Suzuki Hustler, mini SUV ibrido che costa 11.000 euro
Al cambio valuta giapponese, è la kei car più furba che c'è: compatta, spaziosa, anche 4x4 e con la dotazione super completa
Ultimamente si sente parlare più spesso di e-car, cioè quella nuova categoria di veicoli che si inserirebbe tra quadricicli e automobili e che vari player, tra decisori politici e gruppi industriali, auspica per poter far ripartire il mercato dei veicoli europei e dare un'accelerata all'adozione della mobilità elettrica.
In Giappone è dal secondo Dopoguerra che esiste un segmento simile, cioè quello delle kei car. Suzuki è uno dei principali costruttori al mondo in quest'ambito e io, proprio nel Paese del Sol Levante e in particolare a Yokohama, dove l'azienda ha il suo quartiere di ricerca e sviluppo, ho potuto provare una best seller della gamma, la Hustler, che al cambio attuale - particolarmente conveniente al momento del test - costa l'equivalente di circa 11.000 euro.
Ve la racconto nel video, lasciandovi con una domanda: e se ciò di cui abbiamo bisogno, in realtà, fosse già sotto i nostri occhi?
Suzuki Hustler, stile da dura in formato mignon
La Suzuki Hustler rispetta in pieno quelle che sono le stringenti caratteristiche di una kei car per quanto riguarda le dimensioni. Queste, infatti, non possono superare i 3,4 metri di lunghezza e la Hustler, saggiamente, si ferma a 3395 millimetri. La larghezza, invece, è di 1,47 metri mentre l'altezza è di 1,68 metri.
Suzuki Hustler, la prova
La Hustler - il cui nome, tradotto, significa "imbrogliona" - sfrutta queste compatte e simpatiche proporzioni per adottare una carrozzeria da SUV, con altezza da terra di circa 18 centimetri. La versione che hi provato, poi, essendo la più avventurosa Touch Wild sfoggia all'anteriore, lateralmente e dietro, svariate protezioni attorno ai lamierati che le danno l'aria da "dura e pura". I fari tondi fanno simpatia, mentre dietro sono verticali. I cerchi, infine, sono da 15 pollici.
Suzuki Hustler, interni che non ti aspetti
Il pregio di avere una carrozzeria squadrata, si sa, è quello di poter sfruttare al meglio lo spazio. Non pensavo, però, che la Hustler arrivasse fino a tanto. Il bagagliaio è facilmente modulabile con lo schienale, diviso in due parti, che è abbattibile per creare un fondo piatto oppure scorrevole.
Suzuki Hustler, la prova
I due passeggeri posteriori - le kei car sono omologate per 4 - possono alla stessa maniera regolare lo spazio per le gambe e, con la seduta tutta arretrata, si potrebbero quasi accavallare le gambe. Ci sono pure due tavolini pieghevoli dietro gli schienali.
Suzuki Hustler, la prova
Molto razionale la plancia, che non disdegna uno schermo centrale per l'infotainment e una strumentazione parzialmente digitale ma che, allo stesso tempo, offre tantissimi tasti fisici per le più disparate operazioni. Ci sono, per esempio, la regolazione automatica del clima, l'attivazione dei sedili riscaldati, le telecamere perimetrali e i principali ADAS. A proposito di sedili, sotto a quello del passeggero anteriore c'è una comoda vaschetta rimovibile: geniale.
Suzuki Hustler, city car per eccellenza
Considerando quanto sia rilevante il segmento delle kei car in Giappone, non deve sorprendere la varietà di configurazioni disponibili per la Hustler. Si può avere con il motore aspirato o turbo, per esempio, e con ibridazione a 12 Volt. Ancora, si può scegliere con il cambio automatico oppure con il manuale e persino a trazione anteriore o integrale. E poi, come già detto, si possono scegliere delle varianti di carrozzeria, più "civili" o avventurose.
Suzuki Hustler, la prova
Quella che ho guidato io era, appunto, mossa dal tre cilindri da 660 CC, prerogativa di tutte le kei car, con il turbo, il sistema ibrido, il cambio automatico e la trazione integrale. Non che abbia potuto saggiarne le qualità approfonditamente, considerando che il test si è svolto su un circuito prestabilito e di pochi chilometri, ma comunque su strada pubblica.
Il tre cilindri, capace di erogare 63 CV, è piuttosto rumoroso e vibra parecchio, ma il sistema a 12V, che non è in grado di dare trazione alle ruote, riesce a intervenire spesso per farlo spegnere e riavviare velocemente. Morbido l'assetto, così come lo sterzo, perfetti dunque per la guida cittadina, dove tra l'altro visibilità e maneggevolezza sono ideali.
Suzuki Hustler, la prova
Alla ricerca del brio, invece, la trasmissione CVT mostra i limiti di una reattività rallentata. La velocità massima per una kei car, ad ogni modo, è di 140 km/h. Niente che possa, però, rovinare l'esperienza di una guida che, appunto, dà il meglio di sé nei contesti urbani, specie con gli spazi stretti. Guarda caso proprio come quelli delle nostri città.
Fotogallery: Suzuki Hustler, la prova
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