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Geely: "Siamo diversi dagli altri cinesi. Ci scelgono i clienti premium"

Marco Santucci, Managing Director del brand, fa un bilancio del primo anno e spiega la futura strategia, tra Zeekr e nuovi modelli

Geely, intervista a Marco Santucci
Foto di: Motor1 Italy

Geely compie un anno in Italia. Per il colosso cinese, che dalle nostre parti conta sulla distribuzione da parte di Jameel Motors, è dunque tempo di un primo bilancio e di impostare il lavoro e gli obiettivi che, invece, segneranno il percorso dei prossimi 365 giorni.

In occasione dei festeggiamenti, durante i quali il management del marchio ha voluto omaggiare la fondazione Foqus dei Quartieri Spagnoli di Napoli con la donazione di una EX5, che sarà utilizzata per il trasporto dei pazienti presso l'Ospedale del Mare, e l'installazione di una wallbox A2A, cioè il primo punto di ricarica dell quartiere, ho scambiato due battute con Marco Santucci, Managing Director di Geely Italia. Ecco cosa mi ha raccontato.

CHI È

Marco Santucci

Marco Santucci è un manager italiano con oltre 30 anni di esperienza nel settore automobilistico internazionale. Oggi è Managing Director di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr, con responsabilità sullo sviluppo del marchio e sulla rete commerciale in Italia.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli in aziende come Ford, Toyota e Jaguar Land Rover, occupandosi di vendite, marketing e sviluppo delle reti europee. Nel suo attuale incarico lavora per consolidare la presenza di Geely in Europa, adattando il brand alle esigenze del mercato locale e supportando il lancio dei nuovi modelli.

Come si parte da zero con un brand che si deve far conoscere?

Il più grande supporto l'ho avuto attraverso la rete. Lo sforzo principale che abbiamo fatto all'inizio è stato trovare gli operatori giusti. Prima ancora di cominciare, mi ero fatto la lista dei dealer che volevo avere a bordo. Se stai in una città metropolitana o se stai in un'area rurale hai bisogno di profili diversi, quindi per ogni realtà abbiamo identificato i dealer che volevamo lavorassero con noi.

In tre mesi abbiamo raccolto 50 punti vendita e assistenza. Tutti volevano farne parte, un po’ per la credibilità del team italiano e poi per il brand, uno dei più forti al mondo, uno dei protagonisti del futuro. Gli altri concessionari sono venuti spontaneamente. Noi ci siamo fermati a 70 perché avevamo più richieste ma, ad oggi, non abbiamo ancora una gamma che ci consente di sviluppare i volumi che darebbero una redditività a una rete più estesa.

All’aumentare dei modelli in vendita, possiamo aumentare i concessionari. La prima sarà la E2, elettrica, 4 metri, a un prezzo molto interessante. Poi sarà il turno deI SUV plug-in di segmento D, e l’anno prossimo invece un C-SUV e un B-SUV full hybrid. Si tratta di modelli dai volumi importanti. Poi abbiamo introdotto Zeekr, con 4 modelli e un posizionamento clever premium.

È stato un handicap avere solo due modelli all’inizio?

Per me è stato uno dei più grossi punti di forza. Se avessi avuto 5 o 6 modelli avrei dovuto immediatamente lavorare su una quota di mercato. Invece ho potuto costruire bene le fondamenta, con degli operatori professionali e lavorando sul posizionamento del brand più europeo tra quelli cinesi, e oggi arricchendo la gamma costruiamo su quelle fondamenta.

“Il brand più europeo tra i cinesi”. Perché? E qual è il suo vantaggio competitivo?

Geely [che è proprietaria di Volvo, Polestar e Lotus, oltre a essere partner di smart insieme a Mercedes, ndR] già conosce il mercato, quindi sa come devono essere costruite le macchine per l’Europa. Altri brand cinesi ci hanno messo più di un anno a tarare le sospensioni dell'auto per i gusti europei. Noi già sapevamo come andava fatto.

Volvo è stata acquisita nel 2010 e, da subito, in Geely hanno apprezzato il focus sulla qualità e sulla sicurezza; comprando Lotus hanno capito come vogliamo guidare un’auto in maniera sportiva. Abbiamo avuto dei dei prodotti già tarati per il nostro mercato che oggi stiamo ulteriormente mettendo a punto: c’è un team di ricerca e sviluppo a Francoforte che è incaricato di questo, e differenziare la guidabili tra Italia e Germania.

Ancora, abbiamo un centro di design a Milano che ci permette di avere dei prodotti che, soprattutto negli interni, colpiscono per stile e fattura. Insomma, conoscendo il mercato così bene, siamo stati e siamo avvantaggiati.

Geely Starray EM-i

Geely Starray EM-i

Foto di: Geely

Geely conosce il mercato. E allora chi sono questi 3.000 italiani che, in quest’anno, vi hanno scelto?

C’è un mix, ovviamente, ma ci sono molti clienti che vengono dai brand premium. Quelli che non devono più dimostrare nulla a nessuno, hanno avuto la loro Evoque, o Audi Q3, o magari BMW. Oggi trovano lo stesso contenuto valoriale, lo stesso prodotto a livello di tecnologia, di guidabilità, alla metà del prezzo. Insomma, chi valuta l'acquisto intelligente: tanto valore su una macchina che costa la metà.

Su Zeekr, più della metà delle persone sembra venire dai marchi premium con motori termici. Con la piattaforma a 800 Volt, una Zeekr permette di ricaricare in tempi talmente veloci che quasi non c'è differenza con un motore termico. Con 10 minuti hai fatto 300 km di autonomia. In autostrada ogni 50 km c’è una colonnina veloce e, per chi usa una macchina premium, un garage e una wallbox sono facili da avere. Ad ogni modo, chi si avvicina a Zeekr ora è più interessato al design e non è un profondo conoscitore dell’elettrico.

Geely EX5

Geely EX5

Foto di: Geely

Tra un altro anno, quale vorrebbe fosse l'obiettivo raggiunto?

Per me ora il focus più importante è l'ampliamento della gamma. La E2 è la prima, quindi una urbana elettrica, poi un D-SUV plug-in e il B-SUV full hybrid. Per Zeekr il 9X e l'8X, dei plug-in per arricchire l’offerta.

Così mostreremo al consumatore italiano che Geely ha una gamma di prodotti, non solo Starray e EX5. Questo è il prossimo passo, e mi piace farne uno alla volta.