Immaginate di crescere con la passione per le auto e con una Flaminia Convertibile Touring che, quasi ogni giorno, entra ed esce dal garage posto proprio sotto la vostra camera da letto.

Un’affascinante tortura - trattandosi dell’auto del vostro vicino di casa - però dal lieto fine perché la perseveranza premia, così, la tanto agognata Lancia, riesce finalmente ad entrare nel vostro di garage. Un sogno? No, semplicemente la protagonista di questo Perché Comprarla Classic!

Storia

Volendosi concentrare sulla protagonista di questa puntata, allora, oltre che di eleganza e stile, è però necessario parlare di “sportività”, un ingrediente che, nella famiglia Flaminia, irrompe al Salone dell’Automobile di Torino del 1958 con tre versioni Coupé carrozzate rispettivamente da Pininfarina, Touring e Zagato.

Già dalla sua interpretazione di Flaminia GT, la Touring Superleggera di Milano da prova di saper sfruttare le tecnologie correnti valorizzando il buon gusto e le esigenze di una clientela Lancia davvero elitaria, con quest’approccio che ovviamente è ancora più centrato con l’arrivo della Convertibile Touring, che sfoggia anch’essa una carrozzeria interamente in alluminio, secondo l’esclusiva tecnica di Superleggera.

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Lancia Flaminia Convertibile Touring

Le Flaminia Touring, costruite a partire dal 1959, motoristicamente subiscono le medesime variazioni di cilindrata e potenza del resto della gamma Flaminia, inaugurata col V6 anteriore di 2.458 cc e 119 CV di potenza ed evoluto con la variante 3C da 140 CV di questa prova, versione prodotta tra il ‘61 e il ‘63 in 246 esemplari.

La potenza arriverà poi a toccare i 150 CV con la 3C 2.800 prodotta nel biennio ‘63-’64 in 180 esemplari, con l’intera gamma Convertibile Touring che annovera soltanto 847 esemplari in totale, pochi rispetto alle circa 12.000 Flaminia create dal 1957 al 1970.

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Lancia Flaminia Convertibile Touring, gli interni

Pro & Contro

Alla fine degli anni ‘50 sono diversi i Maestri carrozzieri che hanno già alle spalle svariate collaborazioni con Lancia, ed è così che la prima proposta di Spider Flaminia arriva nel 1959 ma non centra a dovere l’obiettivo, così Carlo Pesenti, subentrato da poco a Gianni Lancia alla Presidenza, si rivolge alla Touring, e i risultati sono sotto ai nostri occhi in questa prova.

I volumi sono splendidamente proporzionati e sia sulla GT che su questo esemplare, quando in inverno viene montato il suo hard-top originale, l’inclinazione del lunotto acuisce quella sensazione di velocità accentuata dalla lunga sezione posteriore che si conclude coi lunghi fari trapezoidali dagli angoli arrotondati, come sapete intercambiabili tra destro e sinistro, mentre davanti viene inaugurato il doppio faro gemellato, spettacolare.

Le misure  
Fuori  
Lunghezza 4,50 metri
Larghezza 1,66 metri
Altezza 1,30 metri
Passo 2,52 metri
Massa 1.330 kg
Ruote  
Anteriore + Posteriore

165-185/40

All’interno poi la raffinatezza la fa da padrona, con la strumentazione di chiara lettura che, trattandosi di una 3C in questo caso 2.5, porta in dote una variazione al contagiri con fondo scala ora a 6.500 giri. L’impugnatura sottile del volante dal diametro abbondante è tipica dell’epoca, mentre invece avveniristica è la regolazione in profondità del volante stesso, una chicca davvero rara che comunica quanto in Lancia amassero innovare.

In movimento, i 140 CV di questo V6, dal valido allungo e dalla buona disponibilità di spinta in basso, sono il perfetto anello di congiunzione tra la prima V6 da 119 CV e la più performante 2.8 da 150 CV. Con la gamma 3C, ovvero tre carburatori in questo caso Weber da 35, uno con starter e altri due senza. 

Versione provata

Lancia Flaminia 3C GT Convertible

Motore

V6 di 2.458 cc

Potenza

140 CV a 5.600 giri/min

Coppia

203 Nm a 3.500 giri/min

Cambio

Manuale a 4 rapporti

Vel. Max

190 km/h

Come su altre Lancia, lo schema transaxle prevede frizione, cambio e differenziali fissati al telaio, direttamente al retrotreno, in questo caso con schema de Dion, da qui la strana forma della leva del cambio sagomata, dalla piacevole manovrabilità che di certo contribuisce a ritmare con decisione la voce del V6!

Sulla 3C 2.5 però, nonostante l’alluminio, il peso arriva a 1.400 kg in ordine di marcia ed è anche qui che interviene il potente impianto frenante con 4 dischi Dunlop e servofreno a depressione, coi dischi che misurano 292 mm davanti e ben 305 mm dietro.

PS: La delicatezza dell’alluminio, infine, è una caratteristica da sapere in caso di incidente o ossidazione e, considerando che all’epoca i metalli usati erano assai fiorenti e l’alluminio andava a ruba, di ricambi usati proprio non se ne trovano!

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Lancia Flaminia Convertibile Touring, il posteriore

Quanto costa

In pochi potevano permettersela e tra quei pochi, ancora meno scelsero di allocare una cifra del genere per una Lancia, ma oggi io mi sento di condividere con voi che, per una Lancia di questo lignaggio ne varrà sempre la pena, e non mi riferisco soltanto alle quotazioni, ma al valore storico e stilistico di un’automobile che fa rima con nobile.

Volendo però scendere nel materiale, bisogna parlare di prezzi e se per le Flaminia berlina le quotazioni sono ancora pseudo-accessibili (non parliamo di Zagato Coupé però!), per una Touring Convertibile la questione si fa più elitaria, con richieste che possono oscillare tra i 90 e i 130.000 euro, con punte anche di 150.000 euro per gli esemplari meglio conservati e documentati.

Fotogallery: Lancia Flaminia Convertibile Touring