MINI Cooper S, uno smile travestito da John Cooper Works
La consueta eleganza mixata con tanta grinta per la nuova MINI Cooper S stile JCW. Con il go-kart feeling che non delude le aspettative
Impettito simil cumenda oppure timorato come un parroco di campagna. Se il vostro stile di guida è come il mio, cioè assomiglia parecchio a questi, salire sulla nuova MINI e leggere un po' dappertutto John Cooper Works significa togliersi giacca e cravatta o tonaca virtuali, comprare dello zucchero filato e andarsene al luna park. Sapendo già che non sarete mai un Salvador Dalì delle curve e del cronometro.
Poco importa, però, che in realtà si tratti di un allestimento della Cooper S e non della JCW vera e propria. Il divertimento è comunque assicurato grazie a 178 CV e 280 Nm di coppia trasfigurabili in tre modalità (green, mid e sport), alle nuove sospensioni adattive che sovralimentano il go-kart feeling in go-kart mood, a un cambio automatico impeccabile e a un freno-pedale che pare un tutt'uno con la suola delle vostre scarpe.
In più c'è quel bordo della griglia frontale a forma di esagono che ha angoli così aperti da sembrare quasi un semicerchio. È una sorta di smile che può anche non piacere, ma di sicuro invita a spostare il proprio lato B all'interno dell'abitacolo.
Esterni | Interni | Guida | Curiosità | Prezzo
Esterni
Se lo smile di colore nero lucido (piano black) è il tratto che caratterizza tutte le versioni della nuova MINI, il frontale dell'allestimento John Cooper Works evidenzia in più delle maxi prese d'aria, quasi dei bocchettoni, che insieme alle feritoie parallele e all'assenza dei fendinebbia (integrati nei gruppi ottici anteriori) servono ad aumentare l'afflusso di aria nelle parti meccaniche e a fornire dal punto di vista stilistico un look più grintoso e dinamico.
L'aspetto muscolare, ma mai scarsamente elegante, della Cooper S JCW è sottolineato anche dal generoso diffusore di poppa, con il tradizionale doppio terminale di scarico centrale (acciaio inox da 85 mm di diametro) e i gruppi ottici posteriori con il disegno della Union Jack.
La Cooper S John Cooper Works del test drive era a cinque porte, di colore Chili Red, cioè rosso carrozzeria con elementi a contrasto in nero lucido: tetto, cerchi, profilo centrale della griglia, calotte degli specchietti, Side Scuttles (i caratteristici dettagli vicino ai passaruota anteriori) con le luci di direzione a Led.
Interni
A bordo l'atmosfera è come sempre d'alto bordo. Che gli spazi laterali non siano infiniti è noto, così come la cura dei dettagli e l'assemblaggio delle componenti al top. Il sistema di infotainment ha uno schermo touch da 8,8" con una nuova grafica e configurazioni personalizzabili per le schermate (Live Widget).
Le luci di ambiente hanno funzionalità avanzate e 12 colorazioni diverse. Il nuovo volante ha una corona ergonomica e molto "cicciona", con i principali comandi racchiusi in due placche che sembrano traballanti, ma in realtà servono a gestire il movimento dei tasti. Quello più esterno però (sulla razza destra c'è il volume) può essere inavvertitamente premuto in manovra aumentando il sound interno con un massiccio effetto-boato.
Stona, a mio parere, l'head-up display. È sicuramente ricchissimo di informazioni (comprese quelle del navigatore), ma riflette su uno schermino di plastica trasparente un po' cheap e che per quelli di media statura è fastidiosamente interpolato dal braccetto del tergicristallo.
Guida
Un centinaio di chilometri sui saliscendi di campagna nell'Oltrepò pavese, terra di colline e di vini frizzanti, rende bene l'idea di quanto sia effervescente la MINI Cooper S. L'effetto go-kart (sarete anche ubriachi di sentirne parlare!) non sarà forse quello degli albori, quando l'auto era davvero raggrumata su se stessa, ma continua a dare quell'idea di correre su due binari.
Idea che aumenta di gradazione con il nuovo assetto derivato dalle sospensioni adattive: la dinamica è rigida, ma niente affatto brusca. Le sconnessioni delle stradine di campagna, a volte marcate, non riverberano in modo secco sulla schiena. Il rollio è contenuto anche nel setup intermedio (mid) e la precisa corposità dello sterzo fa il resto.
Basta inserire l'avantreno sulla curva con un minimo gioco d'anticipo e la MINI fila via senza problemi. La sensazione di perdita del retrotreno, che peraltro può essere facilmente neutralizzata, arriva solo se si esagera con la velocità di attacco.
La frenata e potente e la corsa del pedale è modulabile in modo per me straordinario: non affonda mai a fine corsa se non è sollecitato al limite e c'è sempre una riserva di azione che rende tranquillo anche il cumenda ingarellato.
Il motore non è cambiato. E per fortuna, verrebbe da dire. Il 2.0 litri quattro cilindri turbo eroga 178 CV (erano 192 prima dell'adozione del filtro antiparticolato e restano una cinquantina in meno della John Cooper Works vera e propria) e una coppia massima di 280 Nm.
Garantisce una velocità massima di 235 km/h e uno scatto 0-100 km/h che scende a 6,7 secondi se si sceglie il cambio automatico a (6,8 secondi con il manuale a 6 marce). Che sia un propulsore inebriante lo testimonia anche il sound degli scarichi: roba da sbornia per le orecchie.
L'auto che è stata per qualche ora il mio parco giochi aveva l'automatico doppia frizione a sette marce ovviamente con i paddle al volante. Innesti precisi e rapidi, nessun impuntamento. L'ideale per i saliscendi di regime nei su-e-giù dell'orografia italiana.
In autostrada e sulle statali a lunga percorrenza qualcosa cambia. I fruscii aerodinamici si sentono e il rumore di rotolamento dei pneumatici (Hankook 205/45 R17 nel mio caso) diventa fastidioso, soprattutto sull'asfalto drenante. Nei lunghi trasferimenti aiutano il cruise control adattivo (anche con funzione di stop & go) e l'avviso di superamento di corsia.
Curiosità
Sulla gamma della nuova MINI è previsto un tetto a contrasto davvero singolare, con una colorazione cangiante in base all'incidenza della luce. Si chiama Multitone Roof e ha una gradazione di colore, che va dal San Marino Blue attraverso il Pearly Aqua fino al Jet Black.
La tecnica è stata studiata a Oxford (in fabbrica, non nel college) e prevede che le tre tonalità di colore siano applicate una dopo l'altra in un processo di verniciatura bagnato su bagnato. L'effetto è assolutamente particolare e, sostengono alla MINI, fa sì che in base al cambiamentodelle condizioni ambientali ogni Multitone Roof sia realmente un unicum.
Il tetto cangiante è previsto in opzione anche sulla Cooper S, ma non negli allestimenti JCW. Ed è un peccato, perché visto da vicino fa davvero impressione. L'auspicio è che un domani a Oxford riescano a strudiarne un abbinamento adatto anche alle tonalità John Cooper Works.
Prezzo
Secondo i dati della Casa, la MINI Cooper S ha un consumo di carburante combinato di 6,8-6,2 litri/100 km (6,5-5,9 litri/100 km con il cambio automatico) nel ciclo WLTP e di 6,5-6,3 litri/100 km (5,5 - 5,3 litri/100 km) in quello NEDC. Le emissioni di CO2 sono di 154-141 g/km (147-134 g/km cambio automatico) nel ciclo WLTP e di 149-144 g/km (126-121 g/km) nel ciclo NEDC. Il prezzo della MINI Cooper S 5 porte parte da 28.700 euro. In allestimento JCW costa 34.900 euro.
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