Questa BMW M3 si guida ancora benissimo 30 anni dopo
321 CV, spazio per bagagli e passeggeri e uno stile sobrio, ma riconoscibile. Ecco la nostra prova della M3 E36 del 1996
Ci sono BMW che sono entrate nella leggenda e che ancora oggi sono apprezzatissime e ricercatissime dagli appassionati e dai collezionisti. Tra queste c'è sicuramente la M3 E36, una youngtimer il cui fascino continua a incantare intere generazione.
La sua storia inizia nel 1992, quando BMW presenta la seconda generazione della sportiva. Rispetto alla precedente E30, sviluppata con una filosofia ancora più vicina al motorsport, la nuova M3 assume un'impostazione più raffinata e utilizza per la prima volta un sei cilindri in linea al posto del quattro cilindri S14. Una "daily" che si lascia guidare e apprezzare anche a distanza di oltre 30 anni.
Un look discreto
La M3 berlina viene introdotta nel giugno 1994. A differenza della coupé, non punta su un'estetica particolarmente aggressiva. Non ci sono enormi spoiler né passaruota vistosamente allargati: per riconoscerla bisogna osservare alcuni dettagli più discreti.
BMW M3 Berlina (1996)
Tra questi ci sono gli specchietti retrovisori M, i paraurti leggermente modificati, i cerchi in lega da 17" e l'assetto ribassato. È proprio questo understatement a rappresentare ancora oggi uno degli elementi più affascinanti della M3 E36 berlina. La sua carrozzeria a quattro porte permette infatti di nascondere molto bene ciò che si trova sotto il cofano.
BMW M3 Berlina (1996), il tre quarti posteriore
Salendo a bordo, la BMW mostra un'altra delle sue caratteristiche distintive: rispetto all'immagine aggressiva che potrebbe suggerire la sigla Motorsport, l'abitacolo mantiene un'impostazione piuttosto elegante.
La plancia è quella tipica delle bavaresi degli anni '90, orientata verso il conducente e caratterizzata da una grande quantità di superfici nere. A impreziosire l'ambiente ci sono i sedili M, progettati per offrire un sostegno laterale particolarmente efficace, e materiali più ricercati rispetto alle normali Serie 3.
Tra gli elementi disponibili figurano anche le modanature in legno, mentre i rivestimenti in pelle sulle portiere contribuiscono a dare alla berlina un'impostazione più raffinata.
321 CV senza compromessi moderni
La prima M3 berlina utilizza il motore S50B30, un 3 litri sei cilindri in linea aspirato dotato, per la prima volta su una M3, del sistema di fasatura variabile VANOS sull'albero a camme di aspirazione.
Questa versione rimane in produzione fino all'agosto 1995 e viene realizzata in 1.835 esemplari.
BMW M3 Berlina (1996), il 3.0 sei cilindri
Nel 1995 arriva una profonda evoluzione della vettura. Il motore aumenta la cilindrata fino a 3,2 litri grazie alla modifica di alesaggio e corsa e introduce il sistema Double VANOS, con regolazione continua degli alberi a camme di aspirazione e scarico.
La potenza raggiunge così 321 CV, mentre la coppia massima arriva a 350 Nm a 3.250 giri/min. Il motore raggiunge la potenza massima a 7.400 giri/min e mantiene quindi quel carattere tipico dei grandi aspirati BMW dell'epoca, con la spinta che cresce insieme al regime di rotazione.
La M3 berlina del 1996 utilizzata per questa prova appartiene proprio a questa seconda evoluzione ed è caratterizzata dalla particolare vernice Techno Violett Metallic.
Una M3 per tutti i giorni
Il sei cilindri aspirato è probabilmente l'elemento che più distingue questa M3 dalle sportive moderne. Non ci sono turbocompressori, sistemi di scarico progettati per enfatizzare artificialmente il sound o modalità di guida da selezionare attraverso il display.
L'erogazione è accompagnata da un caratteristico cambio di tonalità oltre i 4.500 giri/min, quando il suono del sei cilindri diventa più metallico e coinvolgente.
BMW M3 Berlina (1996), la prova di Motor1.com
La M3 berlina raggiunge i 100 km/h da ferma in 5,5 secondi, un dato ancora significativo considerando l'epoca del progetto. La trasmissione è affidata a un cambio manuale a sei rapporti, con innesti descritti come precisi e caratterizzati da un marcato feedback meccanico.
Anche lo sterzo contribuisce alla sensazione analogica della vettura, offrendo un rapporto diretto con l'avantreno e una comunicazione che oggi è diventata meno comune.
Proprio la carrozzeria berlina rappresenta una delle principali differenze rispetto alla coupé. La M3 E36 può essere utilizzata come una normale automobile quotidiana, trasportando passeggeri e bagagli senza rinunciare alla meccanica Motorsport.
La BMW M3 Berlina (1996) su strada
La produzione complessiva della M3 E36 berlina raggiunge 10.600 esemplari nel mondo. La versione a quattro porte torna poi nella gamma M3 solamente con la generazione E90, a partire dal 2008.
Nel frattempo, la berlina E36 è passata dall'essere una variante relativamente poco considerata a diventare una youngtimer ricercata. Gli esemplari originali e non modificati sono sempre più difficili da trovare, mentre il valore delle vetture in buone condizioni può superare i 40.000 euro, secondo le indicazioni riportate nella fonte.
È una trasformazione significativa per un modello che per anni è rimasto nell'ombra della coupé. Oggi, però, proprio la sua discrezione può rappresentare uno dei motivi per cui la M3 E36 berlina continua ad attirare l'attenzione degli appassionati.
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