Abbiamo guidato l'hypercar americana da 1.350 CV che sfida Bugatti
In soli 15 minuti al volante, la SSC Tuatara Striker conquista immediatamente, anche se non abbiamo superato i 400 km/h...
Si dice che la perfezione richieda tempo, e Jerod Shelby, fondatore e CEO di SSC, sembra aver preso questa filosofia molto seriamente.
Il marchio americano ha presentato per la prima volta il concept della Tuatara nel lontano 2011, lasciando tutti a bocca aperta. Ci sono voluti altri sette anni perché la versione di serie facesse il suo debutto pubblico a Monterey, nel 2018. Ora, a quasi 15 anni dalla prima apparizione, la tanto attesa hypercar sta finalmente arrivando nelle mani dei primi clienti.
La domanda sorge spontanea: è valsa la pena aspettare così tanto?
15 anni di sviluppo spesi bene
La risposta breve? Sì. Assolutamente sì. Costruita da zero, la SSC Tuatara monta un V8 biturbo da 5.9 litri con albero piatto, capace di sviluppare la cifra impressionante di 1.350 CV con benzina standard, che salgono a 1.750 CV con etanolo. Risultato? Da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi e una velocità massima vicina ai 480 km/h.
| SSC Tuatara Striker | |
| Motore | 5.9 V8 biturbo |
| Potenza | 1.350 CV (Benzina 91 ottani) / 1.750 CV (Etanolo E85, Metanolo) |
| Accelerazione 0-100 km/h | 2,5 secondi |
| Velocità massima | 475 km/h |
| Prezzo base | 1,9 milioni di dollari |
Tutta questa potenza viene gestita da un cambio robotizzato a sette marce a frizione singola e scaricata esclusivamente sulle ruote posteriori. Sì, avete letto bene: 1.350 CV solo sulle gomme posteriori. Per domare questa furia, SSC ha sviluppato un avanzato sistema di gestione della trazione e un'inedita sospensione idraulica, permettendo persino di usarla su strada senza (troppa) paura di finire contro un guardrail.
Nonostante sia un progetto nato oltre un decennio fa, il design della Tuatara resta stupendo. Il suo profilo aerodinamico è frutto del talento di Jason Castriota, ex designer di Pininfarina e mente dietro icone come la Ferrari P4/5 e la Ford Mustang Mach-E. Se c’è qualcuno che sa come rendere un’auto velocissima e affascinante, è sicuramente lui.
La versione Striker è pensata per dare il massimo in pista
I clienti possono scegliere tra due versioni: la Tuatara standard, progettata per le massime velocità (è la stessa che ha raggiunto un record ufficiale di 455,3 km/h), oppure la più estrema Striker, pensata per la pista e dotata di un pacchetto aerodinamico avanzato. Grazie alle sue appendici aerodinamiche, la Striker genera 500 kg di carico aerodinamico a 260 km/h, con il 45,4% del carico concentrato sull'avantreno. Queste modifiche rendono la Tuatara Striker una vera e propria belva da circuito, tanto che questa versione sembra essere la preferita dai primi acquirenti.
"Da quando abbiamo presentato la Striker l'anno scorso, sembra che tutti vogliano questa versione", racconta il CEO Jerod Shelby mentre mi parla dal sedile del passeggero. "Ha un aspetto più aggressivo, con minigonne più grandi, pinne e dive plane… Stiamo facendo molti test in pista in questo periodo per cercare di battere un record sul giro a COTA o Laguna Seca entro l'anno."
Una prova impressionante sulle strade di Miami
Purtroppo, il mio test si limita alle autostrade e alle strade secondarie nei dintorni del Moda Miami di Coral Gables. Non esattamente Laguna Seca. Tuttavia, anche solo 15 minuti alla guida del mostro da 1.350 CV di SSC mi sono bastati per avere un assaggio delle sue incredibili capacità. E il verdetto è chiaro: è un'auto impressionante.
Lo stile del designer Jason Castriota in tutto il suo splendore
Un abitacolo neppure troppo scomodo
La scelta delle modalità di guida sullo schermo centrale
Pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 da 345/30 ZR20 al posteriore
Premo lentamente l'acceleratore sulla prima rampa d'accesso all'autostrada, giusto per assaporare la potenza immensa del V8. È impressionante. Anche senza spingere l’auto al limite, l’accelerazione della Tuatara è semplicemente ineguagliabile. Il posteriore scivola leggermente sotto la spinta, giusto quel tanto che basta per farmi sentire un brivido lungo la schiena, ma allo stesso tempo l’auto procede in linea retta a velocità che la mia mente fatica a comprendere. La Bugatti Chiron non è mai sembrata così veloce, e la Rimac Nevera non ha nemmeno lontanamente questa brutalità.
Il V8 biturbo dietro di me urla come se volesse liberarsi dal cofano, mentre il cambio robotizzato a sette marce spara le cambiate a una velocità assurda. Shelby mi dice che la trasmissione impiega meno di 100 millisecondi per ogni cambio marcia. E ci credo.
"La SSC Tuatara Striker è una vera droga"
Prendo coraggio e affondo di più l’acceleratore: terza marcia, poi quarta, e in un attimo mi ritrovo ben oltre i limiti di velocità prima che il traffico mi costringa a rallentare. Ancora una volta, anche a queste andature, la Tuatara Striker sembra appena sfiorare le sue reali capacità. E, a dirla tutta, questa velocità insaziabile è una vera droga.
Una velocità insaziabile per la SSC Tuatara Striker
Ciò che sorprende ancora di più della Tuatara è la sua capacità di affrontare senza problemi anche la monotonia di stop e dossi. Con la sospensione idraulica impostata sulla modalità più morbida, l’auto assorbe le asperità dell’asfalto in modo sorprendente. I sedili non sono il massimo del comfort—come in quasi tutte le hypercar—ma non ho mai avuto la sensazione che mi stesse spezzando la schiena. L’abbondanza di superfici vetrate evita che l’abitacolo sembri troppo claustrofobico e, anche se il cambio a sette marce richiede un po’ di pratica all’inizio, una volta capito il meccanismo non è poi così complicato.
Anche in soli 15 minuti, la Tuatara mi ha lasciato senza parole. Potenza smisurata, accelerazione da dipendenza, e - sorprendentemente - nemmeno così estrema nella vita di tutti i giorni. Certo, avrei voluto metterla davvero alla prova in pista per scoprirne tutto il potenziale, ma per un'hypercar attesa per quasi 15 anni, posso dire senza dubbio che ne è valsa la pena.
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