.156 7,6%
Altre
(Gpl, metano, etanolo, idrogeno)
57.860 3,0%

I numeri che vedete nelle due tabelle qui sopra ci dicono anche che le auto ibride ed elettriche stanno "rubando" una grossa fetta di mercato all'auto diesel, minacciate anche dalle ibride plug-in che ancora stentano a riscuotere quel successo ottenuto in altri mercati, come quello cinese.

Mercedes GLE 350de

Una Mercedes diesel plug-in hybrid

In realtà chi percorre tanti chilometri all'anno per lavoro o per piacere (più di 20/25.000 km annui) trova conveniente viaggiare con l'auto a gasolio, visti anche i consumi ridotti e le soste al distributore poco frequenti. Questi e altri vantaggi portano gli automobilisti italiani a scegliere l'auto diesel che ancora vede in vendita sul mercato 150 diversi modelli.

Perché l'estinzione del diesel è "pilotata"

Ma quali sono le cause che hanno portato la quota delle auto diesel precipitare in Italia da oltre il 55% del 2011 a un misero 8,6% di inizio 2025? Diciamo che le cause sono tante, a partire dai sempre più stringenti limiti alle emissioni allo scarico che l'Europa ha imposto per salvaguardare l'ambiente dai gas serra climalteranti e rendere più pulita l'aria che noi tutti respiriamo. Questo significa che le auto diesel, così come quelle con motore a benzina, rischiano di non essere più vendibili a partire dal 2035.

E questo nonostante la maggiore efficienza del motore diesel che nelle più recenti versioni Euro6 emette anche meno CO2 rispetto a quello a benzina. La scelta politica di osteggiare e portare all'estinzione l'auto diesel deriva anche e soprattutto dal problema delle emissioni di ossidi di azoto e particolato PM2,5 nell'aria, una realtà che colpiva soprattutto i diesel di vecchia generazione e che ha portato all'installazione massiccia di catalizzatori e impianti di additivazione come l'AdBlue che portano a far crescere i prezzi delle auto.

AdBlue, cos'è e come funziona

Un catalizzatore per motore diesel con AdBlue

Un'altra mannaia che si è abbattuta sulle auto con il solo motore a combustione interna, diesel comprese, è quella dei nuovi limiti alle emissioni di CO2 in vigore dal 2025 che le case auto dovranno rispettare entro tre anni, pena multe salate dall'Europa. Per questo i costruttori hanno iniziato da tempo a eliminare dalla loro gamma le auto diesel con motori di cilindrata ridotta, quelli cioè più difficili da "depurare". Addio alle city car e utilitarie a gasolio e spazio alle compatte, medie e grandi auto diesel con elettrificazione mild hybrid o plug-in hybrid.

Non meno importante è poi la guerra anti-diesel scatenata da alcune regioni e città europee che da diversi anni vietano la circolazione delle auto a gasolio più inquinanti, per tutto l'anno o solo in alcuni giorni. Alcuni esempi arrivano da Londra, Parigi, Roma, Copenhagen, Berlino e Monaco di Baviera e anche a Milano dal 2029 non sarà più possibile entrare in Area B e Area C con una diesel Euro 6D. A questo si aggiungono diversi "disincentivi" statali e locali alle auto diesel che non godono ormai più di alcun tipo di bonus all'acquisto o detrazioni fiscali.

Milano Area C

Milano Area C

Tutto questo si traduce in una riduzione del valore delle auto diesel usate che stanno inondando il mercato delle vetture di seconda mano, messe in vendita da chi teme di non poter più circolare nei prossimi anni.

  • Stop alle auto con motore termico dal 2035
  • Riduzione della CO2 chiesta dall'Europa dal 2025
  • Estinzione delle piccole auto diesel
  • Blocchi del traffico diesel
  • Scarsa tenuta del valore nel tempo per le auto diesel

Un grande parco circolante diesel tutto da smaltire

Al di là della vendita di nuove auto diesel, ormai ridotta a meno di un'auto su dieci, resta il tema del parco circolante che è ancora affollato di vecchie vetture a gasolio, sia Italia che nel resto d'Europa. Basti dire che in Italia, a fine 2024, le auto diesel rappresentano ancora il 40,9% del parco circolante nazionale, dietro a quelle a benzina che dominano le strade con il loro 42,0%.

Il parco circolante italiano per alimentazione (2024)

Alimentazione Parco circolante Quota percentuale
Benzina 17.057.000 42,0%
Diesel 16.602.000 40,9%
Ibride (MHEV + HEV) 2.746.000 6,8%
Gpl 2.705.000 6,7%
Metano 890.000 2,2%
Ibride plug-in (+REEV) 288.000 0,7%
Elettriche 280.000 0,7%
Mercedes OM628 4.0

Sembra un secolo fa, quando al V8 diesel Mercedes...

Audi AKF 3.3

rispondeva l'Audi V8 TDI

Un situazione non molto diversa è quella dell'Europa che vede sulle strade della Ue circolare ancora nel 2023 un 39,5% di auto diesel, seconda alimentazione dietro a quelle a benzina che rappresentano la metà esatta del parco circolante. Una fetta importante del totale che andrà a ridursi nei prossimi anni con le rottamazioni delle diesel e la crescita delle immatricolazioni di auto ibride ed elettriche.

Il parco circolante nell'Unione Europea per alimentazione (2023)

Alimentazione Quota percentuale
Benzina 50,0%
Diesel 39,5%
Ibride (MHEV + HEV) 3,2%
Gpl 2,6%
Ibride plug-in (+REEV) 2,1%
Elettriche 1,8%
Metano 0,6%
Sconosciuta 0,2%
Altre 0,1%