La forma più semplice di ibridazione contro quella più classica e completa: cosa cambia in fatto di costi e benefici

Auto ibrida: oggi per guadagnare tale definizione è sufficiente avere un qualche motore elettrico. Non importa quanto grande o potente.

Il termine infatti racchiude tecnologie diverse tra loro, accomunate dal fatto di avere a bordo due differenti motori, uno a benzina (o più raramente diesel) e uno elettrico che interagiscono tra loro.

Tutte le auto di questo tipo sono omologate con la stessa definizione generica che viene riportata sulla carta di circolazione (P.3) “IBRIDO” e garantisce l’accesso a diversi tipi di incentivi e agevolazioni. Ma delle differenze tecniche ci sono e per fare un acquisto consapevole è bene conoscerle. 

Il distinguo di base

La confusione si genera soprattutto fra i due sistemi ibridi più diffusi, ovvero i mild hybrid cosiddetti “ibridi leggeri”, e quelli di tipo full hybrid.

Se volessimo riassumere il concetto in due parole, potremmo dire che la differenza sta nella potenza e nel ruolo della parte elettrica.

Ruolo che nel primo caso è molto limitato mentre negli ibridi “full” assume tutt'altra importanza, permettendo di abbattere i consumi in modo più rilevante anche se con maggior complessità e quindi un costo superiore.

Mild hybrid, un aiutino e poco più

Sui modelli mild hybrid, motore elettrico e batteria hanno dimensioni e potenza molto limitati. Questo aiuta a contenere il peso e i costi, ma fa anche sì che il contributo alla riduzione dei consumi sia marginale.

In un sistema mild-hybrid infatti, il motore elettrico funziona da starter per avviare il motore principale e lo assiste in partenza e in accelerazione dando una spinta aggiuntiva che dovrebbe “alleggerire” il lavoro nei momenti di maggior sforzo, aiutandolo a consumare meno carburante.

Tuttavia, in un sistema mild-hybrid, il motore elettrico non è in grado di provvedere da solo a muovere il veicolo se non per brevissimi istanti. L’energia necessaria a farlo funzionare è recuperata in decelerazione e frenata, senza possibilità di ricaricare la batteria esternamente.

Ford Puma (2020) Titanium X
Suzuki Swift Sport Hybrid 2020, la prova su strada

I mild più potenti "veleggiano"

Il principio è a grandi linee uguale per tutti i sistemi che si definiscono mild hybrid, con qualche eccezione: è il caso della tecnologia applicata ai motori di auto premium più grandi e potenti, che sfruttano un impianto a 48 Volt anziché a 12 come altri costruttori, e potendo disporre di potenze leggermente maggiori offrono anche la funzione di veleggiamento.

Questa si attiva in particolari situazioni, come la marcia a velocità costante (e non superiore a un certo limite, di solito max 120 km/h). A questo punto, il motore a scoppio viene spento e quello elettrico provvede a mantenere l’andatura per brevi periodi, secondo lo stato della riserva energetica.

Classe E 2020 Mercedes-Benz
Maserati Ghibli Hybrid

Non soltanto piccole

La tecnologia mild hybrid è introdotta sempre più spesso come implemento per i motori di utilitarie e compatte, come accaduto di recente per Fiat 500 e Panda e Lancia Ypsilon Hybrid, ma anche Ford Puma, alcune versioni della Kuga , Suv e berline Kia e Hyundai lanche a gasolio, 'intera gamma Suzuki, dapprima con Swift e Ignis a cui di recente si sono aggiunte S-Cross e Vitara con il nuovo sistema a 48V, e molte altre.

Suzuki Ignis Hybrid 4x4 (2020), foto gallery della prova consumi
Kia Stonic restyling 2020 blu

Esiste poi anche un sistema classificato come mild-hybrid ma con capacità leggermente superiori: parliamo della tecnologia e-boxer di Subaru, che ha invece la capacità di far partire l’auto con la sola spinta del motore elettrico e farle percorrere fino a 1,6 km solo se la batteria è al massimo e il piede molto leggero.

Full hybrid, sinergia completa

Le auto full hybrid hanno una potenza elettrica maggiore e quindi, interventi più importanti e prolungati del motore elettrico che offre una propria autonomia ,anche se minima, oltre che programmi di marcia con cui si può scegliere di sfruttare a fondo quella risorsa fino a che la riserva lo consente.

Hyundai Kona Hybrid
Toyota Yaris 2020

Volendo l'auto può quindi marciare in modalità unicamente elettrica, anche se spesso per una manciata di chilometri appena, ma al di là di questo, il vero vantaggio soprattutto nella guida cittadina è la continua alternanza elettrico/termico, e le molte decelerazioni e frenate utili alla ricarica e che permettono di tenere il benzina (o Diesel) spento per buona parte del viaggio.

La differenza in termini di consumi è rilevante proprio perché le auto più moderne, secondo i dati dichiarati, promettono di passare la maggior parte del tempo in città in modalità elettrica.

Questo anche perché ormai molti modelli non sono più "semplici" ibridi seriali - dove cioè entrambi i motori agiscono sulle ruote - ma funzionano anche da ibridi paralleli. Come avviene sulla Renault Clio E-Tech, e sulla Honda Jazz e:HEV dove un motore elettrico è accoppiato alle ruote, un altro invece - collegato al motore benzina - funziona da generatore e ricarica le batterie.

Alla famiglia delle full hybrid appartengono la capostipite Prius e in generale tutti gli ibridi Toyota e Lexus, le Hyundai Ioniq e Kona hybrid e molte altre.

Come accennato in apertura, in un sistema ibrido completo la batteria è più grande e pesante e il prezzo può salire sensibilmente rispetto a una mild o a una endotermica pura. Anche se è difficile ottenere un raffronto corretto in quanto i motori abbinati non sono quasi mai gli stessi, la differenza a listino c'è.

Renault Clio E-Tech Test
Toyota Yaris Cross

Nella tabella che segue sui può notare la differenza nella capienza e nella potenza della batteria tra tre vetture di segmento A e B: due utilitarie, Suzuki Swift e Toyota Yaris, e una city car, Fiat Panda Hybrid.

La Panda rappresenta ad oggi il modello più economico e semplice dotato di sistema mild hybrid e va sottolineato che a differenza delle altre due, ha il cambio manuale (disponibile anche per la Swift, anche se qui abbiamo scelto di prendere a riferimento la variante CVT)

  Suzuki Swift Hybrid CVT Fiat Panda Hybrid M/T Toyota Yaris Hybrid CVT
Tipologia Mild hybrid Mild hybrid Full hybrid
Motore benzina 1.2 4 cilindri 1.0 3 cilindri 1.5 3 cilindri
Potenza 83 CV 70 CV 92 CV
Motore elettrico 12 V 12 V 12 V
Potenza 1,93 kW 3,6 kW 59 Kw
Potenza tot. sistema 83 CV 70 CV 116 CV
Batteria 0,3 kWh 0,13 kWh 1,2 kWh
Peso sistema ibrido 45 kg 25 kg 125 kg
Comsumo WLTP 5,3 l/100 km n.d. 3,8 l/100 km
Consumo NEDC 4,13 l/100 km 4 l/100 km 2,8 - 3,2 l/100 km
Emissioni WLTP 121 g/km n.d. 85 - 112 g/km
Emissioni NEDC 73 - 92 g/km 89 - 92 g/km 64 - 95 g/km
Autonomia elettrica - - 2 km
Prezzo base 19.790 euro 13.750 euro 21.500 euro

Per gli incentivi conta la CO2C

Al di là delle questioni tecniche, il beneficio più diretto è la riduzione dell emissioni che sulle ibride “full” è inferiore, sia in assoluto sia in rapporto alla potenza disponibile. In particolare quelle di CO2, che sono anche il riferimento per accedere ai vari incentivi confermati e ampliati dal Decreto Rilancio e perfezionati con l'ultimo Decreto Agosto che li ha riorganizzati su tre fasce (0-20, 21-60 e 61-90 e 91-110 g/km) a cui corrispondono contributi differenti.

Ma attenzione: anche se dal 2018 è in vigore il nuovo protocollo di omologazione WTLP, più severo, che infatti determina valori più elevati, ancora per tutto l'anno in corso i dati a libretto si sono quelli equivalenti al precedente ciclo NEDC, riportati alla voce V.7 del libretto di circolazione. Quindi, i più favorevoli, come si può verificare dalla tabella. 

Le ibride plug-in fanno storia se

La classificazione delle auto ibride non finisce qui perchè ci sarebbero  anche le auto ibride plug-in. Quest’ultime montano una batteria molto più grande che si deve ricaricare per forza di cose con una fonte esterna, esattamente come le auto elettriche. I costi di acquisto lievitano sensibilmente e le valutazioni da fare sono di tipo diverso. Se volete approfondire l’argomento vi rimandiamo a questo articolo