Volvo EX60, ti fa passare la voglia di prendere una tedesca
L'abitacolo non è perfetto ma è quello fatto meglio della categoria. Tecnicamente è molto avanzata e con la IA di Google non ha limiti
Il 2026 potrebbe essere veramente l’anno della svolta per le auto elettriche. Non che chi vi scrive sia un sostenitore senza se e senza ma delle auto a batteria ma resta il fatto che, proprio quest’anno, nel cuore del mercato premium, cioè quello dei SUV di taglia media, sono arrivate tre auto in grado di lasciare veramente il segno.
La prima è la Mercedes GLC, la seconda la BMW iX3. L’Audi Q6 e-tron è arrivata nel 2025, per dovere di cronaca, mentre l’ultima in ordine cronologico, la protagonista di questa prova, è chiaramente la Volvo EX60. Perché sono modelli così rilevanti? Perché, prima di tutto, nascono da un foglio bianco, cioè sono basate su piattaforme native che, in termini di adozione di batterie, sistemi di gestione energetica, velocità di ricarica e aggiornamenti over-the-air, rappresentano la soluzione migliore.
Ancora, promettono autonomie davvero rilevanti: la EX60, per esempio, nel ciclo WLTP arriva a superare gli 800 km. Ultimo elemento, il prezzo: per la prima volta, questi SUV costano quanto le loro corrispettive versioni termiche. E allora sì, ci sono tutti gli elementi per confermare quanto si diceva in apertura: il 2026 potrebbe essere l’anno della svolta.
La svedese è il nuovo riferimento in termini di qualità percepita
Ho provato brevemente la Q6 e-tron, mentre in maniera più approfondita sia la BMW iX3 che la Mercedes GLC. Lo posso dire senza dubbi: la Volvo EX60 è quella dagli interni con la migliore qualità percepita. È una questione di materiali, che sono non soltanto morbidi al tatto ma anche particolarmente ricercati alla vista, come ad esempio i tessuti che rivestono la parte alta della plancia. Fa anche piacere sapere che ci si trova a bordo della Volvo che, più nella storia, utilizza materiali di origine riciclata.
Volvo EX60, la prova sulle strade italiane
L’ambiente è molto elegante, specie poi con i colori tenui della versione che ho provato. Anche a livello ergonomico ci sono molte soluzioni che ho apprezzato, come portabicchieri e vano a scomparsa sotto al bracciolo, un ampio spazio al centro oppure il grande cassetto sotto alla console centrale. Altre, le ho gradite meno: il classico portaoggetti davanti passeggero è stato sacrificato e poi, a parte il rotore per il volume, sono completamente scomparsi i tasti fisici. E pure i comandi delle bocchette dell'aria sono integrati nello schermo touch.
Volvo EX60, la prova sulle strade italiane
In realtà è una tendenza che accomuna la Volvo con le tedesche, solo che la Volvo ha dalla sua parte un sistema di assistenza vocale che funziona meglio di tutti gli altri, essendo basato su Android Automotive e quindi sui servizi Google, compresa Gemini, l’intelligenza artificiale. È possibile dialogarci e farsi aiutare nella gestione di compiti quotidiani, sia nell’ambito lavorativo che privato.
Volvo EX60, la prova sulle strade italiane
Generosa l’abitabilità, tanto per i posti dietro che per il bagagliaio, furbo nello sfruttamento del suo pavimento diviso, che consente dunque di accedere al doppiofondo in maniera più agile. Non manca nemmeno un pratico bagagliaio frontale.
La EX60 è basata su una nuova piattaforma modulare, la SPA3, e viene realizzata in Svezia, nello stabilimento di Torslanda, che ho visitato, e ciò la rende la prima elettrica di Volvo fatta in Europa. Sfrutta alcune tecnologie avanzate come il megacasting, che velocizzano e semplificano lo stampaggio di alcune componenti.
Fa tanta strada e tu con lei
La EX60 è offerta in due allestimenti e con tre tagli di batteria, che ne definiscono l’autonomia. Si parte dagli 83 kWh della P6, passando per i 95 kWh della P10 della mia prova fino ai 117 kWh della P12, quella da 810 km dichiarati nel ciclo WLPT. Le altre, rispettivamente, dichiarano 611 e 660 km.
Volvo EX60, la prova sulle strade italiane
Anche le potenze sono differenti, complice la trazione integrale sulle versioni con batteria più grande: 374, 510 e 680 CV. Io, come dicevo, ho guidato quella intermedia, che fa lo 0-100 km/h in 4,6 secondi e, sfruttando 370 kW di picco di ricarica, riesce a ricaricare dal 10 all’80% nell’arco di 16 minuti.
Il mio test drive, che partito dalla sede bolognese di Volvo Italia alla volta della costa adriatica, e in particolare Porto Garibaldi, non ha però previsto soste di ricarica. Non è stato necessario: il percorso era più che altro studiato per farci fare un’esperienza in autostrada e su strada extraurbana.
Prima di tutto, la posizione di guida. È particolare, nel senso che il volante ha un diametro ridotto e la strumentazione la si legge sopra la corona, con un cruscotto di dimensioni compatte alla base del lunotto. Servono pochi minuti per abituarsi e anche chi è alto sopra la media, come me, trova rapidamente la sistemazione più corretta.
Volvo EX60, la prova sulle strade italiane
Rispetto alla versione guidata da Francesco Meneghini, la “mia” EX60 è dotata di sospensioni a controllo elettronico, che consentono di impostare la taratura a seconda della strada - e della velocità - sulla quale si viaggia. Il risultato è una risposta inappuntabile, confortevole quando lo vuoi, rigida quando necessario. Lo sterzo è diretto, piacevolmente filtrato, mai nervoso.
E nemmeno tu lo diventi, nervoso, visto che l’insonorizzazione è molto curata e, in generale, la EX60 si dimostra un’auto ideale sulla quale affrontare anche lunghi tragitti senza stancarsi, complice anche un’ottima assistenza alla guida. Unico appunto? Non ci sono le maniglie in alto, quelle alle quali “appendersi” durante il viaggio: per un’auto pensata per essere comoda, sarebbe stata la ciliegina sulla torta.
Volvo EX60, la prova sulle strade italiane
Ultimo aspetto, i consumi. Tra autostrada ed extraurbano e una guida non particolarmente attenta, la EX60 in prova ha consumato circa 20 kWh/100 km che, rapportati alla sua batteria da 95 kWh, significano una percorrenza reale di 475 km.
Fotogallery: Volvo EX60, la prova sulle strade italiane
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