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Il ritorno della Golf GTI più strana di sempre

Per i 50 anni della sigla GTI, Volkswagen riporta alla ribalta il concept da 503 CV nato per Gran Turismo 6 e mai entrato in produzione

Volkswagen Golf GTI Roadster del 2014
Foto di: Volkswagen

Volkswagen celebra i 50 anni della sigla GTI riportando l’attenzione su una delle interpretazioni più estreme mai associate alla compatta sportiva per eccellenza.

Dopo aver rispolverato la spettacolare Golf con motore W12, la Casa di Wolfsburg torna a parlare della Volkswagen Golf GTI Roadster, prototipo nato nel 2014 come esercizio digitale per Gran Turismo 6 e poi trasformato in un’auto reale.

Un omaggio radicale alla storia GTI

Nel corso dei decenni la sigla GTI è comparsa anche su modelli diversi dalla Volkswagen Golf, come Polo, Lupo e up!, ma è con la compatta tedesca che ha costruito la propria reputazione fin dal 1976. Nel tempo non sono mancate varianti particolari, dalla Volkswagen Scirocco GTI a un prototipo di Volkswagen Passat GTI, ma la Roadster rappresenta un caso a parte.

Per il 2026 il prototipo viene riproposto in una nuova colorazione verde, un chiaro richiamo alla tinta Dark Moss Green Metallic scelta per la Volkswagen Golf GTI Edition 50. Rispetto alla GTI di serie, tradizionalmente fedele a uno stile sobrio e riconoscibile, la Roadster stravolge ogni riferimento: niente tetto, niente sedili posteriori e una carrozzeria completamente ridisegnata.

Volkswagen Golf GTI Roadster del 2014

Volkswagen Golf GTI Roadster del 2014

Foto di: Volkswagen

I montanti posteriori diventano un roll-bar a vista, le portiere si aprono verso l’alto e le prese d’aria, insieme all’ala posteriore di grandi dimensioni, avvicinano più il mondo delle supercar che quello delle compatte sportive. Un esercizio di libertà progettuale, senza vincoli produttivi, persino più audace della Volkswagen BlueSport, rimasta anch’essa allo stadio di prototipo.

Tecnica da supercar, non da compatta

Sotto la carrozzeria, la Roadster conserva l’impostazione con motore anteriore e il cambio automatico DSG a doppia frizione a sette rapporti, ma per il resto rompe con la tradizione. Se la GTI è sempre stata a trazione anteriore, qui viene adottata la trazione integrale 4Motion, soluzione tecnica simile a quella della Volkswagen Golf R. Una scelta che cambia radicalmente il carattere dell’auto.

Il motore è un V6 3.0 biturbo da 503 CV e 560 Nm di coppia, con la potenza scaricata su cerchi da 20 pollici a fissaggio centrale. Le prestazioni dichiarate parlano di un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi e di una velocità massima di 309 km/h.

Numeri che la rendono persino più rapida sullo scatto rispetto alla Golf W12 a trazione posteriore, sebbene quest’ultima raggiunga una punta superiore di 325 km/h. Nonostante l’assenza del tetto, il peso non è contenuto: 1.421 kg, complice la presenza della trazione integrale, del sei cilindri e di componenti maggiorati come l’impianto frenante e gli pneumatici da 20 pollici, con misure differenziate tra anteriore e posteriore.

Fotogallery: Volkswagen Golf GTI Roadster (2014)