Le nuove ibride di Volvo si guideranno come auto elettriche
I nuovi modelli ibridi del brand svedese avranno batterie più grandi: si parte con la XC70 da 200 km di autonomia EV
Per diversi anni Volvo ha accelerato con decisione sulla strada dell'elettrificazione, introducendo una nuova generazione di modelli completamente elettrici come EX30, EX60 ed EX90.
Ora, però, il rallentamento della domanda di EV, particolarmente evidente in alcuni mercati come negli Stati Uniti, sta spingendo la Casa svedese a riconsiderare il ruolo delle motorizzazioni ibride plug-in.
L'obiettivo del brand svedese è infatti sviluppare delle ibride ricaricabili con un'autonomia elettrica nettamente superiore a quella delle PHEV tradizionali, così da permettere agli automobilisti di utilizzare realmente l'auto come una vettura elettrica nella maggior parte degli spostamenti quotidiani.
Una nuova generazione di PHEV
A spiegare la nuova strategia è stata Nicole Melillo Shaw, responsabile di Volvo UK, che nel corso di un'intervista ad Autocar ha definito le ibride plug-in un passaggio intermedio per quei clienti che non sono ancora pronti ad acquistare una vettura completamente elettrica.
Volvo XC60, la prova
Il problema delle PHEV di prima generazione era spesso legato alla capacità ridotta delle batterie. Con poche decine di km di autonomia a zero emissioni, molti proprietari finivano per utilizzarle prevalentemente con il motore termico.
Volvo vuole cambiare radicalmente approccio. La Casa sta lavorando su batterie più grandi e autonomie elettriche molto più elevate, nell'ottica di rendere concretamente possibile l'utilizzo quotidiano in modalità EV.
La Volvo XC70 indica la strada
Un esempio concreto della nuova filosofia è rappresentato dalla XC70, primo modello del marchio con tecnologia plug-in hybrid extended-range. Secondo i dati dichiarati per il mercato cinese, il SUV può percorrere fino a 200 km in modalità elettrica secondo il ciclo CLTC.
È un valore che cambia completamente la prospettiva sulle ibride ricaricabili. Per molti automobilisti, infatti, un'autonomia di questo tipo sarebbe sufficiente per effettuare gran parte dei tragitti quotidiani utilizzando esclusivamente l'energia della batteria. E, oltre alla XC70, presto potremmo vedere altri modelli con questa filosofia, destinati anche all'Europa.
Volvo XC70: la plug-in debutterà prima in Cina e successivamente in Europa
Resta da capire quanto questa tecnologia inciderà su peso, costi e prezzo delle vetture. Batterie più grandi significano infatti maggiore massa e componenti più costosi, mentre la presenza contemporanea di motore elettrico, batteria e propulsore termico rende il sistema più complesso rispetto a quello di una BEV.
Ma la nuova attenzione verso le PHEV non significa che Volvo abbia abbandonato il progetto di diventare un costruttore sempre più elettrico. Al contrario, la Casa continua a investire nella tecnologia BEV e nella propria gamma di modelli a batteria.
La strategia, piuttosto, tiene conto del fatto che la velocità della transizione verso l'elettrico non sta rispettando le previsioni - forse troppo ottimistiche da parte di tanti Costruttori e delle istituzioni - formulate qualche anno fa. Se la domanda di auto elettriche cresce più lentamente del previsto, mantenere una gamma articolata permette a Volvo di intercettare clienti con esigenze differenti senza rinunciare alla direzione strategica di lungo periodo.
Fotogallery: Volvo XC60 2025, la prova
Fonte: Autocar
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