L'Europa valuta nuovi dazi sulle ibride plug-in cinesi
Possibili tariffe compensative su modelli plug-in di BYD, Chery e SAIC per ridurre il deficit commerciale europeo
L’Unione Europea starebbe valutando l’introduzione di nuovi dazi compensativi sulle auto ibride plug-in prodotte in Cina, in un contesto commerciale che continua a oscillare tra tentativi di distensione e nuove misure di contenimento.
La notizia, riportata dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, si inserisce in un quadro più ampio di rapporti complessi tra Bruxelles e Pechino, segnato da un crescente squilibrio della bilancia commerciale europea e dalla volontà di ridurre la dipendenza da forniture strategiche cinesi. Secondo quanto emerso, la Commissione europea avrebbe già predisposto il quadro tecnico necessario per attivare le nuove tariffe una volta raggiunta una maggioranza tra gli Stati membri.
Dalla tregua sulle elettriche al nuovo fronte sulle ibride
Il possibile irrigidimento sulle ibride plug-in arriva mentre, nei mesi scorsi, Unione Europea e Cina avevano mostrato segnali di apertura sul tema delle auto elettriche a batteria. Le due parti avevano infatti raggiunto un’intesa di massima sugli impegni di prezzo per i veicoli BEV esportati dalla Cina verso il mercato europeo, con l’ipotesi di trasformare i dazi anti-sussidi introdotti nel 2024 in un meccanismo più strutturato basato su soglie minime di importazione.
L’accordo si inseriva in un percorso negoziale avviato dopo una fase di forte tensione, con l’obiettivo di evitare un’escalation commerciale in un settore diventato centrale per l’industria automobilistica globale.
La svolta precedente era arrivata proprio nel 2024, quando Bruxelles aveva imposto dazi anti-sussidi sulle auto elettriche cinesi al termine di un’indagine che aveva evidenziato un sostegno statale significativo al comparto industriale. Le tariffe, sommate al dazio standard del 10%, avevano raggiunto fino al 45,3% (10% + 35,3%) a seconda del costruttore, una decisione fortemente contestata da Pechino e all’origine di un lungo confronto diplomatico tra le due sponde del commercio globale.
Nuove tensioni su BYD, Chery e SAIC
In questo scenario di equilibrio ancora fragile si inserisce ora il possibile nuovo intervento sulle ibride plug-in. Le misure allo studio della Commissione europea punterebbero a introdurre dazi compensativi sui modelli prodotti da alcuni dei principali gruppi automobilistici cinesi, tra cui BYD, Chery e SAIC, protagonisti della rapida espansione del settore elettrificato fuori dai confini nazionali.
L’obiettivo dichiarato delle istituzioni europee sarebbe quello di contrastare pratiche considerate potenzialmente distorsive e riequilibrare la concorrenza sul mercato interno, dove la presenza di modelli cinesi è in costante crescita. Parallelamente, il tema si intreccia con le discussioni in corso a livello politico europeo sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento, in particolare per materie prime critiche e componenti strategici legati alla transizione energetica.
La Commissione europea, interpellata sulla questione, non ha rilasciato commenti ufficiali, mantenendo così aperta una fase di incertezza che si inserisce in un più ampio processo negoziale tra Bruxelles e Pechino, ancora sospeso tra cooperazione e nuove barriere commerciali.
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