Kia Stonic (2026), perché è diversa dagli altri SUV da città
È ibrida, ha il cambio automatico, ha una garanzia di 7 anni e lo spazio è a prova di città. Il prezzo? Competitivo
Un’auto da città deve avere delle caratteristiche ben precise: dimensioni esterne giuste, non deve essere né troppo grande - altrimenti non si parcheggia -, né troppo piccola, deve essere comoda e sfruttare bene lo spazio, avere la giusta tecnologia e un motore ibrido magari con cambio automatico.
La nuova Kia Stonic è un modello interessante perché raccoglie tutti questi elementi offrendoli a un prezzo competitivo e al tempo stesso si guida bene e consuma il giusto. Adesso vi spiego perché è diversa dalla maggior parte dei SUV compatti sul mercato: cliccate sul video qui sopra in copertina se volete vederla "dal vivo" in ogni dettaglio!
Misure e "funzionalità" a prova di città
La Kia Stonic è lunga meno di 4,2 metri per cui si inserisce in quella categoria che viene definita dei B-SUV, auto cittadine ma abbastanza grandi da poter viaggiare. Nonostante sia un restyling ha voltato decisamente pagina rispetto al passato ereditando il design già introdotto sulle Kia più grandi, uno stile moderno e a tratti aggressivo caratterizzato da forme squadrate e muscolose. Un’estetica d’impatto che convince subito soprattutto davanti, con la firma luminosa a forma di L rovesciata che anche di notte rende caratteristico lo sguardo.
Stiamo parlando di un crossover, non di un SUV, ma ci sono comunque una serie di elementi che richiamano al mondo del fuoristrada: i passaruota sono in plastica, sul tetto ci sono i mancorrenti e sia davanti che dietro troviamo un accenno di skid, con i paraurti dalla particolare linea geometrica. L’estetica ovviamente è soggettiva ma di oggettivo qualcosa c’è, la funzionalità, soprattutto quando si parla di guida in città: l’altezza da terra è superiore rispetto a quella di una normale segmento B, gli sbalzi sono ridotti e la posizione di guida è molto regolabile.
Come è fatta dentro
L'ambiente della Kia Stonic 2026 è arioso e luminoso grazie ai grandi finestrini ed è ottima l’organizzazione generale con vani portaoggetti di diverse dimensioni sparsi qua e là a portata di mano. In alto sulla plancia ci sono i due grandi display di strumentazione e infotainment con il sistema che è connesso alla rete e compatibile con Apple CarPlay e Android Auto (anche se solo via cavo). Ottimo che la climatizzazione poi sia separata, il che la rende più comoda da gestire durante la guida
Capitolo spazio: davanti due adulti viaggiano comodi e dietro vale lo stesso discorso. Per avere un riferimento, considerate che io supero il metro e 90 di altezza e non ho problemi né per la testa né per le ginocchia. E volendo si può viaggiare anche in cinque perché il tunnel centrale è praticamente piatto. Non da record ma comunque ben organizzato invece il bagagliaio, con la cappelliera che può scorrere parallela ai sedili quando si viaggia per sfruttare al massimo lo spazio in altezza.
Si guida bene e ha tutti gli ADAS
Con queste dimensioni e caratteristiche la Stonic si trova perfettamente a suo agio in città. Uno dei meriti è della forma della carrozzeria, più squadrata rispetto a prima, che permette una miglior percezione degli ingombri. Si percepisce esattamente dove finisce e in generale si ha sempre una buona visibilità dato che le superfici vetrate sono ampie. Ma non solo, la linea di cintura è bassa e gli specchietti grandi ci mettono del loro.
Giusto dietro si ha qualche problema nelle immissioni perché il montante è massiccio per cui di ¾ la visuale è leggermente limitata. Per le manovre a bassa velocità però di serie i sensori sia dietro che davanti e anche la retrocamera, una dotazione che su auto di questa categoria spesso o non è così completa o è a pagamento.
Kia Stonic (2026), la prova di Motor1.com
Uno dei punti di forza della Stonic è la dotazione di sicurezza perché sono sempre di serie gli ADAS di base per cui il cruise control, il mantenitore attivo della corsia e anche il sensore che avverte quando c’è un’altra auto nell’angolo cieco. Si fa ancora più importante poi - è sempre tutto di serie, non bisogna aggiungere nulla - sulla versione con cambio automatico dove si aggiungono il cruise adattivo e il sistema di frenata automatica che riconosce anche i ciclisti e i pedoni.
La cosa che mi è piaciuta di più è stata la sinergia tra questi sistemi, con la Stonic che è precisa sia nel mantenere la corsia senza "effetto ping pong" tra le linee, sia nella gestione della distanza dall’auto davanti. Tanta roba considerando il segmento e quanto offre la concorrenza.
Dando un’occhiata al listino della Stonic, la motorizzazione più interessante è sicuramente la mild hybrid che si può scegliere sia con il cambio manuale a sei marce sia con un automatico a 7 che in città è più comodo e, avendo un rapporto in più, permette di tenere più bassi i giri del motore alle alte velocità a vantaggio del comfort acustico.
È una trasmissione che ci mette del suo nell’elevare l’auto rendendola più godibile alla guida perché è precisa e abbastanza fluida nel giocare con i rapporti. Si avverte giusto un po’ di trascinamento ogni tanto ma nulla di fastidioso. Il motore è un 1.0 turbo benzina a tre cilindri da 115 CV abbinato a un modulo elettrico che dà una mano sia in accelerazione compensando i vuoti di coppia del termico sia in recupero dove permette al benzina di spegnersi in situazioni specifiche. Così l’auto veleggia e consuma di meno.
Kia Stonic (2026), la prova di Motor1.com
Non bisogna aspettarsi prestazioni straordinarie e vibra un po’ ma è ben insonorizzato e la timbrica tipica del tre cilindri si sente solo a giri molto elevati. In generale poi la Stonic si guida bene, ha un assetto equilibrato che è un buon compromesso perché è morbido il giusto sulle buche e al tempo stesso non è cedevole quando si alza il ritmo alla guida. Il rollio in curva e il beccheggio in frenata si avvertono ma nulla che dia fastidio e, anzi, permettono di percepire con chiarezza quello che effettivamente l’auto può fare.
Il freno poi è modulabile mentre lo sterzo non è particolarmente preciso con un vuoto abbastanza accentuato al centro. È sempre molto leggero, e questo è sicuramente un bene in città dato che le manovre si fanno con un dito. Se lo si vuole più corposo però nessun problema perché basta premere il tasto drive mode qui sul volante per cambiare modalità di guida. Sono tre, Eco, Normal e Sport, e oltre ad agire sul carico dello sterzo intervengono sulla risposta dell’acceleratore. In Sport la macchina è più briosa, in Eco invece più rilassata.
Quanto consuma e quanto costa
Ma quanto consuma quindi la Kia Stonic mild hybrid? Il piccolo 1.0 turbo si è dimostrato parco in tutte le situazioni: in città si fanno tranquillamente 14 km al litro, che salgono quasi a 20 in extraurbano e si assestano sui 15 in autostrada, percorrenze ottenute con uno stile di guida disinvolto, non particolarmente attento e con gomme invernali.
| Consumo | Autonomia stimata | |
| Città | 14 km/litro | 630 km |
| Autostrada | 15 km/litro | 675 km |
| Extraurbano | 20 km/litro | 900 km |
Per quanto riguarda i prezzi, il listino della Stonic 2026 parte da meno di 23.000 euro per la 1.0 a tre cilindri a benzina non ibrida da 100 CV. Per la mild hybrid di questa prova ne servono poco più di 26.000 di partenza, con questa motorizzazione che è l’unica che per 1.500 euro in più può essere scelta con il cambio automatico.
Come da tradizione Kia poi la dotazione di serie è ottima: ci sono gran parte degli ADAS, i sensori di parcheggio davanti e dietro, l’infotainment da oltre 12”, la retrocamera, i fari a LED e i cerchi in lega da 16". Prezzi a parte, la Stonic è interessante anche per la garanzia: 7 anni o 150.000 km.
Fotogallery: Kia Stonic (2026), la prova di Motor1.com
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