Due motori, doppie accortezze, ma non soltanto: occhio anche ai segnali che denotano un uso non consono alla loro natura

Da quando la prima Toyota Prius ha fatto la sua comparsa sul mercato, le auto ibride, ossia spinte da un more a scoppio e da uno elettrico che lavorano in simbiosi, hanno raggiunto una buona diffusione, tanto che oggi rappresentano un buon 15% contando sia le ibride tradizionali (le full hybrid) sia quelle plug-in, con batteria ricaricabile anche alla spina, che sono tuttavia arrivate successivamente e tuttora molto meno diffuse.

Di conseguenza è cresciuta anche la presenza sul mercato dell'usato, che rappresenta una buona soluzione per chi vuole provare ad approcciare la guida elettrificata ma non si sente di fare il "grande passo" con il nuovo. Ma essendo più complesse, richiedono qualche attenzione in più da parte di chi si accinge all'acquisto.

La parte termica

Un’auto ibrida ha un motore termico, dunque di fronte a un usato dovremo verificare quelli che possono essere i problemi evidenti di un motore a scoppio. Difficilmente potremo individuare problematiche interne alla meccanica, uniche spie possono essere la presenza di perdite, eccessivo sporco. Alle volte anche l’eccessiva pulizia di un vano motore potrebbe far pensare che si è reso necessario un intervento a causa di perdite cospicue.

Toyota Yaris Hybrid 2017
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Honda Insight - 2009
Honda Insight 2009
Kia Niro, anatomia dell'Ibrido
Kia Niro 2017

Nella maggior parte dei casi la trasmissione delle vetture ibride prevede un cambio automatico, di varie tipologie. Anche qui c’è poco da vedere, se non cercare eventuali perdite. La soluzione migliore è fare un giro di prova, sempre opportuno richiederlo, e sentire che tutti funzioni regolarmente, sia a livello di motore che di trasmissione.

La parte elettrica

Per la parte elettrica molti costruttori riconoscono una garanzia specifica e per le batterie in particolare, come sulle auto 100% elettriche, si tende a garantire per 8 anni e anche oltre 100.000 chilometri (si arriva anche a oltre il doppio) il mantenimento di un livello di efficienza non inferiore all'80%, in qualche caso il 70%. Significa che una batteria da 10 kWh al raggiungimento dell'8° anno o della percorrenza indicata dovrebbe avere ancora una capacità effettiva di ricarica di 7 o 8 kWh.

Auto ibride usate, a cosa fare attenzione

Ma come si fa a capire come sta la batteria? Sulle ibride tradizionali non è semplice perché si tratta di unità a bassa potenza e quindi non hanno nel quadro gli strumenti che compaiono invece sulle vetture 100% elettriche o su alcune plug-in, dove accanto al livello di carica è monitorato anche lo stato di efficienza effettiva. Ma una batteria non in perfetto stato può avere meno capacità e meno efficienza nella ricarica e nell'erogazione di potenza, quindi a lungo andare può far lavorare di più il motore endotermico influendo sui consumi.

Cos'è il SOH e come si misura

Lo stato di efficienza o di "salute" della batteria, riassunto dalla sigla SOH che sta appunto per "State Of Healt" è un dato complesso, su cui influiscono numerosi parametri, dal decadimento dei componenti interni della batteria stessa a quello degli altri organi del sistema, come il complesso di ricarica, il sistema di raffreddamento, l'unità di gestione della potenza, che possono influire sula capacità totale in molti modi.

Fotogallery: Auto ibride usate, a cosa fare attenzione

L'ideale sarebbe far fare un check da un'officina di marca, attrezzata per la diagnosi, ma esistono anche strumenti che permettono di farlo da sé, anche se non tutti sono ancora molto avanzati: ad esempio ci sono connettori EOBD, che si inseriscono nella presa per la diagnosi appunto, collegabili via bluetooth al proprio smartphone e che tramite App (una delle più usate è la tedesca EVNotify) possono fornire questi dati attingendoli direttamente dall'elettronica di bordo. 

Auto ibride usate, a cosa fare attenzione
L'app EVNotify

Due ragioni per cui è meglio "fresca"

Sarà scontato dirlo, ma po' come accade anche per le auto tradizionali, dove gli usati più recenti si fanno preferire anche per la normativa anti-inquinamento meno a rischio di limitazioni, per le ibride sarà sempre da preferire un’auto con anzianità e chilometraggio più ridotti possibile, ma ancor di più è consigliabile, se possibile, orientarsi su un modello di uscita recente.

Auto ibride usate, a cosa fare attenzione

In questo settore infatti la tecnologia ha fatto progressi davvero rapidi, e a parità di  immatricolazione, un modello in commercio da 2-3 anni è certamente più avanzato di uno che è stato lanciato anche solo 3 anni prima.

Usura e segni di utilizzo non corretto

Le ibride, come le elettriche pure, sono poi vetture da guidare con un minimo di accortezza almeno se si vuole sfruttarne appieno le caratteristiche peculiari e le qualità, una su tutti la capacità di recuperare energia in decelerazione. Quindi, se notate un'eccessiva usura di alcune parti come i freni e le gomme, può significare che il precedente proprietario tendeva ad usare l'auto come una tradizionale e in modo poco accurato, e può averla "affaticata" più del dovuto.

Fotogallery: Auto ibride plug-in, i consumi a batteria scarica

In più, non trascurate la provenienza dell'auto: anche i climi particolarmente rigidi o caldi, specie se la vettura non era ricoverata in un box o garage, tendono a influire negativamente sulla durata delle batterie.

Fotogallery: Auto ibride, quelle che non si sono afffermate

Manutenzione e aggiornamenti

Come di consueto, per esser certi di poter usufruire appeno della garanzia del costruttore va poi controllato il libretto della manutenzione: è infatti necessario stabilire che siano stati effettuati tutti i tagliandi previsti per essere sicuri che in caso di necessità la garanzia sia riconosciuta. Tagliandi regolari assicurano anche che la parte elettrica e elettronica siano state controllate e sottoposte agli aggiornamenti software frequenti su questi sistemi.

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In qualche caso, come ad esempio fa Toyota, controlli regolari effettuati una volta l'anno consentono di usufruire di estensioni automatiche della garanzia che per il costruttore giapponese è di base di soli 5 anni. 

Occhio agli incidenti

C’è un’ultima attenzione da prestare quando trattiamo un’auto usata sia tradizionale che ibrida: verificare se la vettura ha subito incidenti, evidente ad esempio da difformità nella verniciatura di ampie parti della carrozzeria. In un’auto ibrida gli effetti di un sinistro possono essere ancora più gravi se teniamo conto della complessità della meccanica e di tutta la parte elettrica ed elettronica che se non perfettamente integra può funzionare male o essere addirittura pericolosa.

Le cose da verificare su un'ibrida usata

  • Anzianità e chilometraggio non troppo vicini ai limiti di garanzia
  • Anzianità generale modello riferita al lancio sul mercato
  • Stato della manutenzione e aggiornamento software
  • Stato di salute della batteria se possibile un check di verifica
  • Eventuali incidenti rivelati da riparazioni non accurate
  • Stato di usura di freni e pneumatici e dati sul computer di bordo
  • Provenienza