Della Polestar 2 si è parlato tanto. Per molti è la rivale della Tesla Model 3, per altri una spanna sopra in quanto a ecosistema e per quel fascino minimalista tipico del design scandinavo. Dopo un paio d'anni di attesa è finalmente arrivata in Italia, proponendosi come alternativa premium alla Tesla Model 3, sì, ma anche a gran parte delle tedesche.

Qualche settimana fa abbiamo provato su strada la Performance, la versione più potente a listino (cliccate qui per leggere la prova o guardare il video) e abbiamo testato l'autonomia della Long Range a singolo motore nella nostra annuale prova consumi: questa volta, però, abbiamo fatto qualcosa di diverso mettendola alle strette in un contesto completamente diverso e altamente sfidante per qualsiasi auto, tra le nevi della Lapponia.

Bilanciata e facile da guidare

Partiamo dalla scheda tecnica. Per questo test abbiamo volutamente scelto una delle versioni più interessanti della Polestar 2, la Long Range Dual Motor che, come suggerisce il nome, può contare su due motori posizionati uno per asse che garantiscono la trazione integrale. La potenza di sistema è elevata, 408 CV (300 kW), disponibili fin da subito e in grado di far scattare questa filante berlina da 0 a 100 in 4,7 secondi con una velocità massima di ben 205 km/h. Numeri sicuramente allettanti che, però, assumono un significato particolare quando ci si trova durante l'inverno a pochi chilometri dal Circolo Polare Artico.

Foto - Polestar 2, la prova in Lapponia sulla neve

Neve e ghiaccio infatti coprono l'asfalto e per scaricare a terra tutta la potenza servono, prima di tutto, delle buone gomme e un'ottima "tecnica". E la Polestar 2 può contare su entrambe. Mettendo da parte il tema pneumatici che, comunque, si sono dimostrati super efficaci in tutte le condizioni (le auto montavano sia Pirelli che Continental), lo scopo di questo test è stato proprio quello di valutare le abilità di un'auto sviluppata appositamente in condizioni limite di freddo per essere sempre confortevole e facile da guidare, il che non è scontato quando il grip è inesistenze e sembra di viaggiare sul sapone.

Proprio l'intuitività della guida è uno dei punti di forza della Polestar 2, con i collaudatori e gli ingegneri che si sono occupati del progetto che hanno percorso migliaia e migliaia di chilometri su ghiaccio e neve per migliorare il telaio e la comunicazione tra i diversi sistemi. Anche su terreni a bassa aderenza i controlli elettronici si comportano alla perfezione, intervengono ma agiscono così velocemente che sembra non ci sia stato alcun aiuto. Ovviamente questo in condizioni di guida normale, perché se si vuole scomporre la macchina è tutto un altro discorso.

Foto - Polestar 2, la prova in Lapponia sulla neve

Anche staccando tutti gli assistenti però la macchina rimanga comunque facile e intuitiva da guidare, con reazioni composte e prevedibili. Il telaio è bilanciato e la trazione integrale lavora bene sia nello scaricare la potenza (a seconda dell'angolo di sterzo l'auto decide quanta coppia distribuire sui due assi per avere un comportamento sottosterzante o sovrasterzante in base alla situazione) sia in frenata, con la rigenerazione attiva su tutte e quattro le ruote che evita trasferimenti di carico improvvisi e non voluti.

Uno degli elementi che fin da subito regalano questo senso di piacevole sicurezza è lo sterzo, con un volante "potente" dalla corona massiccia, limpido nel feedback e comunicativo nonostante il terreno scivoloso.

Foto - Polestar 2, la prova in Lapponia sulla neve

È in un ambiente del genere, freddo, buio e ventoso, che si apprezzano alcune particolari qualità della Polestar 2, con tutti i dispositivi di bordo che sono state studiati per essere efficaci nel minor tempo possibile. Un esempio? Il climatizzatore che, appena si accende l'auto anche con temperature sottozero, riscalda l'abitacolo in un batter d'occhio. In caso di vetri ghiacciati poi non c'è alcun problema perché al centro del tunnel, vicino al rotore del volume dell'infotainment, sono ben evidenti - non a caso - due tasti: uno riscaldare il parabrezza, l'altro per sbrinare il lunotto.

Avete presente poi quel ronzio che contraddistingue molte auto elettriche? Ecco, il silenzio e l'assenza di vibrazioni che accompagnano il movimento della Polestar 2 regalano una sensazione di rilassatezza totale. Si sente solo il rumore della neve sotto le ruote, comunque sempre ovattato. Sembra quasi che la macchina voglia convincerti a non usare gli oltre 400 CV istantanei sotto il cofano, invitando a muoversi con un filo di gas godendosi il paesaggio e l'intrattenimento di bordo.

Un enorme showroom di ghiaccio per la Design Week

Sapete dove si compra una Polestar? La risposta "concessionaria" può sembrare ovvia, ma non è così. In attesa dell'apertura dei primi due hub fisici a Roma e Milano, il percorso d'acquisto si effettua completamente online. In Europa e nel mondo, però, sono stati aperti già 120 showroom (che in Polestar chiamano Space), luoghi dove si va sì per guardare le auto ma anche per entrare in contatto con la forma più pura del tipico design scandinavo. Nessuno, però, è come quello temporaneo che è stato realizzato a Rovaniemi, nel nord della Finlandia, che potete vedere dalle foto qui sotto.

Foto - Polestar 2, la prova in Lapponia sulla neve
Foto - Polestar 2, la prova in Lapponia sulla neve

Costruito in tre settimane con 3.000 metri cubi di neve proveniente dalla vicina stazione sciistica di Ounasvaara, lo Snow Space è stato inaugurato il 10 gennaio e sarà visitabile fino al 26 febbraio, data in cui la neve utilizzata tornerà sulla pista da sci di origine. Si tratta di una struttura cubica da 12 metri per lato con le pareti che sono spesse ben 2 metri. Al centro è esposta una Polestar 2 mentre ai lati alcune componenti dell'auto (ammortizzatori, cerchi, freni) realizzati completamente di ghiaccio.

Il design dello showroom è ispirato a quello della sede centrale di Polestar a Göteborg, in Svezia, e realizzato dall'azienda finlandese Frozen Innovation. Nei giorni in cui sarà aperto non svolgerà solo il ruolo di hub dove i curiosi possono avvicinarsi e toccare con mano le ultime novità, ma svolgerà un ruolo di primo piano nella promozione della manifestazione Arctic Design Week.

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