Vai al contenuto principale

La rivoluzione delle auto sportive passa dal software nascosto

La Hispano Suiza Carmen Sagrera utilizza un’elettronica sofisticata per trasformare migliaia di dati in una guida più intuitiva

Hispano Suiza Carmen Sagrera
Foto di: Hispano Suiza Cars

In un momento in cui molte auto puntano ad aumentare schermi, funzioni digitali e sistemi sempre più presenti nell’esperienza di guida, Hispano Suiza sceglie una strada diversa: sviluppare una tecnologia capace di lavorare in secondo piano, lasciando protagonista chi è al volante.

Questa filosofia prende forma nella Hispano Suiza Carmen Sagrera, la terza hypercar elettrica della famiglia Carmen, presentata per celebrare i 120 anni della Casa spagnola. Il modello dispone di una potenza di 820 kW, pari a 1.115 CV, una coppia massima di 1.160 Nm e accelera da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi.

Dietro numeri da supercar c’è però un approccio particolare: l’elettronica non è pensata per sostituire il guidatore, ma per accompagnarlo. L’obiettivo, infatti, è creare un rapporto più diretto tra persona e automobile, dove i sistemi intervengono solo quando necessario e senza rendere artificiale la risposta della vettura.

Il sistema HSDD gestisce la potenza senza togliere il controllo

Il cuore tecnologico della Carmen Sagrera è l’Hispano Suiza Driver Dynamics (HSDD), il sistema proprietario che coordina tutti gli aspetti legati al comportamento dinamico dell’auto. Il software controlla trazione, distribuzione della coppia, stabilità, frenata rigenerativa e modalità di guida, analizzando in tempo reale le condizioni della vettura e dell’ambiente circostante.

Tra le funzioni integrate c’è il controllo della trazione Grip Enhancement System, il sistema Active Yaw Modulation per la gestione della stabilità e l’Electronic Torque Stabiliser, che può applicare una coppia negativa indipendente alle ruote posteriori per migliorare l’equilibrio della vettura e contribuire anche all’efficienza energetica.

La gestione elettronica tiene conto di numerosi parametri: posizione e velocità di rotazione del volante, pressione sul pedale dell’acceleratore, velocità delle ruote, pressione dei freni, movimenti del telaio, accelerazioni sui tre assi, temperatura, carica della batteria, corrente e tensione del sistema elettrico.

Il risultato non è una guida filtrata dai controlli elettronici, ma una risposta più prevedibile e naturale. La calibrazione del sistema è stata sviluppata attraverso simulazioni e prove su pista e su strada, con il contributo del pilota collaudatore ed ex pilota di Formula 1 Luis Pérez-Sala, con l’obiettivo di mantenere un margine di libertà elevato per chi guida.

Oltre 100 sensori trasformano i dati in una risposta più precisa

La Carmen Sagrera utilizza un’architettura elettronica capace di raccogliere informazioni da più di 100 sensori distribuiti nella vettura. Tutti questi dati vengono elaborati dal software di gestione dinamica per adattare continuamente il comportamento della hypercar.

Hispano Suiza Carmen Sagrera

Hispano Suiza Carmen Sagrera

Foto di: Hispano Suiza Cars

Il sistema può processare oltre 200 milioni di istruzioni al secondo e converte segnali provenienti dal telaio e dai gruppi propulsivi in informazioni relative a pressione, temperatura, posizione, velocità, accelerazione, potenza e coppia.

Questa grande quantità di dati permette all’auto di anticipare le necessità del momento, regolando progressivamente la risposta dei motori elettrici, la trazione e la gestione dell’energia prima che il guidatore percepisca eventuali situazioni critiche.

Hispano Suiza Carmen Sagrera

Hispano Suiza Carmen Sagrera, gli interni

Foto di: Hispano Suiza Cars

La filosofia della Casa spagnola viene definita “Invisible Technology”: una tecnologia che non vuole attirare l’attenzione su sé stessa, ma rendere più intensa la relazione tra automobile e guidatore. In una vettura elettrica da oltre 1.100 CV, il lavoro degli ingegneri è stato quindi quello di trovare un equilibrio tra prestazioni, sicurezza e coinvolgimento. Il risultato? Un’auto dove l’elettronica lavora dietro le quinte per rendere più coinvolgente ogni chilometro.