Mercedes Classe T, l'anti SUV alla prova di stile
Tutto è ovviamente relativo alle possibilità che dà il segmento, ma la Stella ce la mette tutta per "promuovere" la sua auto famigliare
Alternative a SUV e station wagon, le multispazio o MPV sono auto che forse esteticamente non appaiono bellissime, ma hanno dalla loro una grande funzionalità. Un altro piccolo limite di questo tipo di vetture è che spesso sono derivate direttamente da small van o furgoncini e dunque ne ereditano la non eccelsa comodità.
Negli ultimi tempi però sia i progressi fatti in termini di comfort fra i veicoli commerciali sia la tendenza a sviluppare prima la variante auto rispetto a quella furgone, hanno aperto un po' di più il mercato delle multispazio tanto che, dopo Volkswagen, anche la Stella aspira al livello premium del segmento.
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Esterni
Premettendo che tutto è relativo, il lavoro di Mercedes per addolcire le forme obbligate della Classe T ha dato i suoi frutti. Nonostante quindi la volumetria imponente sopratutto dopo il primo montante, la mutispazio riesce a comunicare una certa idea di eleganza unita anche a una buona dose di sportività che non guasta se ci si vuole rivolgere a un pubblico di sportivi e di amanti delle attività outdoor.
Volumi tutto sommato anche contenuti in meno di 4,5 metri di lunghezza e poco più di un metro e 80 sia in altezza sia in larghezza. Nel primo caso un vantaggio per entrare in parcheggi sotterranei molto bassi e aprire con un certo margine il portellone posteriore.
Il frontale riprende il family feeling delle compatte della Stella con gli elementi cromati di serie sulla mascherina e sul radiatore. I fari posso contare di serie su luci alogene e a richiesta su LED High performance. Apprezzabile anche la grande vetratura a vantaggio sia della visibilità dall’interno sia della luminosità di abitacolo e vano passeggeri.
Inedito nel segmento è il posteriore che si distingue per una linea meno squadrata rispetto agli altri multispazio e che si allarga leggermente all’altezza dei passaruota. A sottolineare il posizionamento della Classe T anche il disegno dei fanali posteriori che riprende quello della Classe V. La scelta di colore è fra 9 verniciature di cui 5 metallizzate tra cui spiccano lo sportivo Giallo Limonite e l’esclusivo Rosso Rubelite.
Interni
Le differenze rispetto al cugino francese Kangoo e al fratello Citan Tourer sta soprattutto nella scelta dei materiali di rivestimento e per alcuni dettagli come gli inserti in tinta carrozzeria in abitacolo. I sedili sono comodi e avvolgenti sia nei posti anteriori sia dietro dove detto son state ricavate tre sedute vere e doppio attacco isofix.
Sul volante trovano posto I pulsanti multifunzione per il cruise control, il computer di bordo l’MBUX che può ospitare anche i servizi di connettività Mercedes Me.
Misto il cockpit con gli indicatori principali analogici e lo schermo centrale digitale con le info di marcia.
Nella zona posteriore si sente forse la mancanza di una maggiore indipendenza delle sedute che possono essere abbattute solo nella modalità 1/3 - 2/3 e non scorrono. Comunque di spazio ce n’è veramente tanto e facilmente accessibile sia dal grande portellone posteriore con una soglia di carico a 56 cm da terra, sia dalle porte scorrevoli laterali di oltre un metro di altezza per quasi 70 cm di larghezza.
Guida
Anche dietro al volante e in marcia si conferma la sensazione che in Mercedes abbiano puntato molto alla comodità di marcia provando a sfatare il mito che vuole i multispazio dei furgoncini "abbelliti". Infatti, la manovrabilità e il comportamento nel misto extraurbano e in autostrada e sufficientemente neutro. In città, nonostante le dimensioni, Classe-T si guida bene, merito della seduta rialzata e come accennato della grande vetratura che limita moltissimo gli angoli morti.
Sono disponibili due motorizzazioni: turbodiesel e benzina, quest'ultima è quasi una novità per questo segmento, 1.5 l la prima, 1.3 l turbo la seconda. Entrambi I propulsori possono essere abbinati anche al cambio automatico a doppia frizione DCT per migliorare ancora di più l’esperienza di guida.
Per quanto riguarda invece le prestazioni il 1.5 turbodiesel è declinato nelle due potenze di 95 e 116 CV con la possibilità di overpower e overtorque che offrono temporaneamente un aumento della coppia e della potenza. Interessante la motorizzazione 1.3 turbo benzina che offre 102 e 131 CV e si pone in termini di coppia a bassi regimi a un livello molto vicino al turbodiesel e con prestazioni in termini di velocità di punta molto interessanti.
Quindi se avete intenzione di fare parecchi chilometri, soprattutto fuori città, il diesel è da preferire, ma considerate l’alternativa benzina se le vostre gite non vi portano troppo lontano e soprattutto in ottica di restrizioni presenti o future per le motorizzazioni a gasolio.
Curiosità
In realtà le curiosità sono due. La prima è un retroscena abbastanza significativo di cosa significa sviluppare insieme un'auto per due case molto diverse fra loro come Renault e Mercedes. In fase di definizione delle sospensioni, infatti, a nessuna piaceva l'idea dell'altra e così ognuno ha scelto il proprio sistema, tanto che a guidare un Kangoo e una Classe T la differenza di avverte.
L'altra è in chiave mercato, con l'uscita di Stellantis dal segmento dei multispazio non elettrici si restringono di molto le opzioni per chi vuole scegliere questo tipo di veicolo a propulsione endotermica e ancora di meno se si cerca un prodotto più rifinito, chissà che Mercedes non ci abbia visto giusto.
Prezzi
Classe T è già ordinabile in Italia con un listino che parte da 26.450 euro per la versione entry level con motorizzazione CDI 160. Per il top di gamma, vale a dire la versione Progressive sempre turbodiesel, ma 180, ci vogliono circa 30mila euro.
Fotogallery: Mercedes-Benz Classe T, la prova su strada
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