Audi RS5 (2026), perché comprarla e perché no
Il V6 ibrido da oltre 630 CV spinge forte e l'elettronica è raffinata e fa divertire. Tra le curve, però, pesa tanto
Ha cambiato nome, ma la sostanza – e qui ce c’è tanta - è sempre la stessa. L’Audi RS5 è l’erede della RS4 e con lei i tedeschi hanno fatto centro. Non solo per il design, ma anche e soprattutto lato tecnologia e dinamica di guida che la avvicinano di tanto alla sorella maggiore RS6. E, tra l'altro, come lei è disponibile anche in versione Performance (con qualche chicca tecnologica in più) e in carrozzeria station wagon.
Sotto il cofano c’è un V6 ibrido plug-in da oltre 630 CV: scopriamola insieme in questo Perché Comprarla, vediamo come va, come è fatta e quanto consuma.
Fuori com'è?
L’Audi RS5 si riconosce subito: carrozzeria larga e bassa, fari sottili e appuntiti, grande griglia con le prese d’aria e due scarichi quasi centrali. Le forme sono muscolose e cattive da ogni angolazione, ma l’abitacolo arretrato e la coda scolpita danno alla berlina una linea sexy, più da coupé che da quattro porte. È lunga 4,89 metri, larga 1,95 e alta 1,43, per cui è abbastanza grande, ma dal vivo lo sembra ancora di più soprattutto per la larghezza.
Audi RS5 (2026), il posteriore
I fari sono a matrice di LED con la firma luminosa che può essere personalizzata e, sotto, la grande griglia sembra voler mangiare la strada. I cerchi da 21" slanciano la fiancata, dove i più attenti noteranno anche una presa d'aria verticale sul passaruota che ricorda quella di altri modelli sportivi di Audi, e dietro i due scarichi centrali - originali nel posizionamento - le danno tanto carattere. Non è una novità invece la scelta di unire i fari con una linea LED, anche se i moduli OLED fanno una grande scena.
IDENTIKIT
Audi RS5
L’Audi RS5 si riconosce subito: carrozzeria larga e bassa, fari sottili e appuntiti a matrice di LED, grande griglia con le prese d’aria e due scarichi quasi centrali. È una berlina sportiva dalla linea da coupé, con le forme che sono decisamente più muscolose e aggressive rispetto alla A5 da cui deriva
E dentro? Interni e bagagliaio
Il bagagliaio parte da 331 litri, per cui è abbastanza piccolo per un'auto di queste dimensioni. Il portellone però si apre anche con il piede, e questo è uno dei pochi casi in cui risulta comodo: quando ci si avvicina, infatti, l’auto proietta sull’asfalto un logo che indica il punto esatto da sfiorare. Una volta dentro però il vano però non è grande dato che la batteria dell’ibrido sotto il piano toglie parecchio spazio. Non ci sono nemmeno un doppiofondo e un vano dedicato al kit di gonfiaggio che, quindi, deve rimanere in superficie.
Dietro si sta comodi finché si viaggia in quattro: i più altri riescono a trovare una posizione comoda - io che supero il metro e 90, per esempio, ho il giusto spazio sia per le ginocchia che per la testa - ma il posto centrale è piuttosto sacrificato perché il tunnel è molto largo. A disposizione ci sono comunque le bocchette dell’aria e due prese di ricarica.
Audi RS5 (2026), gli interni
L'impostazione dell'abitacolo è uguale a quella della A5 standard. Alcuni dettagli però tradiscono la vocazione sportiva di questa berlina a partire dai sedili, bellissimi e avvolgenti, elettrici, riscaldati, ventilati e persino massaggianti. Il volante poi è in materiale tecnico e ha due pulsanti rossi attraverso cui si richiamano le modalità di guida più estreme. I rivestimenti sono curati e gli assemblaggi solidi, a parte il piano black sul tunnel che non convince del tutto.
Anche lo spazio per gli oggetti è buono. Sotto la consolle c’è la piastra a induzione, che si può usare pure come appoggio, e al centro i due portabicchieri. Il vano sotto il bracciolo è largo ma poco profondo mentre cassetto del passeggero e tasche delle portiere sono nella media.
Come va l'Audi RS5
Partiamo dalla città, dove la RS5 se la cava bene, ma con qualche limite. Pesano le dimensioni, soprattutto la larghezza, che con gli specchietti supera i 2 metri, e pesa anche la visibilità: la posizione di guida è perfetta ma si sta seduti in basso e i montanti sono massicci. Il raggio di sterzata poi, con cerchi così grandi, non è un granché. Nonostante tutto però parcheggiare però è facilissimo grazie alle telecamere ovunque e alla loro ottima risoluzione.
Qui il sistema ibrido plug-in aiuta parecchio: l’auto va spesso in elettrico, quindi consuma meno e viaggia in silenzio, con un ottimo comfort acustico. Recupera anche energia, perché quando il radar del cruise adattivo vede un’altra auto davanti rallenta da sola senza bisogno di toccare il freno.
Inquadriamo ora il motore: è un V6 biturbo da 510 CV abbinato a un elettrico da 177 CV per una potenza totale di 639 CV. Servono circa 3,5 secondi per andare da 0 a 100 km/h e nella variante Performance, quella di questa prova, la velocità massima arriva a 285 km/h. Il cambio è un automatico a 8 rapporti e la trazione è integrale, con la possibilità di mandare fino all’85% della coppia dietro.
Audi RS5 (2026), la prova su strada
La vera novità di questa nuova generazione di RS5 è il torque vectoring elettromeccanico, una prima assoluta per un’Audi di serie. Un attuatore alimentato dal sistema ibrido sposta la coppia tra le ruote posteriori in modo istantaneo, sia in accelerazione sia in rilascio, mentre il differenziale centrale resta sempre parzialmente bloccato. Il risultato è un’auto molto più reattiva, che non ha bisogno di perdere aderenza per far intervenire il bloccaggio.
Dallo schermo centrale poi si può attivare la modalità Torque Rear con cui mandarla di traverso è facilissimo. Meglio farlo in pista, perché serve molto spazio e anche un po’ di budget dato che le gomme vanno in fumo in un attimo. Il peso di oltre 2.300 kg si fa sentire nelle curve veloci, dove l’auto tende a traslare, ma rimetterla in linea però è semplice dato che l’anteriore tira sempre un po’. Basta alzare il piede e il gioco è fatto.
Peso a parte, mi è piaciuta davvero tanto. Con i carboceramici frena fortissimo e lo sterzo è tanta roba: anche nella mappa di default ha il giusto carico ed è preciso e veloce. L’anteriore si butta in curva all’istante, basta un minimo angolo, e in percorrenza la trazione integrale permette di tenere velocità molto più alte rispetto a quasi tutte le altre auto in circolazione.
Audi RS 5 (2026), la prova su strada
L’assetto a controllo elettronico poi è un altro piccolo miracolo: anche con i cerchi da 21" assorbe bene le asperità, anche se le buche più profonde si sentono e vanno evitate, e quando si va forte diventa una tavola azzerando il rollio in curva e il beccheggio in frenata. Lo scarico del V6 suona bene e, per chi non vuole mollare il volante, ci sono i due tasti rossi: quello a sinistra attiva il boost per i sorpassi, quello a destra permette di richiamare in un attimo la modalità di guida personalizzata.
Quanto ai consumi, a batteria carica siamo riusciti a percorrere poco meno di 80 km senza accendere il motore a benzina, con un consumo medio di 28 kWh/100 km. A batteria scarica invece si fanno meno di 8 km/litro in città, circa 12,5 km/litro in extraurbano e poco meno di 10 km/litro in autostrada.
Quanto consuma l'Audi RS5
| Città | Extraurbano | Autostrada |
| 13,0 l/100 km | 8,0 l/100 km | 10,5 l/100 km |
Quanto costa l'Audi RS5
L’Audi RS5 parte da circa 111.000 euro, e ce ne vogliono 115.000 per la station wagon. Entrambe si possono avere Performance per 10.000 euro in più, versione che aggiunge, tra le altre cose, i cerchi in lega da 21", le luci posteriori OLED, lo scarico sportivo e lo sblocco della velocità massima fino a 285 km/h.
Audi RS5 (2026), il dettaglio della firma luminosa personalizzabile
Cosa ne pensiamo
L’Audi RS5 convince soprattutto quando si guida: sterzo e assetto sono eccellenti, l’elettronica è pensata per il divertimento e la qualità percepita è alta. Bisogna però mettere in conto qualche compromesso, dal bagagliaio piccolo allo spazio ridotto dietro fino al serbatoio poco capiente.
Fotogallery: Audi RS 5 (2026)
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