Auto a GPL usata, cosa controllare per non avere sorprese
Prima di pagare un’auto GPL usata controlla libretto d’impianto, revisioni bombola, soglia degli 80 kW e prova su strada accurata
Un impianto GPL fatto bene può durare tutta la vita dell'auto. Uno tenuto male, invece, nasconde revisioni saltate e bombole vicine alla scadenza. E diventa un problema costoso proprio quando meno te lo aspetti.
Comprare usato un'auto a GPL conviene sul fronte del prezzo del pieno, ma il risparmio si trasforma in un rischio se non si controllano impianto, documenti e storia di manutenzione prima di firmare. Bastano pochi controlli mirati per capire se quell'auto è un affare o una trappola.
Auto GPL usata: i controlli essenziali prima di firmare
Il primo documento da chiedere è il libretto di impianto GPL, separato dalla carta di circolazione: riporta la data di installazione, il tipo di omologazione e soprattutto le scadenze delle revisioni periodiche del serbatoio. Senza quel libretto, o con timbri mancanti, è meglio rinunciare o trattare sul prezzo.
Il comando del passaggio dell'alimentazione benzina/GPL della Dacia Duster SL TCe GPL 4x2
Va poi verificata la data dell'ultima revisione della bombola. Per i serbatoi omologati secondo regolamento ECE/ONU 67-01 (la sigla indica lo standard europeo per i serbatoi GPL) la sostituzione è prevista ogni 10 anni dalla data di collaudo, senza distinzione tra serbatoio cilindrico e toroidale. Se la scadenza è vicina, conviene mettere in conto subito quella spesa aggiuntiva. Meglio anche chiedere le fatture dei tagliandi specifici per l'impianto GPL, distinti da quelli del motore a benzina. La sostituzione di filtri e vaporizzatore ha una sua periodicità e chi l'ha ignorata spesso se ne accorge con partenze a singhiozzo o consumi anomali.
Bisogna poi fare molta attenzione alla natura dell’impianto. Alcuni modelli (anche se il mercato delle auto GPL sta diminuendo sempre più) nascono già con alimentazione bi-fuel (omologazione in Fase 2) e anche se l'installazione dell'impianto è stata affidata a un partner specializzato (i principali sono BRC e Landi Renzo) omologazione e garanzia sono come installazione di fabbrica, quindi si gode di una specifica garanzia del costruttore e di interventi di manutenzione specifica inseriti nel programma dei tagliandi ordinari dell'auto.
La bombola del GPL spesso è installata sotto il vano di carico del bagagliaio
Per le auto convertite a GPL successivamente invece richiedono una verificate più approfondita, in special modo riguardo l'omologazione dell'impianto installato, che rispetti le normative europee.
Auto GPL usata: impianto e documenti, cosa verificare
Per capire se il veicolo può godere di eventuali agevolazioni fiscali legate all'alimentazione a gas, non basta guardare la scheda commerciale del modello. Per un'auto bifuel benzina/GPL bisogna verificare l'alimentazione omologata e i dati specifici riportati sul Documento Unico o sulla carta di circolazione, in particolare la potenza indicata alla voce P.2.
Test Dacia Duster SL TCe GPL 4x2
Hyundai Bayon Gpl
Due esemplari dello stesso modello, anche stessa cilindrata, possono avere caratteristiche tecniche diverse a seconda dell'anno di produzione o della versione. Il rischio è attribuire all'auto usata i requisiti della versione più recente, quando in realtà non li possiede.
Tra i parametri da confrontare con i documenti ufficiali c'è anche la potenza del motore: nel caso dell'esenzione dal bollo per l'anno d'imposta 2027 il limite di riferimento è fissato a 80 kW. Altre agevolazioni sui veicoli ecologici dipendono invece da norme regionali con soglie diverse. Il dato va sempre letto sul libretto e verificato rispetto alla singola misura.
Auto GPL usata: i segnali di manutenzione trascurata
Durante il giro di prova, l'avviamento va fatto prima a benzina e solo dopo qualche minuto passando a GPL. Se il passaggio è brusco, con un calo netto di potenza o un'accensione della spia guasto motore, il vaporizzatore o la centralina dedicata potrebbero essere da revisionare.
Il doppio bocchettone per fare rifornimento di benzina e GPL
Un altro segnale utile arriva dall'odore di gas nel vano bagagli o vicino al bocchettone di ricarica: non deve essere avvertibile in nessuna condizione, nemmeno dopo un pieno recente. Se c'è, vuol dire che ci sono micro perdite. Vanno fatte controllare subito da un'officina specializzata prima di qualunque acquisto.
Vale infine la pena guidare l'auto anche in autostrada, a velocità sostenuta e con il climatizzatore acceso: è la condizione in cui un impianto GPL trascurato mostra i suoi limiti reali, tra cali di potenza e ritorni automatici e non richiesti alla benzina.
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