Sì, il nome racconta perfettamente com'è l'auto

Qualsiasi auto può essere una Gran Turismo, se portata agli estremi. Ma una vera GT è un qualcosa di speciale, un’auto progettata per velocità impossibili per tante altre, raggiunte stando immersi in un lussuoso comfort e con una linea che fa sorgere negli automobilisti che superiamo a domanda "Che diavolo era?" Ve lo dico subito: la nuova Aston Martin DBS Superleggera potrebbe essere semplicemente la migliore GT di sempre.

Com’è

Le linee della Aston Martin DBS Superleggera sono disegnate per essere sexy ma anche per ospitare al meglio il V12 di 5,2 litri, sistemato il più in basso possibile e per riuscire a ottenere la distribuzione dei pesi 51:49. Marek Reichman, responsabile del design della Casa inglese, ha abbandonato la classica griglia frontale della DB11 con i suoi listelli orizzontali in favore di una a nido d’ape, per far respirare meglio il motore, mentre il nuovo splitter dalle dimensioni ben più generose riesce a “manipolare” l’aria, per generare un maggior carico aerodinamico. Ma ore in galleria del vento possono essere rese nulle se poi il risultato non appaga lo sguardo. Però lo posso dire: la DBS Superleggera è la più bella Aston Martin dai tempi della Vantage di metà 2000. Rende più muscolose e cattive le forme della DB11, creando un qualcosa che costringe i passanti a fermarsi e fissarla, come le falene con la luce. Le luci posteriori fumé, il diffusore rivestito in fibra di carbonio e i scarichi offrono un gran bel vedere a chi è costretto a stare dietro alla DBS Superleggera. L’unica cosa che stona sono le scritte “DBS” sulla carrozzeria. Lo so, sono pedante, ma mentre la scritta “Superleggera i badge DBS proprio non mi piacciono. Fortunatamente, l'unico badge visibile mentre si è alla guida è quello “Superleggera”, che ti fa sentire un signore aristocratico. Ma difficilmente vi concentrerete su di lui, perché l’abitacolo è davvero bello e ben fatto cabina è bello come l'esterno, con pelli firmate Bridge of Weir, e cuciture (a mano) dal motivo esagonale. I sedili mi hanno coccolato e rinfrescato per le centinaia di chilometri della prova. L’unica pecca riguarda la posizione di guida, un po’ troppo alta per i miei gusti e i sedili posteriori non curatissimi. C’è poi l'infotainment derivato da quello Mercedes, con comandi decisamente migliori rispetto alle ultime Aston. 

Leggi anche:

Come va 

Dicevo prima che la DBS Superleggera potrebbe essere la migliore GT di sempre. La cosa non dovrebbe sorprendere più di tanto, visto che Aston Martin ha legato il suo nome proprio al concetto di Gran Turismo, ma l’ultima arrivata rappresenta lo stato dell’arte. Si perché in passato le auto di Gaydon non riuscivano a tenere il passo con le varie Ferrari, Porsche o Bentley, sempre superiori come potenze. Ora con la DBS Superleggera invece si superano abbondantemente i 700 CV (col vecchio “trucco” del turbocompressore) e ce n’è davvero tanto per divertirsi, come ho scoperto correndo lungo le Autobahn tedesche. Nonostante il traffico abbiamo viaggiato quasi sempre intorno ai 210 km/h. Raggiungendo il massimo avremmo toccato i 340 m/h. C’è poi lo spunto da 0 a 100, risolto in 3,4” grazie anche alla mostruosa coppia di 900 Nm, tutti scaricati al posteriore. Peccato però che, quando si esce dalla curva ideale, la DBS Superleggera si appiattisca e smetta di spingere come sa fare. Che sia un problema di gestione del cambio (lo ZF 8 rapporti) o di erogazione? Bisogna sottolineare però che il modello in prova era un pre produzione ed è quindi probabile che, una volta nelle concessionarie in versione definitiva, questo problema non sia più presente. Naturalmente tutto ciò non vuol dire che la Superleggera sia lenta, anzi. Lo spunto da 0 a 100 è migliore (ad esempio) di quello di una McLaren 570GT e anche se non schiacciate con foga sull’acceleratore, il V12 vi schiaccerà contro i sedili in pelle. Al suono di una colonna sonora grandiosa. L’abitacolo viene avvolto da un sound caldo e rilassante, come solo un V12 può fare. Bello anche il cambio, montato al posteriore, con passaggi di marcia veloci e precisi, così come preciso è lo sterzo, non troppo carico e capace di filtrare le imperfezioni del terreno. Rimangono le stesse della DB11 le sospensioni adattive, regolabili in 3 modalità: GT, Sport e Sport +, con la modalità GT che si è rivelata la più equilibrata. In Sport + infatti l'assetto più rigido modifica troppo la stabilità della DBS Supereggera.  

2019 Aston Martin DBS Superleggera
2019 Aston Martin DBS Superleggera

Curiosità 

Non è la prima volta che Superleggera e Aston Martin si incontrano. La Carrozzeria Touring Superleggera infatti è responsabile del design di quella che viene indicata come l’epoca d’oro di Aston Martin, con la nascita di modelli immortali come DB4, DB5 e DB6. 

Quanto costa

I prezzi della Aston Martin DBS Superleggera partono da circa 270.000 euro e il modello in prova, con la sua straordinaria vernice White Stone, le appendici in fibra di carbonio, gli interni in pelle bicolore, l’impianto audio Bang & Olufsen e sedili ventilati, costerà sicuramente un po’ di più. Quanto non lo sappiamo perché da Gaydon hanno rilasciato unicamente il listino in sterline ma, provando a fare qualche esercizio di matematica, si arriva a sfiorare i 300.000 euro.

Motore V12 biturbo 5.2
Potenza 725 CV
Coppia Massima 900 Nm
Trazione Posteriore
Trasmissione Automatico 8 marce
Velocità Massima 340 km/h
Accelerazione 0-100 km/h 3,4 secondi
Consumi 12.28 l/100 km
Peso 1.693 kg
Posti a sedere 4
Prezzo base 304.995 dollari
Prezzo della versione provata 345.000 dollari circa

Fotogallery: Aston Martin DBS Superleggera: la prova su strada