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La Fabbrica Blu ex-Bugatti chiede aiuto: come è potuto succedere?

L'ex fabbrica Bugatti torna protagonista della cronaca a causa di un rave abusivo, culmine di anni difficili

Fabbrica Blu Bugatti rave 2025
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Della Fabbrica Blu di Campogalliano (ex fabbrica Bugatti) non se ne parlava da un po'. Purtroppo è tornata alla ribalta della cronaca non per motivi di recupero o notizie su nuovi progetti. Anzi. Lo scorso weekend infatti i suoi spazi sono stati teatri di un rave non autorizzato, con migliaia di persone a occuparne esterni e interni. 

Francese della MotorValley

Dell'era Bugatti sotto la guida di Romano Artioli rimangono 33 EB110 SuperSport e 93 EB110 GT. Numeri esigui per una delle supercar più incredibili della storia, nate in un'altra grande eredità dell'imprenditore mantovano: la Fabbrica Blu di Campogalliano. Un luogo all'avanguardia per l'epoca, inaugurato nel 1990 dopo 3 anni di lavori.

<p>Le Bugatti EB110 alla Fabbrica Blu di Campogalliano in occasione dei 30 anni dalla sua inaugurazione</p>

Le Bugatti EB110 alla Fabbrica Blu di Campogalliano in occasione dei 30 anni dalla sua inaugurazione

A firmare il progetto l'architetto Giampaolo Benedini, a dare forma al sogno di Romano Artioli: ampi spazi, cura per il benessere dei dipendenti, soluzioni mai viste prima e quel blu ad accendere la facciata, la scritta Bugatti in bella vista. Un tempio nato nella Motor Valley, al fianco delle varie Ferrari, Lamborghini, Maserati. La storia della Bugatti la conosciamo e ora i milionari bolidi di Molsheim sono oggetti di culto, custoditi in garage di facoltosi proprietari. La Fabbrica Blu di Campogalliano invece è stata abbandonata.

Storia (troppo) breve

Cuore della Fabbrica Blu di Campogalliano era naturalmente lo spazio in cui venivano costruite le EB110, ma tanti altri luoghi ne definivano l'identità e l'unicità. Come la sala dei designer: pianta circolare con 30 metri di diametro senza colonne a sostenere il tetto, il cui disegno riprende quello della ruota della Tipo 59, una delle prime Bugatti della storia. Un miracolo di ingegneria che richiamava addetti ai lavori da tutto il mondo, ansiosi di vedere un luogo più unico che raro.

La nostra visita alla Fabbrica Blu di Campogalliano

O ancora il sistema di illuminazione artificiale, studiato seguendo la meridiana solare così da sfruttare al meglio la luce solare. Domotica anni 90, fatta da pulsanti ad azionamento manuale, ma con quei lampi di genio che mai prima di allora si erano visti.

Dalle stelle alle stalle

La storia della Fabbrica Blu dura però poco: nel 1995 Bugatti dichiara fallimento e nel 1998 il Gruppo Volkswagen lo rileva, riportando la produzione nella sede storica di Molsheim. Campogalliano si svuota e quei luoghi che hanno visto nascere la allora auto più veloce del mondo risuonano dell'eco della - breve - gloria della Bugatti italiana. Con un uomo a prendersene cura.

<p>Ezio Pavesi e suo figlio Enrico</p>

Ezio Pavesi e suo figlio Enrico

Si chiama Ezio Pavesi, storico custode che anche dopo fallimento e trasloco decide di rimanere lì, affiancato poi dal figlio Enrico. Anni e anni a vegliare sulla Fabbrica Blu, sulla sua memoria e su quegli spazi che per 5 anni hanno fatto da testimoni a un sogno, facendo anche da ciceroni per i turisti. E ospitando il debutto della Bugatti Centodieci, revival della EB110, prodotta per celebrare i 110 anni dalla nascita di Ettore Bugatti. Un'avventura durata fino al 2021, quando l'ex stabilimento cambia proprietà passando nelle mani del miliardario francese Adrien Labi, il cui progetto prevedeva la creazione di un museo e spazi per università e artigiani.

<p>La Bugatti Centodieci a Campogalliano</p>

La Bugatti Centodieci a Campogalliano

Nulla di tutto ciò ha mai visto la luce, complice anche un sequestro di 461 milioni di euro per evasione fiscale ai danni dell'imprenditore transalpino. 

Si arriva poi ai giorni nostri, con il weekend appena passato che ha visto arrivare nella Fabbrica Blu più di 5.000 persone per un rave che - stando alle immagini pubblicate da vari media locali - ne hanno vandalizzato gli spazi.

<p>Ezio Pavesi nella Fabbrica Blu di Campogalliano</p>

Ezio Pavesi nella Fabbrica Blu di Campogalliano

<p>Romano Artioli con la Bugatti EB110 nella Fabbrica Blu di Campogalliano</p>

Romano Artioli con la Bugatti EB110 nella Fabbrica Blu di Campogalliano

Un evento frutto di incuria che in 4 anni ha lasciato abbandonato a se stesso un luogo storico che, al pari di tanti altri immobili italiani, meriterebbe di più. Proprio per questo motivo l’Associazione Bugatti Automobili Campogalliano APS, nata nel 2021 per volontà della famiglia Dondi/Pavesi insieme ad ex dipendenti, imprenditori locali ed appassionati, ha lanciato una petizione per salvare la Fabbrica Blu.

Un luogo che non appartiene solo alla Motor Valley, ma che rappresenta un pezzo di Italia, di industria, di architettura e di sogno... che meriterebbe di essere di nuovo raccontata e vissuta. Tifiamo per te Fabbrica Blu!