La nuova Volkswagen T-Roc ibrida è già su strada in Brasile
Il nuovo SUV è stato avvistato senza camuffamenti durante test con la nuova motorizzazione 1.5 full hybrid
Un po’ in ritardo sul fronte dell’elettrificazione, Volkswagen Brasile sta accelerando per rendere la propria gamma più allineata a quanto oggi offre il mercato. La prima offensiva sarà con la elettrica ID.4, che verrà commercializzata nelle concessionarie del marchio nel corso del 2026 dopo anni proposta solo tramite formula in abbonamento; ma la seconda fase – ed è quella con maggior potenziale di volumi – è ancora in preparazione.
Parliamo del nuovo sistema ibrido della Casa. No, non si tratta del mild hybrid (MHEV) che sarà adottato dal pick-up Tukan. Qui si parla invece di un sistema più complesso, un full hybrid (HEV), che ha debuttato alcuni mesi fa sul nuovo T-Roc e sulla Golf venduti in Europa. A proposito del SUV, da queste parti è stato utilizzato come “mulo” di prova per testare la nuova meccanica, come mostra lo scatto pubblicato dal profilo @placaverde.
Avvistato in Brasile senza alcun tipo di camuffatura, il SUV derivato dalla Golf adotta un sistema che combina il motore 1.5 TSI evo2 – evoluzione del 1.4 TSI oggi disponibile in Brasile – con due motori elettrici e una batteria agli ioni di litio da 1,6 kWh (NMC), installata sotto il pavimento posteriore. È più sofisticato dei mild hybrid, ma senza la necessità di ricarica esterna tipica dei plug-in: la batteria si ricarica in marcia, in rilascio e in frenata.
Il suo funzionamento, però, è diverso da quello impiegato sui classici HEV, come Toyota. Lavora insieme ai due motori elettrici, uno con funzione di trazione e l’altro che opera da generatore.
Il risultato di questa combinazione sono versioni da 136 CV o fino a 170 CV di potenza complessiva e una coppia massima di 312 Nm. Risulta quindi sensibilmente più potente dei 150 CV e 250 Nm del 1.4 TSI oggi utilizzato da T-Cross, Nivus, Virtus e Taos.
Come funziona
A differenza di Toyota, che utilizza un sistema con ingranaggi epicicloidali (e-CVT) per combinare le forze, Volkswagen ha integrato i motori elettrici nel cambio a doppia frizione DSG. In pratica, questo significa che il guidatore percepisce ancora i passaggi di marcia “fisici”, evitando quella sensazione di regime costante ad alti giri tipica dei modelli con trasmissione CVT.
L’obiettivo della Casa tedesca è offrire un comportamento più vicino a quello di un’auto esclusivamente termica, ma con la spinta immediata del motore elettrico. Il guidatore avverte la coppia istantanea in partenza al semaforo grazie ai motori elettrici, ma sente anche il cambio che scala i rapporti man mano che aumenta la velocità, come su un veicolo a combustione.
Una frizione multidisco gestisce il collegamento tra il 1.5 TSI e questa nuova trasmissione elettrificata. Il motore a benzina lavora secondo il ciclo Miller e utilizza un turbocompressore a geometria variabile (VTG) per ottimizzare il flusso dei gas.
Il sistema alterna automaticamente tre modalità di funzionamento, senza intervento del conducente. A basse velocità, la frizione disaccoppia il 1.5 TSI per permettere una marcia in elettrico per alcuni chilometri, distanza che Volkswagen non ha ancora indicato. In condizioni di carico medio, il motore termico aziona il generatore integrato nel cambio per alimentare il motore elettrico di trazione.
Quando serve più potenza, per esempio in sorpasso, il sistema entra in modalità parallela, in cui entrambi i motori trasmettono forza alle ruote simultaneamente tramite gli ingranaggi della trasmissione. Per garantire l’efficienza, climatizzatore e servofreno sono stati elettrificati e funzionano anche con il motore a benzina spento.
In Brasile, debutto previsto con il Progetto Saga
Sebbene Volkswagen abbia inizialmente concentrato la tecnologia su Golf e T-Roc, il marchio intende estendere il sistema ibrido al maggior numero possibile di mercati. In Brasile, in particolare, la prossima ondata di modelli del marchio, già basati sulla nuova piattaforma MQB37 pensata per l’elettrificazione, dovrebbe introdurre questa soluzione. Il primo modello uscirà dallo stabilimento di Anchieta, a São Bernardo do Campo (SP).
Confermata a dicembre 2025, la piattaforma rappresenta un’ampia evoluzione della MQB-A0 oggi utilizzata su T-Cross, Nivus, Polo e Virtus. Parzialmente mostrata a metà di quest’anno, durante la convocazione della Nazionale brasiliana per la Coppa del Mondo FIFA di quest’anno, la Tukan (prevista per il 2027) non sarà il primo modello con questa architettura, sia per i tempi di sviluppo sia perché la produzione è stata confermata a São José dos Pinhais (PR). È già noto che sarà ibrida, ma solo in versione mild hybrid (MHEV).
Volkswagen Tukan avrà solo un sistema mild hybrid
Più probabile, invece, è che piattaforma e sistema full hybrid arrivino insieme al Progetto Saga, che darà origine alle future T-Cross e Nivus. Secondo la rivista Autoesporte, i nuovi SUV potrebbero crescere e affinarsi a tal punto da diventare di fatto nuovi modelli, con la possibilità di sostituire in futuro la Taos. Oltre al SUV “tradizionale”, il progetto prevede anche un modello dallo stile coupé, che potrebbe derivare dal nuovo T-Roc europeo.
Poiché i veicoli cresceranno in modo significativo, è alta la probabilità che i quattro SUV convivano, almeno per un periodo. Le attuali Nivus e T-Cross verrebbero aggiornate per offrire almeno l’opzione del mild hybrid, che debutta sulla Tukan. I full hybrid, più sofisticati, dovrebbero invece restare riservati ai derivati del Progetto Saga.
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