Auto diesel Euro 5: la maggioranza dice sì al divieto
La maggior parte delle persone (55%) punta al miglioramento della qualità dell’aria
Il dibattito sulla circolazione delle auto diesel Euro 5 nei centri cittadini non è mai stato così attuale. Dopo l'analisi su Roma e Milano, una nuova instant survey di Areté ha coinvolto dieci città italiane di provincia, tra cui Ancona, Bari, Brescia, Padova e Trieste, evidenziando che il 60% dei cittadini è favorevole a limitare l’accesso ai diesel Euro 5 nei centri urbani.
La maggior parte delle persone (55%) punta al miglioramento della qualità dell’aria, il 24% alla riduzione del traffico nel centro città e il 21% al rispetto delle normative europee. Curiosamente, nonostante molti frequentino regolarmente il centro, la maggioranza ritiene che il divieto non influenzerà negativamente le proprie abitudini quotidiane.
Chi invece è contrario al divieto sottolinea due punti critici: l’effetto economico sulle famiglie, costrette a cambiare auto o a ricorrere a soluzioni più costose, e la convinzione che la misura abbia un impatto limitato sulla qualità dell’aria.
L’auto resta indispensabile nelle città di provincia
I dati della survey rivelano una realtà interessante: nelle città con meno di 250.000 abitanti, l’auto è ancora il mezzo di trasporto principale. Il 67% degli intervistati usa abitualmente l’auto, mentre solo il 12% si affida ai mezzi pubblici e un altro 12% si muove principalmente a piedi. La micro-mobilità, tra bici e e-bike, riguarda appena l’8% dei cittadini.
A spingere verso l’uso dell’auto non sono solo comodità o abitudine: il 54% indica la velocità negli spostamenti come motivazione principale e il 29% sottolinea la scarsa qualità o disponibilità dei mezzi pubblici. Solo il 36% del campione si dichiara soddisfatto dei servizi di trasporto collettivo.
Uno sguardo al futuro della mobilità urbana
Nonostante la predominanza dell’auto, cresce la consapevolezza che nuove soluzioni siano necessarie. La survey dedicate alle province, realizzata dopo quella su Roma e Milano, indica che, in prospettiva, l’uso dei mezzi pubblici dovrebbe aumentare al 24%, mentre bici ed e-bike passerebbero dal 5% al 9%.
Massimo Ghenzer, presidente di Areté, commenta: “Nelle città di provincia, l’auto resta protagonista non per scelta ma per mancanza di alternative rapide ed efficaci. Servizi come car sharing e car pooling sono marginali: solo 1 cittadino su 100 usa il primo, mentre il secondo è stato sperimentato dal 12%”.
In sostanza, il divieto agli Euro 5 diesel potrebbe essere ben accolto dai cittadini, ma resta evidente che l’auto continua a essere indispensabile nelle città medio-piccole italiane. La sfida per i prossimi anni sarà quindi duplice: migliorare i trasporti pubblici e offrire alternative credibili, senza lasciare gli automobilisti senza opzioni pratiche.
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