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Opel Omega Lotus (3.6 Biturbo, 377 CV), Perché Comprarla... Classic

La berlina più veloce al mondo: la prova dell’auto che ha rischiato di essere messa al bando in UK perché troppo "oltraggiosa ”

Opel Omega Lotus (3.6 Biturbo, 377 CV), Perché Comprarla... Classic
Foto di: Motor1 Italy

La berlina più veloce del mondo. Basterebbe questo per rendere leggendario il “Perché Comprarla... Classic” della Opel Omega Lotus, ma la verità è che dietro all’incubo di BMW M5 e Mercedes 500E (per non parlare di Ferrari o Posrche), c’è anche un pizzico di Corvette.

Grazie alla collaborazione di un rarissimo esemplare di Omega Lotus, da sempre italiano, in questo video torneremo tutti a innamorarci delle berlinone anni ‘90 ipervitaminizzate!

Storia

È il 1990 e la camera dei Lord di Londra “etichetta la Vauxall Carlton Lotus come un oltraggioso e pericoloso invito alla velocità”, e prova a bandirla dalla vendita ma non ci riesce, ed è così che pochi anni dopo una banda di ladri inglesi usa proprio questa Carlton Lotus per umiliare le Rover della Polizia che per mesi non riescono mai a raggiungerla, nemmeno in elicottero: è o non è una dream car che vale la pena di conoscere meglio?

Ebbene, la storia della Opel Omega Lotus parte dalla fine degli Anni '80, e più precisamente nel 1987 quando la super aerodinamica Opel Omega diventa Auto dell’Anno. Nonostante questo, in General Motors iniziano a sopportare con fatica il pensiero che le Opel fossero affidabili e solide ma poco sportive, nonostante la gamma GSI e i successi nel motorsport, così l’allora presidente della General Motors Europe John “Jack” Smith sfrutta l’ingresso nel gruppo della Lotus e propone, insieme a Mike Kimberrly di animare la festa... cercando di superare la musa ispiratrice del periodo, la Lancia Thema Ferrari 8.32, anche se questa Opel ha la trazione doverosamente posteriore!

Inizialmente si pensa a una Opel Senator con motore V8 di derivazione Corvette, ma le numerose difficoltà emerse indicano presto una nuova “via”: questa nuova sportiva sarebbe stata una Omega con motore 6 cilindri... e sovralimentato! Eaton, il successore di Smith, dà il via alla produzione nello stabilimento inglese della Lotus a Hethel, soluzione politicamente corretta ma più costosa e che complica la vita al piccolo stabilimento britannico... ma poco importa a noi appassionati perché il risultato finale è strepitoso.

La Opel Omega Lotus resetta quindi gli standard prestazionali fino ad allora conosciuti sin dalla sua presentazione, avvenuta al Salone di Ginevra nel marzo del 1989 dove i suoi 283 km/h di velocità massima, prima ancora dei 377 CV che eroga il suo 3.6 biturbo, sono la notizia delle notizie: è lei la berlina più veloce al mondo e lo rimarrà fino al 2005 quando la Bentley Continental Flying Spur ha raggiunto i 313 km/h.

Questa irripetibile Opel Lotus viene prodotta unicamente nel colore Imperial Green in 950 esemplari di cui 630 Omega e 320 Carlton, e quella che vedete in queste immagini è una delle poche unità destinate ufficialmente al mercato italiano, inizialmente 20 poi diventate circa 70 e distribuite tra il 1991 e il 1994 dai due concessionari Opel dotati di esclusiva, la Autoimport di Roma e la Nando e Soffritti di Milano.

Pro & Contro

Se dietro alla Omega Lotus non ci fosse stato il designer Julian Thompson, forse a livello estetico questa berlina in molti la definirebbero come una velocissima “tamarrata” ma, come sappiamo, non è andata così grazie anche a un attento studio aerodinamico, avvenuto nella galleria del vento di Stoccarda, ha permesso di raggiungere un CX di 0,30, di pochissimo superiore a quello della Omega Standard di 0,28

La sua arroganza serve sia a livello funzionale che “comunicativo”: prese d’aria sul cofano per sfogare il calore, passaruota doverosamente allargati, un alettone bello vistoso e paraurti rivisti con quello anteriore che sfoggia tre enormi bocche, con quelle laterali deputate al raffreddamento anche dell'impianto frenante che si intravede attraverso i cerchi Ronal da 17 pollici, spettacolari. Menzione a parte poi per il doppio scarico ravvicinato posteriore, forme spigolose e fascino garantito...

Le misure  
Lunghezza 4,77 metri 
Larghezza 1,81 metri 
Altezza 1,44 metri 
Passo 2,73 metri 
Massa 1.710 kg
Ruote anteriori 235/45 R17
Ruote posteriori 265/40 R17
Bagagliaio 520/870 litri 

Dentro invece non c’è stato spazio o necessità o budget per una rivisitazione più caratteristica e spinta. Pelle Connelly in color antracite per i sedili, pannelli porta e padiglione in tessuto, volante in pelle con logo Lotus Omega, mentre nel nostro video invece vedrete un volante e un pomello cambio Nardi.

L’equipaggiamento è completo e funzionale col tunnel centrale ricchissimo di tasti ma, soprattutto la strumentazione, pecca di eccessiva semplicità non tenendo conto della complessità del motore: mancherebbero infatti gli strumenti di monitoraggio di temperatura e pressione dell’olio, oltre al manometro del turbo. Per fortuna il proprietario del nostro esemplare li ha aggiunti in un secondo momento.

Celebre anche per il suo Less is More, credo che Colin Chapman sarebbe comunque fiero anche di questo More is More.  Non è il V8 inizialmente ipotizzato, ma da questo 6 cilindri in linea i tecnici di Opel e in particolare Lotus hanno rivoluzionato un propulsore, creandone una variante esclusivamente per questa berlina.

Si tratta in pratica dello stesso monoblocco utilizzato dai 3.000 di Omega e Senator, ma con un albero motore su 7 supporti di banco, canne fuse a coppie, pistoni e bielle della Mahle, medesimo alesaggio del 3.000 ma corsa maggiorata, con la cilindrata che quindi aumenta fino a 3.615 con la testata 24 V in lega leggera che, passando da Hethel, restituisce un rapporto di compressione di 8,2:1.

La trasmissione invece è affidata allo ZF a 6 rapporti di tipo 6S-40 e, per poterlo montare qui, Lotus chiese alla Opel che chiese alla General Motors che chiese alla ZF di modificare il contratto di fornitura di questa trasmissione, inizialmente esclusivo per la ZR1... aggiungendo anche l’autobloccante tirato al 40%, indispensabile su questa berlinona.

Arrivano poi le due turbine Garrett T25 a chiudere il cerchio con la loro pressione di esercizio a 0,7 bar, che porta la Omega Lotus al suo record di velocità massima, anche se si narra che su esemplari con pressione leggermente maggiore, i 300 km/h venivano sfiorati, toccati e, a volte, schiaffeggiati, con una stabilità impressionante anche vicino alla velocità massima.

Con caratteristiche di questo tipo, è facile intuire come la Omega Lotus non sia una : macchina “semplice”: accensione computerizzata, iniezione elettronica multipoint specifica fornita dalla ACDelco e tante altre parti create soltanto per lei... oggi piuttosto difficili da trovare! Inoltre scalda parecchio e se la usate da monelli il differenziale posteriore dura da Natale a Santo Stefano.

La scheda tecnica

   
Motore L6 di 3.615 cc 
Potenza 377 CV a 5.200 giri/min 
Coppia 557 Nm a 4.200 giri/min
Cambio Manuale a 6 rapporti

Quanto costa

Oltre 115.000 milioni di lire, tanto, ma non tantissimo dato che le sue temibili avversarie, numeri alla mano, erano spesso più lente e costavano assai di più. L’unica che costava molto meno era la Thema 8.32 da 91 milioni, una anteriore, ma dai costi di gestione da Ferrari.

Le quotazioni della Omega Lotus, oggi, si stanno mantenendo alte, quasi sempre sopra i 60/70.000 euro per esemplari dal passato oscuro, con picchi anche ben superiori ai 100.000 euro per delle Omega Lotus trattate con i guanti, se bianchi da autista o neri da rapina, decidete voi!