Anas investe 43,2 miliardi per la rete stradale 2026-2035
Il piano decennale punta su porti, corridoi europei TEN-T e nuovi collegamenti logistici per rafforzare la competitività dell’Italia
Il sistema infrastrutturale italiano si prepara a un nuovo ciclo di investimenti di grande scala. Anas, la società che in Italia gestisce gran parte della rete stradale e autostradale di interesse nazionale, ha presentato un piano da 43,2 miliardi di euro per il periodo 2026-2035.
L’annuncio è arrivato agli Stati Generali dei Trasporti e della Logistica organizzati da Confindustria a Roma, dove il vertice aziendale ha ribadito l’obiettivo di trasformare l’Italia in un nodo centrale per i flussi logistici del Mediterraneo. Nel progetto rientrano nuove opere e interventi di manutenzione, con una parte significativa delle risorse destinata ai collegamenti strategici con i porti e con la rete europea TEN-T, considerata la dorsale su cui si muove la mobilità continentale.
Porti, corridoi europei e ultimo miglio: dove si concentra il piano
Il cuore operativo del programma è la connessione tra infrastrutture stradali e nodi logistici, in particolare i porti. Una quota rilevante degli investimenti sarà destinata a nuove opere, mentre una parte altrettanto importante riguarda la manutenzione della rete esistente, con l’obiettivo di migliorarne affidabilità e continuità.
Tra gli interventi già definiti ci sono il potenziamento dell’accessibilità al porto di Gioia Tauro, uno dei principali hub container del Paese, il miglioramento dei collegamenti con Ravenna lungo la strada statale Tosco-Romagnola e nuove infrastrutture di accesso per il porto di Ancona.
A Trieste, invece, è prevista una soluzione digitale che integra in tempo reale i dati del traffico con quelli dell’Autorità Portuale per velocizzare le operazioni logistiche. In questo contesto, Anas punta su un modello in cui le infrastrutture non sono solo strade, ma elementi connessi a una rete più ampia in grado di far dialogare merci e informazioni con la stessa rapidità.
Produzione in crescita e strategia industriale di lungo periodo
Il piano si inserisce in un percorso di crescita già avviato negli ultimi anni. La produzione complessiva di Anas è passata da poco più di un miliardo di euro nel 2017 a oltre 3,3 miliardi nel 2025, con una crescita media annua a doppia cifra.
Parallelamente, gli investimenti nelle nuove opere sono aumentati in modo significativo, così come la spesa per la manutenzione programmata della rete esistente, segnale di una maggiore attenzione alla conservazione del patrimonio infrastrutturale.
L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha sottolineato come la sfida non sia semplicemente costruire nuove strade, ma realizzarle nei punti strategici, collegandole ai porti e ai corridoi europei. L’idea è quella di una rete sempre più integrata, dove la competitività del sistema logistico dipende dalla capacità di ridurre le distanze tra infrastrutture, territori e flussi di traffico.
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