Vai al contenuto principale

La BMW che aveva il cuore della M1 e anima da GT

La M635 CSi del 1983 aveva 286 CV, un sei cilindri derivato dalla M1 e una velocità massima di 255 km/h

BMW M635 CSi (E24), la prova su strada
Foto di: BMW Classic

Negli anni Settanta Monaco di Baviera si lascia alle spalle l'immagine un po' austera del decennio precedente. Di quel periodo restano soprattutto le strutture costruite per le Olimpiadi del 1972 e la nuova metropolitana. Ma c'è anche un'altra eredità destinata a durare: una nuova idea di Gran Turismo elegante e sportiva.

Al Salone di Ginevra del 1976 BMW presenta l'erede della leggendaria E9. Il suo codice interno è E24, ma nelle concessionarie arriva con il nome ufficiale di BMW Serie 6 Coupé.

Il progetto porta la firma di Paul Bracq e diventa uno dei riferimenti stilistici dell'epoca. Il frontale è caratterizzato dal profilo a muso di squalo, con il cofano inclinato in avanti. Le superfici vetrate laterali sono prive di montante centrale, mentre il lunotto scende dolcemente verso il bagagliaio. Rispetto alla E9, la E24 cresce sensibilmente nelle dimensioni, offre più spazio nell'abitacolo e si afferma fin da subito come una coupé di lusso pensata per i lunghi viaggi. Non è certo un'auto economica: nell'autunno del 1977 il prezzo parte da almeno 42.300 marchi tedeschi, mentre una Mercedes 450 SE costa meno. BMW guarda naturalmente anche a mercati importanti come quello statunitense.

Inizialmente, la base tecnica della E24 deriva dalla Serie 5 della generazione E12. Nei primi mesi Karmann si occupa della produzione delle scocche grezze nello stabilimento di Osnabrück, prima che BMW trasferisca l'intera produzione a Dingolfing. Sotto il lungo cofano trovano posto esclusivamente motori sei cilindri in linea della famiglia M30. Un propulsore dalla proverbiale fluidità di funzionamento, tanto da guadagnarsi il soprannome di Eisenschwein, letteralmente "maiale di ferro".

La gamma comprende inizialmente la 628 CSi, la 630 CS e la popolare 635 CSi. Nel 1982 arriva un importante aggiornamento, anche in risposta alla nuova Mercedes SEC. BMW adotta la piattaforma tecnica della più recente Serie 5 E28, introducendo un avantreno aggiornato, modifiche alle sospensioni e una plancia ridisegnata.

Una M1 per tutta la famiglia

Il vertice della gamma debutta nell'autunno del 1983 al Salone di Francoforte: è la M635 CSi. Sviluppata da BMW Motorsport GmbH, questa versione speciale utilizza il motore della leggendaria M1, la sportiva a motore centrale della Casa bavarese.

Si tratta del sei cilindri in linea M88/3, con quattro valvole per cilindro e una cilindrata di 3,5 litri. La potenza raggiunge i 286 CV a 6.500 giri/min, mentre la coppia massima è di 340 Nm.

Senza catalizzatore, la sportiva accelera da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi e raggiunge una velocità massima di 255 km/h. Prestazioni che la collocano tra le berline e le coupé a quattro posti più veloci del periodo, permettendole di sfidare anche modelli sportivi di categoria superiore.

BMW M635 CSi (E24), la prova su strada

BMW M635 CSi (E24)

Foto di: BMW Classic

Tanta potenza, ma senza ostentazione

Rispetto alla normale 635 CSi, equipaggiata con il motore M30 da 218 CV e 310 Nm, la M635 CSi offre 68 CV e 30 Nm in più grazie al propulsore a quattro valvole derivato dalla M1. La differenza si avverte anche nelle prestazioni: la velocità massima cresce di quasi 25 km/h e lo scatto da 0 a 100 km/h migliora di circa un secondo.

Nonostante le prestazioni, la M635 CSi mantiene un aspetto piuttosto discreto. A distinguerla sono lo spoiler anteriore leggermente più pronunciato, con fendinebbia integrati, un piccolo profilo aerodinamico sul cofano del bagagliaio, i cerchi BBS a raggi incrociati e gli stemmi M sulla calandra.

Il risultato è un curioso incontro tra due epoche: una carrozzeria nata negli anni Settanta arricchita da dettagli che anticipano il linguaggio estetico degli anni Ottanta. Quasi come se l'ispettore Derrick avesse indossato una tuta sportiva in tessuto lucido.

BMW M635 CSi (E24), la prova su strada

BMW M635 CSi (E24), gli interni

Foto di: BMW Classic

All'interno ci sono sedili sportivi, un volante in pelle M Technik a tre razze e una strumentazione specifica, con contagiri graduato fino a 8.000 giri/min. Anche la meccanica viene adeguata alle maggiori prestazioni: BMW Motorsport installa barre antirollio rinforzate, ammortizzatori più rigidi e un impianto frenante maggiorato, con pinze fisse a quattro pistoncini all'anteriore.

Come si guida

Osservo la BMW e penso a quanto sia ancora bella, nonostante qualche dettaglio che tradisce gli eccessi stilistici della seconda metà degli anni Ottanta. Le ampie superfici vetrate, le proporzioni equilibrate e il grande bagagliaio la rendono una compagna ideale per i viaggi. Ma non siamo qui soltanto per ammirarla: la M635 CSi vuole essere guidata.

Mi accomodo sul sedile sportivo e controllo le spie del sistema Check Control, molto diffuso sulle auto dell'epoca. Una curiosità: come il computer di bordo, anche questo sistema ha le indicazioni in italiano. Un dettaglio che rivela la provenienza dell'esemplare.

Il grande sei cilindri si mette in moto con un suono pieno e profondo. Al volante mi torna in mente una sensazione già provata anni fa sulla M1: il motore M88/3 permette di guidare anche senza ricorrere continuamente al cambio. I 340 Nm di coppia massima arrivano a 4.500 giri/min, ma una buona parte della spinta è disponibile già ai regimi più bassi.

BMW M635 CSi (E24), la prova su strada

BMW M635 CSi (E24), la prova su strada

Foto di: BMW Classic

Davanti a me ci sono il tachimetro con fondo scala a 280 km/h e il contagiri, con la zona rossa che inizia a 6.900 giri/min. Scompare invece l'indicatore del consumo istantaneo, normalmente collocato nella parte inferiore del contagiri degli altri modelli. A differenza di quanto accade su altre BMW M, non viene sostituito da un indicatore della temperatura dell'olio motore. Poco importa: il sei cilindri sembra avere tutto sotto controllo. Anche perché non ho intenzione di metterlo alla prova affrontando i passi alpini a 200 km/h, come farebbe qualche blogger.

Mi limito quindi a scalare ogni tanto una marcia. Un'operazione piacevole sotto due aspetti: il classico clack del cambio, poi una pressione sull'acceleratore e il sei cilindri si mette a cantare. Una soddisfazione per il motore e per chi è al volante.

È chiaro, però, che questa BMW M è più una Gran Turismo che una vera auto da corsa, nonostante abbia partecipato alle competizioni per vetture turismo. Il suo ambiente ideale sono i lunghi viaggi, proprio come suggerisce la sigla GT. A patto, naturalmente, di fare frequenti rifornimenti di benzina. Anche la più tranquilla 628 CSi, del resto, non è molto più parsimoniosa.

Nessuna BMW è rimasta in produzione così a lungo

La BMW E24 rimane in produzione dal 1976 al 1989, per oltre 13 anni, diventando la serie più longeva nella storia del marchio bavarese. Complessivamente vengono costruiti 86.216 esemplari.

Della più rara M635 CSi, che nell'agosto del 1985 costa 93.550 marchi tedeschi (oltre 20.000 marchi in più rispetto a una Porsche 911 Carrera), vengono prodotti esattamente 5.855 esemplari fino alla fine della produzione, nell'aprile del 1989.

Di questi, 1.767 sono destinati al mercato nordamericano con la denominazione M6, catalizzatore e potenza ridotta a 260 CV. Oggi la E24 è considerata una classica senza tempo. Il suo fascino nasce dall'equilibrio tra il sound del sei cilindri in linea, la versatilità nell'uso quotidiano e una linea elegante che continua a rappresentare uno dei capitoli più riusciti della storia delle grandi coupé di lusso BMW.