Auto aziendali, cambia ancora il calcolo dei fringe benefit
Il Decreto Omnibus riscrive le regole dal 2026 e punta a semplificare la tassazione delle auto concesse ai dipendenti
Rendere il sistema più semplice e uniforme a partire dal periodo d’imposta 2026, superando alcune delle situazioni più complesse emerse negli ultimi mesi. In questa direzione si muove il Decreto Omnibus, che interviene ancora una volta sulla disciplina fiscale delle auto aziendali concesse ai dipendenti in uso promiscuo, cioè utilizzate sia per l’attività lavorativa sia per esigenze personali.
Il provvedimento si inserisce in un percorso già avviato con la Legge di Bilancio 2025 e successivamente chiarito dall’Agenzia delle Entrate, andando a ridefinire le modalità con cui si calcola il valore del fringe benefit.
Meno eccezioni e regole più lineari
La novità principale riguarda l'abbandono di una parte delle distinzioni che avevano caratterizzato la normativa più recente. Fino a oggi, infatti, il trattamento fiscale poteva cambiare in base alla data di ordine, immatricolazione e consegna del veicolo, generando numerosi casi particolari.
Con il nuovo intervento normativo il riferimento diventa soprattutto la tipologia di alimentazione dell'auto. Restano quindi le percentuali agevolate per le elettriche e ibride plug-in rispetto ai modelli con motore tradizionale, ma viene meno il peso di molte differenze temporali che avevano complicato il lavoro di aziende e consulenti.
La base di calcolo continua a essere legata a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri annui e ai costi chilometrici pubblicati dall'Automobile Club d'Italia, l'ente che elabora i valori di riferimento utilizzati per numerosi aspetti della fiscalità automobilistica.
Più attenzione all'età dell'auto e agli optional
Le nuove disposizioni introducono però alcuni elementi aggiuntivi. Le auto più anziane saranno soggette a un incremento del valore imponibile una volta superati cinque anni dalla prima immatricolazione, con un aumento del 50% previsto dalla norma.
Un altro aspetto riguarda gli accessori e gli allestimenti non compresi nelle tabelle ufficiali, che potranno incidere sul valore finale del benefit. Il Decreto Omnibus chiarisce inoltre il trattamento delle vetture già presenti nelle flotte aziendali e assegnate successivamente a un nuovo dipendente, stabilendo che il regime fiscale continui a seguire il veicolo e non il singolo utilizzatore.
Tra gli effetti più rilevanti c'è anche il superamento del cosiddetto "valore quasi normale", il criterio che era stato individuato dall'Agenzia delle Entrate per alcune situazioni rimaste escluse dalle precedenti riforme. Dal 2026 il sistema dovrebbe quindi risultare più omogeneo, riducendo le differenze tra casi simili e offrendo maggiore certezza a imprese e lavoratori.
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