Honda Prelude: un’altra così non c'è
Posizione di guida, sterzo e assetto sono tarati alla grande. Il cambio sequenziale simulato è interessante, ma si può migliorare
Dopo mesi in fermento finalmente abbiamo provato la nuova Honda Prelude, un'auto che è esattamente all'opposto rispetto alle razionali logiche di mercato attuali che negli ultimi anni hanno portato alla nascita di un SUV dopo l'altro. Chi, se non l'estro giapponese, poteva riportare alla luce un'icona del genere?
L'identikit è già da acquolina alla bocca: coupé a tre porte, ibrida - e super efficiente - con un cambio simil sequenziale e un assetto preso in prestito da una sportiva di razza, il tutto con la qualità e la dinamica di guida Honda e una dotazione super completa. Per provarla sono volato a Nizza: ecco come è fatta, come va e quanto costa.
Esterni | Interni | Guida | Prezzi
| Mi piace | Non mi piace |
| Dinamica di guida: sterzo, assetto e freni | Suono del motore drogato dalle casse audio |
| È un'auto poliedrica: divertente da guidare ma anche molto efficiente | Con l'S+ Shift, in scalata c'è poco freno motore |
| Dotazione di serie super completa | - |
Honda Prelude (2026), gli esterni
Durante la conferenza stampa di presentazione, i designer Honda hanno spiegato come per la nuova Prelude gli ingegneri abbiano preso ispirazione da un aliante, un mezzo dalla forma elegante e semplice, dalle linee pulite per essere leggero e il più efficiente e aerodinamico possibile. Il risultato è questo, lo vedete nelle foto: una carrozzeria fluida, morbida, priva di spigoli vivi e che sembra disegnata dal vento soprattutto al posteriore, dove le fiancate convergono creando un retrotreno molto rastremato distinguibile subito anche di notte grazie alla firma luminosa a doppia linea LED parallela.
Fotogallery: Honda Prelude (2026), la prova su strada
Il tetto scende morbido terminando con un accenno di spoiler, attenzione aerodinamica massima come confermato anche da altri dettagli come l'antenna radio, stampata in 3D e annegata nel lunotto, e le maniglie a filo carrozzeria. Di profilo appare subito un'auto slanciata - sarà anche per i cerchi neri da 19" -, sensazione fomentata anche dalla muscolarità dei passaruota e dalle minigonne che, tagliate, presentano l'unica nervatura profonda di tutta la fiancata.
Ma è guardandola negli occhi che la Prelude dà il meglio di sé: il cofano lungo sembra puntare direttamente all'asfalto allargando visivamente l'auto, con il carattere sportivo che è enfatizzato dalla sottile mascherina nera attraversata da bordino cromato che collega tra loro i fari full LED.
La griglia principale è stata posizionata più in basso e al centro presenta un dettaglio verticale blu, lo stesso che si trova anche nel diffusore posteriore: un elemento voluto per dare continuità visiva a tutta lunghezza.
| Lunghezza | Larghezza | Altezza | Passo |
| 4,53 metri | 1,88 metri | 1,35 metri | 2,60 metri |
Honda Prelude (2026), gli interni
Gli interni della Honda Prelude sono meno caratteristici rispetto agli esterni, con l'impostazione minimalista che riprende - e questo è un bene, sia chiaro - quando abbiamo già visto e apprezzato sugli ultimi modelli della Casa. Ci sono due schermi da cui si controllano gran parte delle funzioni, la strumentazione e il display centrale dell'infotainment, ma anche comandi analogici come quelli per il clima, che ha una piccola plancia dedicata al centro della consolle, e quelli da cui gestire le modalità di guida. Sul tunnel ci sono poi i tasti del cambio shift by wire vicino al pulsante del nuovo sistema S+ Shift.
Honda Prelude (2026), gli interni
È ottimo poi il livello di qualità percepita e costruttiva con assemblaggi solidi e materiali piacevoli al tatto sia nelle zone alte che in quelle più basse dell'abitacolo. I sedili sono comodi e, curiosità, pensate che in Honda hanno previsto una piccola differenza tra quello del guidatore e quello del passeggero: il primo ha dei fianchetti più contenitivi adatti alla guida sportiva, il secondo invece meno pronunciati così da essere più comodo per i lunghi viaggi.
Per quanto riguarda lo spazio a disposizione, come su tutte le 2+2 in due posti dietro sono solo per le emergenze o per dei bambini a patto però che davanti non viaggino persone troppo alte. Io, per esempio, supero il metro e 90 e il sedile così regolato non permette la presenza di qualcuno alle mie spalle. Non è male invece il bagagliaio: di base parte da 264 litri ma, abbattendo gli schienali posteriori, la capacità può salire a 760 litri con il vano che è anche regolare nelle forme. Entrano tranquillamente sia un set di mazze da golf che i bagagli per un weekend di coppia.
Honda Prelude (2026), la guida
Sono sincero, era da settimane che non vedevo l'ora di provare la Prelude e vi dico subito che le sono bastati pochissimi chilometri per confermare le aspettative. Comincio però a inquadrarla dalla scheda tecnica: sotto il cofano c'è lo stesso motore della Civic hybrid, un sistema full hybrid da 184 CV e 315 Nm di coppia, scatta da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi e la trazione è anteriore, tutti elementi che, tenendo conto della carrozzeria coupé, suggeriscono che si tratti più di una gran turismo piuttosto che di una sportiva pura. La prima conferma arriva dalla macchina stessa, con la modalità di guida di default che, infatti, si chiama GT.
Honda Prelude (2026), la prova su strada
Per quanto riguarda il sistema ibrido, si tratta di un powertrain che può lavorare sia in serie che in parallelo: alle basse velocità procede esclusivamente in modalità 100% elettrica con il motore termico che si accende per ricaricare la batteria che, a sua volta, alimenta il motore elettrico che dà motricità alle ruote; quando si richiede più potenza, invece, i due motori lavorano insieme grazie alla chiusura di una piccola frizione. Si procede quindi spesso in elettrico, a vantaggio sia dell'insonorizzazione, il rumore del motore è sempre ben isolato dall'abitacolo, che del comfort di marcia con l'erogazione che è lineare e progressiva.
Le vere potenzialità della Prelude però non si vedono dato che l'assetto è lo stesso della potente Civic Type R da 340 CV: la geometria delle sospensioni è la stessa - parliamo di angoli di caster e camber - con un'impostazione che rende la macchina sia più incollata a terra sia più agile grazie a uno sterzo che fa da collegamento diretto tra l'asfalto e il guidatore. Gli ammortizzatori sono a controllo elettronico per cui possono cambiare la propria rigidità a seconda della modalità di guida che si sceglie dal manettino sul tunnel. Ce n'è anche una personalizzabile per scegliere a piacimento la taratura dei singoli parametri.
Ma come si guida, quindi, questa Honda Prelude? La risposta è "benissimo". Inizio a raccontarvela dallo sterzo che ho trovato molto sensibile, mi è piaciuto tanto perché non è artificiale e pesante e riesce a comunicare benissimo cosa passa sotto le ruote. In modalità GT o Comfort è un po' vuoto al centro, ha un gioco abbastanza accentuato, ma quando si passa alla Sport il carico aumenta e si trasforma in un comando sensibile, preciso e progressivo. Mi è piaciuto anche il freno, il pedale ha un bel mordente ed è perfetto nella transizione tra frenata rigenerativa e meccanica.
Ma veniamo al motore: 184 CV non sarebbero tanti se fosse una sportiva ma lei della pista non vuole sentir parlare.
È una gran turismo, per cui predilige una guida tranquilla e rilassata, anche se telaisticamente potrebbe reggere una potenza ben maggiore
L'erogazione è ben distribuita lungo tutto l'arco dei giri e, volendo, ci si può divertire con il nuovo sistema S+ Shift sviluppato da Honda che permette al cambio automatico CVT di comportarsi come un sequenziale simulando sette rapporti gestibili attraverso le palette dietro il volante. Tutto questo a vantaggio del coinvolgimento che, infatti, raggiunge un livello che prima d'ora non si era mai visto su qualsiasi full hybrid.
In salita di marcia non si avverte la differenza con un automatico tradizionale e, come su molte sportive, si sente un piccolo e godurioso calcetto alla schiena. In discesa, però, secondo me c'è ancora margine per migliorare dato che la sensazione è più uditiva che fisica. Avrei preferito avere più freno motore (si potrebbe, per esempio, impostare una rigenerazione superiore che si attivi solo in scalata) in modo tale da impostare la curva anche con il cambio e non solo di freno e limitando quello scorrimento importante che, su due piedi, potrebbe quasi spaventare se non si ha consapevolezza dell'efficacia dell'assetto e delle gomme.
Tornando sull'assetto, è a controllo elettronico ed è super efficace in tutte le situazioni, riesce ad assorbire molto bene le asperità nonostante i grandi cerchi con gli ammortizzatori che hanno una bella escursione verticale per cui in abitacolo non si percepiscono particolari vibrazioni o scossoni.
Nel guidato invece è molto reattiva, il baricentro è basso e si avverte giusto un minimo di rollio che però aiuta a percepire molto bene quello che è il limite di tenuta laterale dell'auto a vantaggio della sensazione di sicurezza.
Honda Prelude (2026), i prezzi
La Honda Prelude è già ordinabile con le prime consegne e l'arrivo in concessionario previste per gennaio-febbraio del 2026. Il prezzo parte da 50.900 euro, con il listino che però è molto semplice dato che sono previsti un solo motore e un solo allestimento già full optional. Gli unici extra che è possibile scegliere e pagare a parte sono la vernice metallizzata della carrozzeria (+1.000 euro) e gli interni di colore chiaro (+1.250 euro).
Fotogallery: Honda Prelude (2026), la prova su strada
Consigliati per te
Honda Prelude (2026), perché comprarla e perché no
Offerta Fiat Hybrid 500 Dolcevita, quanto conviene?
Il "Ritorno al Presente" con la nuova Honda Prelude!
Stellantis entra nella WCM Association, cosa cambia ora
Una Honda Prelude Type R? Per ora non è in programma
La nuova Alfa Romeo Stelvio è su strada
E se la Honda Prelude diventasse cabrio?