Schermi touch in auto, tra regole attuali e riforma del Codice
Tra riforma del Codice, norme UE e scelte dei costruttori, gli abitacoli digitali fanno i conti con regole sulla distrazione al volante
La distrazione alla guida nel Codice della strada in vigore è trattata come comportamento pericoloso in sé, a prescindere dallo smartphone in mano. Il focus non è solo sul telefono, ma su tutto ciò che sposta occhi e attenzione dalla strada, inclusi gli schermi touch multifunzione che dominano gli abitacoli moderni. Questo incide sul modo in cui costruttori e progettisti organizzano comandi, menù e interfacce.
La tensione è evidente: le ultime modifiche in fase di approvazione vogliono irrigidire le norme su distrazione e uso di dispositivi, mentre le auto di nuova generazione moltiplicano display, superfici tattili e funzioni di infotainment. Su questo quadro si innesta anche la proposta di riforma del Codice della Strada ancora in discussione che parla di “distrazione al volante” in modo più ampio e spinge verso soluzioni che riducano il tempo di sguardo sullo schermo.
Nuove norme e distrazione al volante: cosa è cambiato
Le modifiche più recenti al Codice (che risalgono al 2021) hanno inasprito le sanzioni per l’uso di smartphone, tablet, notebook e dispositivi analoghi alla guida, con importi più alti, più punti decurtati e sospensione più frequente della patente. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha segnalato che la stretta sul cellulare è tra le principali cause di ritiro della patente, segno di un contrasto più deciso alla distrazione.
Pur senza fare una vera retromarcia molti Costruttori stanno tornando ai comandi fisici
L’articolo 173 del Codice attualmente in vigore vieta l’uso di smartphone, computer portatili, tablet e dispositivi analoghi durante la marcia, salvo viva voce o auricolare, ma non cita direttamente gli schermi integrati nella plancia. Questi rientrano comunque nei principi generali di prudenza: una guida distratta, anche senza telefono in mano, può essere sanzionata e pesare nella ricostruzione di un incidente, come ricordano diverse campagne istituzionali sulla “cecità” di chi guarda lo schermo per più secondi di fila.
Touchscreen di bordo tra comfort, rischio e responsabilità
I touchscreen multifunzione sono diventati, nel frattempo, il punto di accesso a musica, navigatore, telefono e, sempre più spesso, a comandi essenziali come climatizzazione, modalità di guida e impostazioni dei sistemi di assistenza. Associazioni dei consumatori hanno evidenziato come questa centralizzazione aumenti la dipendenza dallo schermo, mentre il Codice della Strada è più severo sull’uso dello smartphone, creando una convivenza scomoda tra regole dure sulla distrazione e abitacoli che chiedono di interagire di continuo con un display.
Anche per semplicità costruttiva il touch screen centrale delle auto è diventato ormai un centro di controllo totale
Secondo l’ACI, nelle indicazioni sulle regole di guida sicura, ogni sistema elettronico di bordo va usato nel rispetto degli obblighi di prudenza, anche quando non è specificamente vietato dal Codice. Un touchscreen integrato non è di per sé (ancora) un’infrazione, ma una sequenza prolungata di tocchi o di ricerche in un menù può trasformarsi in condotta pericolosa se provoca manovre incerte o sguardi lunghi lontano dalla strada, con la conseguenza che un eventuale sinistro viene letto come incidente da distrazione.
Interfacce, ADAS e regole europee già operative
I Costruttori stanno sperimentando soluzioni di compromesso, come layout misti con una parte di funzioni su tasti fisici e una parte sul display centrale, oppure interfacce più essenziali con icone grandi e percorsi brevi verso le azioni più usate. La tendenza degli ultimi anni a spostare i controlli nel dominio software viene ribilanciata dall’esigenza di evitare livelli eccessivi di menù per operazioni frequenti, così da limitare il tempo a schermo e contenere il rischio di infrazioni legate alla distrazione.
Per bilanciare l'effetto degli schermi di contrillo gli ADAS diventano più precisi, intuitivi e meno distraenti
Su questo sfondo si inserisce l’evoluzione degli ADAS e dei sistemi di guida assistita, che utilizzano display, head-up e avvisi visivi per informare sullo stato della vettura. Le generazioni più recenti puntano a ridurre il testo e a privilegiare simboli semplici, mentre è discusso il ruolo di avvisi sonori e vibrazioni come alternative che non obblighino a distogliere lo sguardo dalla strada. L’obiettivo è che il sistema di assistenza aiuti chi guida senza diventare esso stesso un fattore di distrazione, in linea con i principi europei sull’interfaccia uomo-macchina già richiamati dalla Raccomandazione 2000/53/CE.
Schermi touch e omologazione: cosa prevede l’UE
Il Regolamento (UE) 2019/2144 sui requisiti di sicurezza per l’omologazione dei veicoli prevede, per i veicoli delle categorie M e N, l’obbligo di sistemi avanzati di avvertimento della distrazione del conducente. Per i nuovi tipi di veicoli l’obbligo è scattato nel 2024 e si estende progressivamente a tutte le nuove immatricolazioni, mentre il Regolamento delegato (UE) 2023/2590 e le applicative più recenti fissano requisiti tecnici e procedure di prova per questi sistemi.
Mentre l'UE stabilisce delle regole per monitorare l'attenzione del conducente i Costruttori sviluppano tecnologie che non aggiungano complessità
Gli sviluppi possibili includono un uso più esteso di comandi vocali evoluti, in grado di gestire anche operazioni oggi affidate ai menù tattili, e il mantenimento su pulsanti o rotelle dedicate delle funzioni essenziali per sicurezza e comfort immediato. In un contesto in cui cruscotti con telecamere e monitor sostituiscono sempre più spesso gli specchietti tradizionali, le superfici digitali continueranno a crescere, ma dovranno dimostrare di non aggiungere complessità inutile ai gesti di guida quotidiani, per restare compatibili con un quadro normativo che chiede abitacoli sempre meno distrattivi.
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