Come si guida una Land Rover Defender OCTA, il SUV da rally!
In Sudafrica a tutta velocità con il supersuv inglese V8 dal oltre 600 CV e sospensioni senza barre antirollio
Ma che ci fai con una macchina così? Me lo sono chiesto più volte durante le 13 ore di volo Londra - Città del Capo, mentre scorrevo le specifiche tecniche dell’auto che avrei guidato di lì a poche ore, tra il 30° e il 34° parallelo del pianeta. Un SUV con un V8 biturbo da oltre 600 cavalli sotto al cofano.
E poi... bisogna davvero volare fino in Sudafrica per provarlo?
Viviamo in un mondo in cui cercare un senso alle cose è sempre più necessario. Spesso, però, è anche inutile. Perché alcune creazioni – come questa Defender Octa – sfuggono alla logica. E probabilmente è proprio per questo che ci affascinano. Del resto, le "supercar” non si spiegano con la ragione: si guidano.
E io l’ho fatto in Sudafrica, per 48 ore.
Fuga di potenza
La mia prova-viaggio parte da Città del Capo, il cuore pulsante di una terra di estremi, dove l’oceano incontra il vetro dei rooftop ultramoderni e le lamiere delle baraccopoli si perdono all’orizzonte. Salgo sulla Defender Octa che mi è stata assegnata e mi lancio verso l’entroterra, cercando di lasciare alle spalle riflessioni esistenziali e sensi di colpa che affiorano ogni volta che atterri in un Paese in via di sviluppo.
L'abitacolo della Defender OCTA. Segni particolari: le rifiniture in carbonio e il pulsante OCTA sul volante
La Defender asseconda la mia fuga con la potenza del V8 biturbo di origine BMW (lo stesso della X5 M), un motore che inebria dal momento dell’accensione e a ogni pressione del pedale. Il suono è spettacolare, anche se fa strano sentirlo su un SUV. E soprattutto su questo SUV, così alto e grosso, dove tutto ti aspetti tranne che possa bruciare lo 0-100 km/h in soli 4 secondi.
La flotta di Defender Octa pronte alla partenza
Occhio alle gomme
Sull’asfalto i chilometri volano, e anche la velocità. Da queste parti, una volta usciti dalla città, le strade dell’entroterra sono pressoché deserte ed è facile perdere il contatto con i limiti, peraltro molto flessibili. Alla Defender Octa basta ovviamente un filo di gas, e a ricordarti che stai andando troppo forte ci pensa il rumore vibrante delle gomme, perché l’esemplare che sto guidando monta quelle tassellate. Cioè, quelle giuste per andare in fuoristrada senza se e senza ma.
Sono marchiate Goodyear e montano cerchi da 20 pollici in stile rallystico, disegnati appositamente per la Octa. E difatti donano alla Defender un tocco estetico molto tecnico. Se volete cerchi più eleganti, non c’è problema: ci sono quelli da 22 pollici, che sbloccano pure la velocità massima da 160 a 250 km/h.
Dal brecciolino alla roccia
Cento chilometri dopo sono su una strada sterrata, prima leggera, poi meno e comunque polverosissima, ma la velocità di percorrenza non cambia. Si viaggia a 80-100 km/h senza pensieri, che in Sudafrica si dice Ayikho inkinga (e non hakuna matata).
La carovana di Defender Octa. In testa una Defender "apripista" guidata dagli istruttori Land Rover Experience
Uno dei tanti tratti sterrati che collega Cape Town alla regione di Cederberg
Una tipica strada extraurbana (non asfaltata)
Sento lavorare le sospensioni, che smorzano tutto e, viaggiando in assetto standard, garantiscono un buon livello di stabilità. Per loro il brecciolino è niente: si stanno solo “riscaldando” per quello che viene dopo, una volta giunti nell’area montagnosa di Cederberg, famosa per i suoi paesaggi di arenaria rossa che attirano migliaia di appassionati di trekking, campeggio e… di guida off-road.
Tecnologia da Dakar
E' arrivato il momento di spiegare la peculiarità tecnica che rende questa Octa diversa da tutte le altre Defender: il sistema 6D Dynamics, che combina sospensioni pneumatiche con un circuito idraulico, sostituendo le barre antirollio con ammortizzatori idraulici interconnessi.
All’atto pratico, grazie all’assenza delle barre antirollio, l’escursione delle singole ruote aumenta fino a 7,5 centimetri. A garantire la stabilità in curva ci pensano invece le sospensioni ad aria e gli ammortizzatori controllati dall’elettronica, che variano assetto, altezza da terra e assorbimento in base al programma prescelto sul Terrain Response, cioè il selettore di guida presente su ogni Land Rover.
Il sistema di sospensioni 6D Dynamics della Defender Octa
Un dettaglio delle sospensioni ad aria della Defender Octa
Ed è proprio la capacità di smorzamento il punto di forza della Octa: in fuoristrada, l’assenza delle barre antirollio riduce drasticamente sobbalzi e vibrazioni trasmesse dalle ruote al telaio e quindi ai passeggeri. Il che, fidatevi, quando si percorrono tanti chilometri su una strada non asfaltata fa la differenza.
Rally, sabbia e libertà
Questa differenza l’ho provata sulla mia pelle nella prima parte del viaggio, poi su un percorso roccioso molto tecnico e infine su un pistino off-road, dove l’obiettivo era andare il più veloce possibile. Qui ho impostato il programma di guida “Octa”, che abbassa l’altezza dell’auto e sbilancia la distribuzione della trazione sulle ruote posteriori (fino all’85%) per esaltare il divertimento.
L’erogazione e il sound del motore V8 diventano più arroganti, lo sterzo guadagna prontezza per rendere più rapide le correzioni di traiettoria, che aumentano con la velocità e man mano che si riduce il grip. Le dimensioni XXL del volante cozzano un po’ con questo incredibile “momento rallistico”, ma grazie al supporto dell’elettronica ci ho impiegato meno di un giro a prendere confidenza col mezzo… e alla fine non volevo più scendere.
Di traverso con la Defender Octa a tutta velocità
L'immancabile passaggio tecnico su roccia
E poi sì, in Sudafrica si può guidare anche sulla sabbia. Mi mancava solo questo setup: attivo il programma SAND, quello che quando lo leggi in Europa su un SUV sa di presa in giro. Qui invece si fa sul serio: sgonfi le gomme e parti. L’assetto della Defender si alza al massimo per agevolare gli scavallamenti tra una duna e l’altra. In questo contesto, i piloti esperti si affidano all’istinto per bilanciare velocità e pendenza e scommettere che dall’altra parte non ci sia un pericolo. Io, invece, seguo pedissequamente le indicazioni dell’istruttore… e mi sono divertito come un bambino.
Derapate fra le dune in assetto SAND
Un altro scatto del percorso di prova fra le dune
Divertimento di lusso
Tornando alla domanda iniziale – “Ma che ci fai con una macchina così?” – l’ho capito quando mi hanno costretto a scendere. Non serve a niente, eppure ti fa sentire che con lei tutto è possibile. Anche correre un rally raid!
E il bello è che succederà veramente: nel 2026 Land Rover parteciperà alla Dakar con una vettura derivata proprio dalla Defender Octa, che va intesa come un'auto laboratorio per spingere al massimo i limiti della guida in fuoristrada.
Ovviamente stiamo parlando di un giocattolone di lusso, per quello che costa comprarla (190.000 euro + optional), mantenerla e per i terreni che devi avere a disposizione (o che devi cercare) per guidarla come si deve.
La grafica dell'OCTA mode visibile sulla strumentazione
P.S. se vi state chiedendo quanto ho consumato, significa che quest'auto non fa per voi. Dunque non ve lo dico :)
Fotogallery: Land Rover Defender OCTA, la prova in Sudafrica
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