La nuova Mazda MX-5 nascerà anche grazie agli italiani
Roberto Pietrantonio, AD Mazda Italia, ci ha parlato del suo sviluppo, delle novità in gamma e di Ferrari Luce
Icona senza tempo e simbolo del piacere di guida, la Mazda MX-5 si avvia verso una nuova generazione che, pur essendo ancora lontana (dovremo aspettare ancora un paio d'anni), prende forma già oggi grazie anche al confronto diretto con gli appassionati, persino in Italia.
È da qui che sono partita per intervistare Roberto Pietrantonio, Amministratore Delegato di Mazda Motor Italia, con cui ho approfondito i temi centrali del presente e del futuro del marchio: dall’evoluzione della spider alle strategie sui modelli freschi di Model Year come la CX-60 o la CX-80, passando per il ruolo del mercato italiano in un contesto complesso come quello attuale.
Abbiamo anche parlato di Ferrari e della vicenda legata al nome "Luce".
chi è
Roberto Pietrantonio
Roberto Pietrantonio lavora nel settore automotive da quasi 30 anni. Ha iniziato la sua carriera in Fiat per poi passare nel 2003 in Mazda Motor Italia, dove ha ricoperto diversi ruoli, occupandosi in particolare per molti anni della comunicazione aziendale. Nel 2016 è stato nominato Managing Director.
Per la nuova MX-5 dovremo aspettare, può anticiparci qualcosa sul suo sviluppo?
Posso dire che recentemente una delegazione di ingegneri giapponesi è stata in Italia per incontrare le community della MX-5. È un approccio molto coerente con la filosofia Mazda: ascoltare direttamente gli appassionati. Siamo fortunati ad avere gruppi di clienti estremamente coinvolti, che hanno fornito feedback preziosi ai nostri ingegneri, già al lavoro sul futuro della nostra icona.
La nuova Mazda MX-5 immaginata da Motor1.com
Quindi anche gli appassionati italiani vengono ascoltati?
Assolutamente sì. In Europa, Italia, Germania e Regno Unito sono tra i mercati più importanti per la MX-5.
Durante questi incontri vengono raccolti dati strutturati?
Sì, a seconda del contesto e degli interlocutori. Gli ingegneri raccolgono informazioni organizzate, anche grazie al supporto del team italiano. La MX-5 è un’auto globale e il confronto coinvolge clienti di tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Australia. Tuttavia, emerge un elemento comune: la volontà di preservare il DNA della vettura. Come dico spesso, anche quando le auto voleranno, la MX-5 continuerà a far sorridere chi la guida.
Possiamo dire che le Mazda nascono "dal basso"?
Sì, Mazda mette al centro l’uomo e la passione per l’automobile. L’interazione con i clienti è fondamentale: non si basa solo sui dati, ma anche su un confronto diretto e umano. Lo abbiamo visto con la CX-60: gli aggiornamenti, anche nel design, derivano dai feedback degli utenti.
Mazda CX-60 (2026)
Com'è cambiata la CX-60 MY 2026?
È la terza evoluzione dal lancio del 2022. Segue il principio giapponese del Kaizen, ovvero il "miglioramento continuo", basato sull’esperienza di migliaia di clienti. Per il 2026 siamo intervenuti soprattutto su dinamica di guida, sospensioni e sterzo, per migliorare il bilanciamento tra sportività e comfort. Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza di guida che migliori con il tempo, coerente con il piacere di guida tipico di Mazda. Questo risultato nasce da un approccio olistico che integra design, telaio, motore ed elettronica.
Abbiamo anche migliorato la silenziosità con doppi vetri anteriori e interventi sull’isolamento del vano motore. Sul fronte sicurezza, già ai massimi livelli, abbiamo introdotto un sistema che in caso di incidente mette in sicurezza l’auto e facilita i soccorsi.
Mazda CX-60 (2026), gli interni
Parliamo di motori: a chi si rivolgono le diverse soluzioni?
Il diesel è ideale per chi percorre molti chilometri e cerca efficienza senza rinunciare a prestazioni e comfort. Il plug-in hybrid, invece, è perfetto per chi può sfruttare l’elettrico nei tragitti quotidiani e avere un motore termico per i viaggi più lunghi.
Il diesel 3.3 sei cilindri mild hybrid è compatibile con carburanti HVO, che possono ridurre le emissioni di CO2 fino al 77%. Il plug-in, invece, è il modello stradale più potente mai prodotto da Mazda.
Mazda CX-60 MY 2026, la prova di Motor1.com
Com'è nato il nuovo colore?
Fa parte della gamma di vernici Takumi Nuri, introdotta con il Rosso Soul, colore simbolo del design Mazda. Si tratta di finiture ispirate alla tradizione artigianale giapponese dei maestri “Takumi”, ma realizzate con tecnologie industriali avanzate.
La particolare struttura a triplo strato, con livelli traslucidi e trasparenti, crea profondità e giochi di luce che esaltano le linee della carrozzeria. Il risultato è un effetto dinamico: colori come il Rosso Soul Crystal o il Machine Grey cambiano aspetto a seconda della luce e dell’ambiente, valorizzando il design essenziale tipico di Mazda e rendendolo sempre diverso e più espressivo.
Quest'anno ci sarà un aggiornamento anche per la CX-80?
Sì, la CX-80 segue un percorso parallelo alla CX-60. È più lunga, arriva quasi a 5 metri, e può avere tre file di sedili, quindi si rivolge a famiglie numerose o a chi ha esigenze di spazio maggiori. Anche qui gli aggiornamenti che vedrete derivano dai feedback dei clienti.
Quanto conta il mercato italiano e cosa vi aspettate dal 2026?
L’Italia è un mercato chiave. I modelli CX-30 e CX-5 sono molto importanti, con quest’ultima appena arrivata alla terza generazione. Tuttavia, non ci aspettiamo una crescita significativa del mercato nel 2026, anche a causa del contesto economico.
Per Mazda, però, prevediamo una crescita grazie ai nuovi modelli, come la CX-6e elettrica, che ha già suscitato interesse. Resta però la sfida della diffusione dell’elettrico in Italia, ancora indietro rispetto ad altri Paesi.
Mazda CX-6e (2026)
Nelle scorse settimane si è parlato molto della vicenda Mazda-Ferrari Luce, cosa può dirci?
Ho due considerazioni da fare. La prima riguarda il legame tra Mazda e l’Italia: è una relazione storica, testimoniata anche da modelli del passato con nomi italiani e da collaborazioni con designer del nostro Paese. Questo ha contribuito a rendere Mazda un marchio unico nel panorama giapponese, con un’identità stilistica ben distinta.
Per quanto riguarda la vicenda, come avete già scritto, non è successo nulla: non c’è mai stato alcun conflitto. Anzi, per un marchio come Mazda, che ha nella passione per l’automobile la propria ragion d’essere, Ferrari rappresenta un punto di riferimento naturale. C’è sempre stata grande stima reciproca e anche in Italia il rapporto tra i due brand è stato positivo. La situazione si è quindi chiusa con serenità, senza alcun motivo di tensione.
Fotogallery: Mazda CX-60 (2026), la prova su strada
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