Vai al contenuto principale

Quanto contano i Watt di un impianto stereo in auto?

Ve lo dico dopo una prova molto particolare con la Mazda CX-80

Copertina Mazda
Foto di: Mazda

Potenza o qualità? Questo è il grande dilemma del mondo della musica, dagli eventi all'aperto fino alle sale dei più grandi auditorium mondiali, passando ovviamente per le auto. Gli appassionati di musica, infatti, lo sanno bene: potenza non significa necessariamente qualità, visto che i Watt non servono a nulla se prima non c'è stata un'analisi e uno studio dell'impianto.

E parlando di car audio, durante un recente evento stampa organizzato da Mazda ho avuto l’opportunità di mettere alla prova l’impianto audio Bose della nuova CX-80, in un contesto decisamente particolare: l’ascolto guidato di file MANS con l'ingegnere del suono e produttore Igor Fiorini. Ecco come è andata.

Tanti watt? No, serve la progettazione

Partiamo subito chiarendo cosa sono esattamente i file MANS.

L’acronimo sta per “Music Audition for Natural Sound” e si tratta di brani musicali o suoni realizzati, selezionati e masterizzati appositamente per mettere in evidenza ogni dettaglio e sfumatura di un impianto hi-fi, sia casalingo, che automobilistico, enfatizzando non solo la qualità sonora ma anche la coerenza della scena acustica, ovvero l'indirizzamento del suono.

L'impianto audio della Mazda CX-60 disassemblato
Foto di: Motor1

Il test, in particolare, ha messo in luce un aspetto spesso sottovalutato: la potenza in Watt dichiarata da un sistema stereo conta relativamente poco se non è supportata da una progettazione acustica sofisticata dell’abitacolo, proprio come quella fatta da Mazda.

La Casa giapponese, infatti, ha spiegato che per l'impianto delle sorelle CX-60 e CX-80 non solo ha voluto puntare su un brand audio premium come Bose, ma ha utilizzando in fase di sviluppo una filosofia incentrata sull’ascolto naturale per capire il posizionamento migliore degli altoparlanti e dei vari elementi.

Il posizionamento dei woofer anteriori sulla Mazda CX-60 2025
Foto di: Motor1

Un esempio? Gli ingegneri giapponesi hanno scelto di posizionare i woofer anteriori - invece che nelle tradizionali tasche porta - in vani appositamente ricavati nei passaruota anteriori: una soluzione non convenzionale, che ha consentito, soprattutto, una propagazione più coerente delle basse frequenze verso l’abitacolo e una migliore integrazione con le frequenze prodotte dal subwoofer posizionato nel bagagliaio.

O ancora i tweeter, che invece che essere posizionati - come spesso accade - sui montanti A, sono stati installati in un supporto cedevole in cima ai pannelli porta, per evitare vibrazioni e mantenere il suono il più pulito possibile.

Photogallery con le immagini di come è fatta l'acustica della Mazda CX-60 - Foto

Come è fatta l'acustica delle Mazda CX-60 e CX-80

Foto di: Motor1.com

Il test con i file MANS per il True Sound di Mazda

L’ascolto con i file MANS - che ho eseguito su alcune auto presenti all'evento - ha dimostrato questa cura nel dettaglio. Ogni brano, selezionato da Igor Fiorini, ha messo in evidenza in particolare la precisione delle transizioni da suoni di un tipo a un altro, l’estensione dei bassi non eccessiva, la naturalezza del timbro vocale e la spazialità della scena sonora, incentrata sul guidatore ma ampliabile a piacimento a tutto l'abitacolo tramite le impostazioni.

Il risultato? Un suono pulito in ogni situazione, con una timbrica limpida e precisa, senza rumori di fondo o elementi di disturbo che possono rovinare l'esperienza. Ovviamente i file erano trasmessi attraverso una chiavetta USB, il modo migliore per non perdere qualità di riproduzione, grazie anche alla sorgente Mazda (il vero e proprio sistema di infotainment) di qualità.

Photogallery con le immagini di come è fatta l'acustica della Mazda CX-60 - Foto

Come è fatta l'acustica della Mazda CX-60

Foto di: Motor1.com

Psicoacustica e ascolto umano-centrico

Dietro la filosofia di progettazione degli impianti audio Mazda si cela anche una profonda attenzione alla psicoacustica, ovvero allo studio di come l’orecchio e il cervello umano interpretano il suono, qualcosa che Giuliano ha recentemente analizzato in un video proprio sulla Mazda CX-60 che trovate qui sotto.

Alla base di tutto questo c’è il concetto del “True Sound” sviluppato dall'ingegnere giapponese Wakamatsu-san, responsabile dello sviluppo audio del Brand giapponese, che ritiene che il suono in auto debba restituire l’intenzione emotiva originaria dell’artista, senza esagerare con troppi bassi o volumi eccessivi.

Fotogallery: Mazda: suono, insonorizzazione e l'acustica delle automobili