Kia Stonic (2026), perché comprarla e perché no
È un B-SUV compatto ma spazioso, dalla buona tecnologia e con un prezzo d'attacco allettante. Si può avere anche ibrido e automatico
Se cercate un crossover compatto, spazioso il giusto e che non costi una fortuna, dovreste prendere in considerazione la Kia Stonic. Con l’ultimo aggiornamento si è evoluta nello stile sia fuori che dentro, l'impostazione adesso è quella più squadrate delle sorelle maggiori, e nella tecnologia, in particolare nell'infotainment e nella dotazione ADAS.
Per quanto riguarda i motori si può avere sia a benzina che ibrida, quest'ultima con cambio automatico a doppia frizione. Scopriamola insieme quindi in questo Perché Comprarla, vediamo quali sono i pregi e i difetti, come va e quanto consuma.
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Dimensioni | Interni | Guida | Consumi | Prezzi
Pregi e difetti
| Ci piace | Non ci piace |
| L'abitacolo è spazioso | Apple CarPlay e Android Auto solo via cavo |
| Si guida bene | Il bagagliaio è più piccolo della media della categoria |
| Dotazione di serie | Ergonomia plancia climatizzatore |
Il mercato dei crossover compatti è florido e si tratta di una categoria che, per motivi evidenti, rappresenta un ottimo compromesso. La Kia Stonic può fare da seconda auto per una famiglia alla ricerca di una macchina poliedrica, oppure anche da prima per una coppia al massimo con un figlio che abita in città e che deve fare i conti tutti i giorni con problemi di parcheggio.
Kia Stonic (2026), il posteriore
Le dimensioni, il prezzo e la tecnologia corrispondono a questo identikit, con questa piccola Kia che punta sulla razionalità e sulla praticità per porsi come alternativa concreta ai brand europei. Qualche dettaglio potrebbe essere migliorato, ma nulla su cui alla fine non si possa chiudere un occhio tenendo conto del prezzo. Che non è basso in senso assoluto, ma è competitivo rispetto alla concorrenza.
Dimensioni, bagagliaio e spazio
Partiamo dalle dimensioni: la Kia Stonic è un crossover compatto lungo poco meno di 4 metri e 20, largo meno di 1 e 80 e alto circa 1 metro e mezzo per cui è perfettamente a misura di città. Lo spazio dentro è abbondante mentre il bagagliaio è leggermente più piccolo della media della categoria. Parte da circa 350 litri di capacità minima, da 330 invece se si sceglie tra gli optional il ruotino di scorta.
Il vano è abbastanza regolare nelle forme se non fosse per una leggera pendenza che mangia un po’ di spazio quando si viaggia a pieno carico. Sotto c’è un grande doppiofondo in parte occupato su questa versione mild hybrid, dalla batteria del sistema ibrido, e peccato che quindi non entri la cappelliera quando la si toglie. È comoda però la possibilità di sfruttare lo spazio in altezza facendola scorrere su due guide e posizionandola parallela agli schienali. Per l'organizzazione generale ci sono un gancio, una serie di anelli, una piccola tasca e i sedili posteriori possono essere abbattuti in configurazione 60-40.
Kia Stonic (2026), il bagagliaio
Per essere una segmento B, dietro si sta piuttosto comodi. Io sono alto oltre 1 metro e 90 e ci sto giusto giusto sia con le ginocchia che con la testa. Anche al centro si sta bene grazie al tunnel poco ingombrante e qui ci sono anche due prese di ricarica USB C. Mancano però le bocchette dell’aria.
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Le misure |
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Fuori |
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Lunghezza |
4,16 metri |
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Larghezza |
1,76 metri |
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Altezza |
1,52 metri |
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Passo |
2,58 metri |
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Dentro |
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Bagagliaio |
332 - 352 / 1.135 - 1.155 litri |
Plancia e comandi
Con l’ultimo aggiornamento, l’impostazione della plancia della Kia Stonic è cambiata radicalmente e ora è la stessa delle Kia più costose. In più, sappiamo bene che un’auto da città deve essere pratica, focus pienamente centrato dai designer nell’elaborazione degli interni. L’abitacolo è spazioso e ben rifinito - è vero che i materiali di rivestimento sono tutti rigidi ma nel complesso non stonano - e con tocchi più high tech come l’illuminazione ambientale che corre a tutta larghezza, il pannello superiore che accoglie i due grandi display e la piastra per ricaricare ad induzione lo smartphone vicina a tre prese di ricarica, due USB e una 12V.
Kia Stonic (2026), la plancia
La gestione degli spazi poi è ottima: al centro, oltre al vano sotto al bracciolo che è profondo ma abbastanza stretto, ci sono due portabicchieri e una serie di piccoli vani. Il cassetto davanti al sedile del passeggero è nella media e lo stesso discorso vale per le tasche delle portiere.
Come va e quanto consuma
Con meno di 4,2 metri di lunghezza la Stonic è perfetta per la città. Trovare parcheggio è facile e la stessa cosa vale per le manovre considerando che di serie ci sono i sensori davanti e dietro e anche la retrocamera che è vero che non ha una grande risoluzione ma è una dotazione che non si trova spesso in questo segmento. La posizione di guida poi è rialzata e permette una buona visibilità insieme alle superfici vetrate ampie e agli ingombri regolari della carrozzeria.
Kia Stonic (2026), la prova su strada
La motorizzazione più interessante a listino è sicuramente la mild hybrid che essendo omologata ibrida può in molte città parcheggiare gratis sulle strisce blu. Si può scegliere sia con il cambio manuale a sei marce sia, come in questo caso, con un automatico a 7 che è sempre abbastanza fluido, giusto a freddo si avverte un po’ di trascinamento, e nel traffico è molto comodo.
Sotto il cofano c’è un 1.0 turbo benzina a tre cilindri da 115 CV abbinato a un modulo elettrico che dà una mano in accelerazione. L’intervento però non si sente tanto quando si spinge quanto più in rilascio dove permette al termico di spegnersi così da far veleggiare la macchina che si muove per inerzia e, quindi, consuma di meno. In generale è un motore che come tanti altri tre cilindri vibra un po’ ma è comunque ben insonorizzato anche a velocità autostradali dove si avvertono il giusto i fruscii aerodinamici e il rotolamento delle gomme.
Dinamicamente è un’auto molto neutra, equilibrata, che si guida bene perché l’assetto è morbido ma non troppo, per cui non galleggia, ma al tempo stesso è rigido il giusto per essere composta in curva e non fastidiosa sulle buche. Rollio e beccheggio ci sono ma va bene dato che stiamo parlando pur sempre un B-SUV. E anche lo sterzo è un buon compromesso. Uno degli elementi migliori secondo me è il freno che di solito sulle auto elettrificate è l’elemento più difficile da tarare: in questo caso restituisce un bel feedback ed è anche ben modulabile il passaggio tra frenata rigenerativa e meccanica
Kia Stonic (2026), la prova su strada
Su questa versione ben accessoriata poi c’è anche la possibilità di cambiare modalità di guida attraverso un tasto sul volante. Ce ne sono tre: la Eco è quella più conservativa, addolcisce la risposta dell’acceleratore e serve per consumare di meno. La Normal è quella standard mentre la Sport è la più briosa, quella giusta se serve potenza per un sorpasso o si vuole alzare il ritmo tra le curve.
Per quanto riguarda i consumi, in città abbiamo percorso 14 km con un litro di benzina. In autostrada a velocità di codice se ne fanno circa 15 mentre in extraurbano si sfiorano i 20. Il tutto per una media di poco più di 16 km/litro che corrispondono a circa 6,2 litri ogni 100 km.
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Versione provata |
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Motore |
1.0 turbo benzina mild hybrid |
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Potenza |
115 CV |
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Coppia |
172 Nm |
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Cambio |
Automatico a 7 marce |
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Trazione |
Anteriore |
Prezzi e concorrenti
La Kia Stonic ha un prezzo di listino che parte da poco meno di 23.000 euro per la 1.0 a tre cilindri a benzina da 100 CV. Per la mild hybrid di questa prova ne servono poco più di 26.000, con questa versione che è l’unica che per 1.500 euro in più può essere scelta con il cambio automatico. Sono due gli allestimenti con una differenza tra loro tra i 2 e i 3.000 euro a seconda della motorizzazione scelta. Infine, come da tradizione Kia la garanzia è di 7 anni o 150.000 km.
Kia Stonic (2026), il dettaglio del cerchio
Sfogliando i listini, si nota subito come siano veramente tanti i B-SUV sul mercato sia a benzina che ibridi, con la Stonic che però si difende bene ed è competitiva grazie al suo prezzo d’attacco. Tra le possibili alternative ci sono la Jeep Avenger, che però è un po’ più piccola, oppure la Fiat 600, l’Alfa Romeo Junior, la Opel Mokka e la Hyundai Bayon. C'è poi la Volkswagen T-Cross che è un po’ più grande, mentre tra le full hybrid sono interessanti la Toyota Yaris Cross e la Suzuki Vitara.
Fotogallery: Kia Stonic (2026), la prova di Motor1.com
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