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Bizzarrini resuscita un progetto di Giugiaro accantonato da 60 anni

La Bizzarrini 5300 Aperta Lusso fa rivivere il fascino del passato con la tecnologia del XXI secolo

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso
Foto di: Divulgação

Avete mai sentito parlare di Bizzarrini? Questo nome ha già battezzato alcune delle sportive più affascinanti d’Italia. Fondata nel 1964, la piccola Casa di Livorno produsse auto in numeri molto limitati, ma divenne molto celebre ai suoi tempi.

Il suo fondatore, l’ingegnere Giotto Bizzarrini (1926-2023), non era certo uno qualunque: partecipò allo sviluppo della Ferrari 250 GTO, progettò il leggendario motore V12 che avrebbe equipaggiato le Lamborghini per cinque decenni (dalla Miura alla Murciélago) e creò la vettura da corsa Iso Grifo A3/C per Iso Rivolta.

Bizzarrini, però, ebbe vita breve come marchio indipendente. Chiuse i battenti nel 1969, lasciandosi alle spalle alcuni progetti che non arrivarono mai alla produzione.

La rinascita

Nel 2020, la registrazione del marchio Bizzarrini è stata acquisita da Pegasus Brands, società controllata da un conglomerato del Kuwait che possiede, tra molte altre attività, concessionarie di marchi come Aston Martin, Koenigsegg e Rolls-Royce. Per dare credibilità al progetto, l’azienda ha ingaggiato il manager Ulrich Bez, ex presidente di Aston Martin con esperienze anche in Porsche e BMW.

La strategia per il rilancio di Bizzarrini è stata articolata in due fasi: prima, riallacciare il marchio al suo glorioso passato attraverso serie limitate ispirate ai modelli originali degli anni Sessanta; poi, lanciare una supercar completamente nuova, la Giotto.

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso, la vista anteriore

Foto di: Divulgação

La prima iniziativa è stata la 5300 GT Revival Corsa, reinterpretazione fedele della vettura vincitrice di classe a Le Mans nel 1965, prodotta in appena 24 esemplari.

Ora è il turno della 5300 Aperta Lusso. Si tratta di una versione aperta della Bizzarrini 5300 GT Strada (1965-1969), basata su un progetto inedito del designer Giorgetto Giugiaro che, all’epoca, era un giovane talento che non aveva ancora compiuto 30 anni.

Un progetto dimenticato per oltre sei decenni

I primi schizzi della 5300 Aperta Lusso sorsero quando Giugiaro lavorava ancora in Bertone. L’idea era creare una versione aperta della 5300 GT utilizzando due pannelli removibili sopra gli occupanti e un arco strutturale fisso dietro l’abitacolo, un tipo di carrozzeria che di lì a poco Porsche avrebbe battezzato Targa.

La Bizzarrini 5300 GT originale era una granturismo chiusa che, a sua volta, discendeva direttamente dalla Iso Grifo A3/C disegnata da Bizzarrini e Giugiaro per Iso. Esistettero anche pochissimi esemplari aperti, le 5300 GT Spyder, che tuttavia presentavano una carrozzeria diversa.

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso, gli interni

Foto di: Divulgação

Il progetto della versione targa firmata da Giugiaro, con tetto asportabile e lo stesso lunotto della GT chiusa, finì per essere accantonato e rimase dimenticato dopo la cessazione delle attività di Bizzarrini.

Ingegneria moderna senza perdere l’essenza

Dal punto di vista estetico, la nuova 5300 Aperta Lusso conserva le proporzioni del progetto originale. La carrozzeria è bassa, larga e presenta le curve tipiche del design italiano degli anni Sessanta. L’impressione è quella di un’auto appena uscita da una concessionaria dell’epoca.

Sotto la carrozzeria, invece, è tutto nuovo. Il modello utilizza una struttura realizzata in un unico pezzo in materiale composito di fibra di carbonio, incollata a un telaio tubolare rinforzato da tralicci in acciaio attorno al tunnel della trasmissione. Una soluzione che aumenta in modo significativo la rigidità torsionale, compensando l’assenza del tetto fisso.

Al posto di una capote in tela o di un meccanismo retrattile, Bizzarrini ha adottato due pannelli removibili in fibra di carbonio. Leggeri e compatti, possono essere rimossi da una sola persona e alloggiati nel vano bagagli.

I finestrini senza cornice dispongono di un sistema di abbassamento automatico all’apertura delle porte, mentre nuove soluzioni di tenuta garantiscono una protezione da acqua e vento nettamente superiore rispetto a quella offerta dalle sportive degli anni Sessanta.

Secondo la Casa, praticamente tutti i componenti sono stati riprogettati. Nonostante ciò, l’obiettivo era fare in modo che l’auto sembrasse, a prima vista, esattamente come sarebbe stata se fosse entrata in produzione all’epoca.

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso, dettagli interni

Foto di: Divulgação

Il V8 Chevrolet resta protagonista

Come accadeva nelle Bizzarrini originali, il motore rimane montato in posizione anteriore-centrale, dietro l’asse anteriore.

Sotto il lungo cofano c’è un Chevrolet small-block V8 327 da 5,3 litri aspirato, evoluzione diretta del motore scelto da Giotto Bizzarrini per le prime 5300 GT. La potenza supera i 400 CV.

I quattro carburatori Weber di un tempo hanno lasciato spazio all’iniezione elettronica. Il sistema di aspirazione, però, è stato sviluppato per riprodurre visivamente i tromboncini dei carburatori classici, preservando l’identità del motore.

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso, la vista posteriore

Foto di: Divulgação

La trasmissione di serie è un cambio manuale Tremec TKX a cinque marce, con innesti corti. In opzione, il cliente può scegliere un cambio manuale a sei rapporti. Il pacchetto include anche un differenziale autobloccante.

Un altro elemento di rilievo è lo scarico artigianale realizzato in Inconel, lega metallica utilizzata nell’industria aerospaziale e nelle auto da competizione, caratterizzata da un’elevata resistenza al calore.

La velocità massima dichiarata è di 281 km/h.

goodwood-festival-of-speed Vedi tutte le notizie su Goodwood Festival of Speed

Le sospensioni indipendenti utilizzano quadrilateri sovrapposti su tutte e quattro le ruote, seguendo la filosofia impiegata da Giotto Bizzarrini nelle sue auto da corsa. Gli ammortizzatori regolabili Koni Red hanno ricevuto una taratura specifica per il modello.

I cerchi Campagnolo in magnesio hanno fissaggio centrale e montano pneumatici Pirelli nelle misure 205/50 all’anteriore e 255/60 al posteriore.

L’impianto frenante utilizza dischi ventilati senza servofreno, soluzione adottata per preservare lo spirito dell’epoca. Lo sterzo, invece, è dotato di assistenza elettroidraulica.

Lusso all’italiana

Battezzato La Dolce Vita, il primo esemplare della 5300 Aperta Lusso ha ricevuto la vernice metallizzata Azzurro Gaia, ispirata alle acque del Mar Ligure. Ha fatto il suo debutto pubblico questo mese al Goodwood Festival of Speed.

L’abitacolo è stato sviluppato in collaborazione con il marchio italiano Zegna. Pelli e tessuti pregiati rivestono l’interno. La leva del cambio presenta una finitura che imita il guscio di tartaruga, con il logo Bizzarrini applicato in oro. Il volante Nardi con corona in legno completa l’atmosfera classica.

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso

Bizzarrini 5300 Aperta Lusso, la plancia

Foto di: Divulgação

Nonostante l’aspetto completamente rétro, la sportiva offre climatizzatore, piantone dello sterzo regolabile, sistema multimediale compatibile con Apple CarPlay, ricarica wireless per smartphone e un moderno impianto audio, tutti integrati con discrezione nell’abitacolo.

La produzione in serie della 5300 Aperta Lusso inizierà nel 2027, con un primo lotto di dieci esemplari, tutti costruiti artigianalmente e personalizzati secondo le preferenze dei rispettivi proprietari.

Queste auto non vengono più realizzate in Italia, ma in uno stabilimento a Silverstone, in Inghilterra, combinando i progetti originali degli anni Sessanta con tecniche e materiali costruttivi moderni. L’idea è produrre una vettura al mese, e Bizzarrini non ha ancora comunicato il prezzo.