DNA da corsa, comfort da viaggio: la DS N°7 tra le strade di Monaco
Nel cuore di Monaco per capire come la Formula E ha influenzato la nascita della nuova DS N°7
Ripercorrendo i dodici anni di storia della Formula E, è impossibile non imbattersi nel nome DS Automobiles. Il marchio francese è stato uno dei grandi protagonisti della serie, e ancora oggi rimane tra i team più vincenti della categoria completamente elettrica. Ma il successo in questo campionato non si misura soltanto con le vittorie, bensì con ciò che si riesce a trasferire dalla pista alla strada.
L’esperienza di DS, che sin dalla Gen1 ha sviluppato un proprio powertrain nella fabbrica di Satory, in Francia, ha permesso di testare e far evolvere sul campo competenze non solo hardware ma anche software. Un know‑how che nel tempo si è riversato direttamente nel mondo stradale, trovando applicazione concreta nei vari modelli prodotti dalla Casa transalpina.
Il legame tra pista e strada
“Abbiamo condotto anche studi indipendenti che mostrano come i fan della Formula E conoscano meglio DS e riconoscano DS come un marchio di elettromobilità più del pubblico generale. Crediamo che partecipare a questo campionato abbia davvero aiutato”
ci ha spiegato Leo Thomas, direttore Stellantis Motorsport e responsabile del programma Formula E.
Tra la pista e la strada esiste quindi un legame e questa connessione è alla base anche della DS N°7, il SUV compatto premium che sarà prodotto nello stabilimento di Melfi e debutterà nell’ultimo trimestre del 2026. Una vettura che si pone un obiettivo ambizioso: coniugare la sportività con una silhouette elegante e dinamica, mantenendo quello stile distintivo che da sempre caratterizza le creazioni di DS.
Ed è per questo che non poteva esserci occasione migliore per vederla in azione a Monaco. A Monte Carlo, del resto, DS gioca quasi in casa, non solo per una questione geografica, ma anche per l’affinità elettiva. Il Principato è un luogo in cui l’auto è sempre stata qualcosa di più di un semplice mezzo di trasporto, diventando un linguaggio di eleganza ed esclusiva che si intreccia con il mondo delle corse.
L'arte di imparare
Anche la Formula E, in questo senso, rappresenta un laboratorio ideale dove sperimentare soluzioni che poi trovano spazio sulle vetture stradali. La DS N°7, mostrata proprio nel weekend dell’ePrix, nasce esattamente da questo incrocio che fonde “l’arte del viaggio”, che nel si traduce in interni curati e delle soluzioni di comfort premium, a quel carattere sportivo che sa tirare fuori quando si cambia il DNA di una macchina che parte delle sue radici nell’esperienza delle corse.
DS N°7
DS N°7, gli interni
Perché dalla Formula E, oggi più che mai, si impara davvero. È una categoria che vive su due binari paralleli: da un lato la competizione pura, dall’altro lo sviluppo tecnologico che deve tradursi in benefici concreti per il mondo stradale. Qui efficienza e software non sono semplici parole chiave, ma vere e proprie ossessioni quotidiane. A differenza della Formula 1, in Formula E esiste una libertà totale sul fronte dei controlli, delle strategie e dello sviluppo dei software dedicati alla gestione dell’elettrico.
Le foto della DS N°7 al Gran Premio di Formula E di Monaco
“Al di fuori della Formula E, il legame con il mondo stradale è diventato sempre meno intenso. Perché in Formula 1, dal circuito alla strada, ormai non ci sono più esempi concreti. In passato sì, conosciamo tutti la storia dei dischi freno di Le Mans e casi simili. Oggi è sempre meno così, a meno che tu non stia lavorando in Formula E”
ha dichiarato Thomas, aggiungendo.
“Perché l’architettura su cui lavoriamo, ossia il motore, l’inverter e altri componenti, è molto simile a quella delle auto stradali. Quindi siamo davvero in grado di realizzare un trasferimento tecnologico concreto tra la Formula E e le vetture di serie. Un esempio pratico è il controllo dell’inverter. La gestione dello switching e del motore utilizza esattamente la stessa tecnologia. Ciò che qui ci permette di ottenere maggiore efficienza, sulle auto stradali si traduce in più autonomia”.
Le foto della DS N°7 al Gran Premio di Formula E di Monaco
Mettere il freno giusto
E quale ambiente migliore per raccontarlo se non sfrecciando direttamente tra le stradine del Principato chiuse al traffico? È qui che Bruno Correia, che in Formula E è conosciuto per essere il pilota ufficiale della Safety Car, ci ha accompagnato in un giro sulla DS N°7, offrendo un assaggio concreto del lavoro fatto dal marchio francese.
Non è un singolo giro a restituire ogni sfumatura della vettura, ma c’è un elemento che Correia ha voluto evidenziare: l’efficacia della frenata rigenerativa. Non solo per la quantità di energia recuperata, ma per la modalità con cui avviene. La decelerazione è decisa quando si arriva da alte velocità, ma non diventa mai brusca, mantenendo sempre una buona modulazione.
Allo stesso modo, pur essendo un SUV compatto, la DS N°7 si mostra composta nei cambi di direzione. Il trasferimento di carico non è mai troppo aggressivo per chi è a bordo, contribuendo al comfort generale e alla sensazione di controllo. È un equilibrio che riflette bene la filosofia DS: prestazioni sì, ma senza rinunciare a quell’idea di viaggio fluido e confortevole che il marchio francese considera parte del proprio DNA.
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