Due celebri produzioni del marchio dell'ingegnere livornese sono a Padova per un inusuale faccia a faccia con il pubblico

Il marchio Bizzarrini è stato uno dei più intraprendenti, ma anche sfortunati, della scena motoristica italiana. Ad Auto e Moto d'Epoca 2019 si possono osservare due rari esemplari di Bizzarrini 5300 GT, il modello più importante del costruttore. Un piccolo marchio che chiude i battenti esattamente cinquant’anni fa, che sa esprimere al meglio genio e passione, come solo gli italiani sanno fare.

Fotogallery: Bizzarrini ad Auto e Moto d'Epoca 2019

All’inizio è una Iso.

Bizzarrini dà forma a questa supersportiva mentre è in forze alla Iso Rivolta di Bresso, motorizzata con il V8 della Chevrolet Corvette e col nome di Grifo A3/C. L’idea di Bizzarrini, uomo d’azione, è quella di portarla vincere sulle piste di tutto il mondo ma al Signor Rivolta, uomo d’affari, interessano solo le vendite delle stradali.

Così Giotto Bizzarrini porta il progetto con sé in una iniziativa imprenditoriale tutta sua. Un’avventura imprenditoriale che termina prematuramente nel 1969, per colpa delle solite, brutte magagne di tipo economico.

Bizzarrini, un altro marchio italiano scomparso

Due gioielli in bella mostra

L’esemplare esposto presso lo stand della Fondazione Gino Macaluso, al padiglione 4, è una stradale color rosso fiammante. Un’auto che ai tempi dà del filo da torcere alle Ferrari e alle Lamborghini. Sicuramente uno dei piatti forti di questa edizione della kermesse padovana, ma non è l’unica 5300 GT presente.

Sotto i riflettori, del padiglione 11, c’è un’altra 5300 GT, sempre rossa, ma dalla storia particolare. Il suo telaio esce nudo dalla fabbrica di Livorno nel 1965, per poi essere allestito in un secondo momento presso preparatori esterni, seguendo rigorosamente le specifiche originali. L’auto prende poi parte ad alcune tra le più belle rievocazioni storiche sportive, come Goodwood.

Bizzarrini, un altro marchio italiano scomparso

Cosa rappresenta oggi Bizzarrini.

Nella sua breve vita, che prematuramente si interrompe nel 1969, la Bizzarrini è di recente riscoperta, diventando una pietra miliare, difficile da raggiungere, nel mondo del collezionismo più elitario. Elevata a esempio per altri che, come Giotto, sognano di crearsi da zero il proprio bolide dei desideri.